Cosa valutare prima di scegliere
Funzioni a tempo limitato e invii in massa
Una funzione su Vercel ha un tempo massimo di esecuzione che dipende dal piano: controllalo nelle impostazioni del progetto. Non provare a spedire una campagna intera in una sola chiamata. Metti in coda i destinatari e processali a gruppi, oppure lascia la campagna allo strumento email e usa la funzione solo per aggiungere il contatto. Verifica anche i limiti di richieste del fornitore, per non perdere messaggi quando molte persone si iscrivono insieme.
Anteprime e produzione separate
Ogni ramo del progetto può generare un’anteprima pubblica con le sue variabili d’ambiente. Usa una chiave di invio diversa per produzione e anteprima, oppure un indirizzo di prova che raccoglie tutto, così una prova del modulo non scrive ai clienti veri. Controlla che il fornitore permetta più chiavi o più domini mittente senza costi extra, e che si possano revocare singolarmente.
Template come codice o come editor
I template possono vivere nel repository, scritti come componenti React con la libreria React Email (sviluppata dallo stesso team di Resend, con licenza MIT), oppure in un editor visuale dentro lo strumento email. Il codice è controllabile e versionato, ma ogni modifica richiede uno sviluppatore. L’editor lascia autonomia a chi cura il marketing. Decidi chi cambierà il testo del benvenuto tra sei mesi e scegli di conseguenza.
Webhook e verifica delle richieste
Rimbalzi, segnalazioni di spam e disiscrizioni arrivano al tuo progetto come richieste in ingresso su un indirizzo che esponi tu. Controlla nella documentazione del fornitore come verificare che la richiesta sia autentica, e non modificare i contatti senza questo controllo. Nel listino di Resend i webhook sono indicati sui piani a pagamento: accertati che l’evento che ti serve sia disponibile nel livello che scegli.
Dominio mittente e record DNS
Le email di un progetto nuovo partono da un dominio senza storia. Autentica un sottodominio dedicato con SPF, DKIM e DMARC e controlla dove vanno inseriti i record, se nel pannello del registrar o nella gestione DNS di Vercel. Aspetta qualche giorno prima dei grandi invii e leggi i requisiti che i grandi provider di posta indicano per i mittenti massivi, verificando i loro documenti ufficiali.
Costo per invio o per contatto
Per la posta di servizio si paga il volume: Resend indica 20 $ al mese per 50.000 email nel piano Pro, Postmark 15 $ a 10.000 email. Per le campagne si paga spesso il numero di contatti: la parte marketing di Resend costa 40 $ al mese per 5.000 contatti. Se mescoli i due usi, sommali e controlla che cosa succede quando un errore nel codice manda più messaggi del previsto.
Domande frequenti
Come mando un’email da una route di Next.js su Vercel?
Crea una route lato server che riceve la richiesta del modulo, controlla i dati e chiama l’interfaccia del fornitore con la chiave letta dalle variabili d’ambiente. La chiave non deve comparire nel codice del browser. Restituisci subito la risposta all’utente e, se l’invio può fallire, registra l’errore invece di bloccare la pagina. I dettagli della chiamata cambiano da fornitore a fornitore: seguili nella sua documentazione, senza copiare esempi di altri strumenti.
Le funzioni serverless creano problemi con gli strumenti di email?
Il rischio non è il fornitore, ma il tempo. Una funzione ha una durata massima e non conserva stato tra una chiamata e l’altra: un invio a molti destinatari va diviso in lotti e l’avanzamento salvato in un database. Controlla anche la regione in cui la funzione viene eseguita, perché i dati dei contatti passano da lì: è un’informazione da riportare, insieme al fornitore di email, nel registro dei trattamenti che il tuo DPO ti aiuta a tenere.
Che cos’è React Email e mi serve davvero?
È una libreria con licenza MIT, sviluppata dallo stesso team di Resend, per scrivere i template come componenti React e trasformarli in HTML al momento dell’invio. Serve se il tuo team lavora già in React e vuole template versionati nel repository. Non serve se le campagne le scrive chi non programma: in quel caso un editor visuale dello strumento email è più pratico. Se vuoi usare l’HTML con un altro fornitore, verifica che accetti messaggi già pronti.
Come evito di spedire email vere dalle anteprime?
Imposta chiavi diverse per anteprima e produzione nelle variabili d’ambiente di Vercel e, nel codice, sostituisci il destinatario con un indirizzo di prova quando l’ambiente non è quello di produzione. Aggiungi all’oggetto un prefisso come [TEST], così le prove si riconoscono. Non copiare mai l’elenco reale dei clienti nell’ambiente di prova: se serve un campione, usa indirizzi inventati su un dominio tuo.
Posso programmare un invio ricorrente con i cron job di Vercel?
Sì, nella configurazione del progetto puoi definire un’attività pianificata che chiama una tua route a orari fissi, per esempio un riepilogo settimanale. Controlla nella documentazione di Vercel quante attività sono incluse nel tuo piano e con quale frequenza minima. La route deve restare breve: seleziona i destinatari, mettili in coda e termina. Per una newsletter con data e ora scelte da chi scrive, pianificare dall’editor dello strumento email è più semplice.
Come ricevo gli eventi di consegna e di rimbalzo?
Il fornitore chiama una tua route con un evento per ogni consegna, rimbalzo o segnalazione di spam. Salva l’evento con data e identificativo del messaggio, e se un indirizzo rimbalza in modo definitivo smetti di scrivergli. Non dare seguito a richieste che non hai verificato. Il registro degli eventi è anche la prova che, dopo una disiscrizione, nessun messaggio promozionale è partito: conservalo per il tempo concordato con il tuo DPO.
Un modulo di iscrizione fatto in casa richiede un consenso separato?
Sì, se raccogli indirizzi per fare marketing. Aggiungi una casella non pre-selezionata con un testo chiaro, salva data, ora e versione del testo, e collega il modulo all’informativa privacy. Non vincolare l’iscrizione a un servizio se il marketing non serve a erogarlo. Un’email di conferma dell’indirizzo riduce gli errori di battitura e dimostra che l’iscrizione è davvero dell’interessato. Per i dettagli rivolgiti al tuo DPO.
Come divido un invio grosso per non superare i limiti?
Salva in una tabella gli invii da fare, con stato e data, e fai trattare a una funzione pochi destinatari alla volta; una seconda chiamata riprende da dove l’altra si è fermata. Rispetta il limite di richieste al secondo del fornitore e il tetto giornaliero del piano: con 100 email al giorno, come nel piano gratuito di Resend secondo resend.com/pricing, 500 iscritti si servono in cinque giorni. Per liste grandi lascia la campagna allo strumento email.
Quando conviene lasciare la newsletter a una piattaforma esterna?
Quando nessuno vuole occuparsi di archivio, disiscrizioni, statistiche e reputazione di invio. Costruire tutto dentro il progetto dà controllo ma ti rende responsabile di ogni dettaglio, compreso il consenso. Una piattaforma come beehiiv o Kit si occupa di iscrizioni e archivio, e tu incorpori il modulo nel sito. Se invece la newsletter è una funzione del prodotto, con contenuti diversi per ogni utente, ha senso generarla dal codice con un fornitore di invio.