Campagne Email
Aggiornato 2026

In due davanti a una sola lista: chi scrive, chi rilegge, chi risponde

In due si decide in fretta, ma proprio per questo un errore passa senza che nessuno lo noti: un invio doppio, un testo mai riletto, un’automazione messa in pausa da uno e riattivata dall’altro. MailerLite è il punto di partenza più lineare, perché l’editor è semplice e il costo segue la lista: Comfort parte da 12 $ al mese per 500 iscritti, secondo il listino su mailerlite.com/pricing. Il limite è che postazioni e permessi vanno verificati nel piano scelto prima di dividere i ruoli. Prima di scegliere decidete chi scrive, chi rilegge e chi risponde ai lettori.

Strumenti consigliati

01

MailerLite

MailerLite funziona bene per un team di due perché il gratuito di mailerlite.com/pricing include due postazioni: uno scrive, l’altro rilegge, nessuno paga un utente in più. Quando la lista cresce, a pagamento Comfort costa 12 $ al mese per 500 iscritti, secondo lo stesso listino. Il limite è la terza persona, un freelance o il commercialista: prima di dargli accesso verifica quante postazioni consentono i piani a pagamento e se i permessi separano chi scrive da chi invia.

Scelta migliore

mailerlite.com

02

Brevo

Brevo riunisce nello stesso account email, SMS, WhatsApp e strumenti di vendita: uno dei due segue i clienti mentre l’altro scrive le campagne. Con più canali sullo stesso account decidete chi può inviare e a quale lista: un permesso largo rende facile un invio doppio. Nel listino il livello Professional indica 10 postazioni; per i piani più bassi verifica quante ne includono prima di dividere i ruoli.

Ideale per email, SMS e clienti insieme

brevo.com

03

ActiveCampaign

ActiveCampaign è il più completo per automazioni e CRM, ma per due persone il costo sta nelle postazioni: secondo activecampaign.com/pricing Starter e Plus ammettono un solo utente, e per averne tre serve Pro, a 79 $ al mese per 1.000 contatti con pagamento annuale. Ha senso se uno vende e l’altro automatizza; per una semplice newsletter paghi funzioni che non apri.

Ideale se vendete servizi complessi

activecampaign.com

04

HubSpot

HubSpot è prima di tutto un CRM: contatti, aziende e trattative stanno insieme, e a due soci che vendono di persona fa comodo vedere tutto in un posto. Il listino americano su hubspot.com/pricing/marketing indica un prezzo per postazione e un salto da 7 $ al mese (Starter) a 800 $ (Professional): se pensate di crescere, calcolate da subito dove finisce il livello base.

Ideale per tenere traccia delle trattative

hubspot.com

05

Kit (ConvertKit)

Se uno scrive e l’altro cura la community, Kit ordina gli iscritti con etichette e segmenti, senza liste doppie. Il piano gratuito, secondo kit.com/pricing, arriva a 10.000 iscritti ma senza sequenze; il livello Pro, a 66 $ al mese per 1.000 iscritti, indica utenti illimitati. Va bene per un duo con molto pubblico e pochi prodotti, meno per chi gestisce molte trattative.

Ideale per due che fanno contenuti

kit.com

06

Mailchimp

Mailchimp può servire a due soci che devono spedire un annuncio a una lista breve, e chi lo conosce già parte senza formazione. Crescere costa: secondo mailchimp.com/pricing Standard parte da 20 $ al mese per 500 contatti e arriva a 100 $ tra 2.501 e 5.000. Se vuoi raddoppiare la lista in un anno, simula il costo prima di caricarla.

Ideale per un annuncio una tantum

mailchimp.com

07

GetResponse

GetResponse unisce email, pagine di destinazione e webinar: utile a due soci che vendono corsi o consulenze con una presentazione in diretta. Secondo getresponse.com/pricing Starter costa 19 $ al mese per 1.000 persone e comprende una sola automazione; per automazioni illimitate serve Marketer, a 59 $. Non c’è un piano gratuito, e i webinar stanno nel livello Creator, a 69 $.

Ideale per vendere con un webinar

getresponse.com

Cosa valutare prima di scegliere

Due postazioni senza spese extra

Nel listino cerca la riga che dice quanti utenti comprende il piano: in alcuni strumenti il secondo accesso costa come il primo, in altri compare solo ai livelli alti. Chiedi anche chi può fare cosa: se entrambi possono cancellare una lista, un errore diventa irreversibile. Calcola il prezzo con due utenti, non con uno, e ricontrolla quando entrerà una terza persona, per esempio un freelance.

Chi scrive, chi rilegge, chi invia

Anche senza un flusso formale di approvazione, ci vuole una regola: chi prepara la campagna manda un invio di prova all’altro, che controlla oggetto, link, nome del mittente e piè di pagina prima che parta. Verifica nello strumento se esistono ruoli diversi per chi scrive e per chi invia. Se non esistono, la regola passa dalla vostra chat: invio solo dopo un «ok» scritto, e programmato almeno un’ora dopo.

Sapere chi ha cambiato cosa

Quando in due si tocca la stessa automazione, il guaio è scoprire una modifica senza sapere di chi sia. Guarda se lo strumento registra autore e data delle modifiche; se non lo fa, date alle campagne un nome con data e iniziali, per esempio «2026-11 offerta autunno MR», e tenete un foglio condiviso con una riga per ogni flusso attivo, chi ne risponde e quando è stato rivisto l’ultima volta.

Automazioni che nessuno dà per scontate

In due ognuno pensa che sia l’altro a controllare. Assegnate ogni automazione a un solo responsabile e alternatevi: nelle settimane pari guarda uno, nelle dispari l’altro. Cerca strumenti con un elenco di chi è entrato nel flusso, di cosa è stato inviato e di eventuali errori. Un flusso di benvenuto fermo da tre settimane si nota solo quando un cliente si lamenta, e a quel punto è tardi.

L’account è dell’azienda, non di uno di voi

Registra lo strumento con un indirizzo condiviso, non con la casella personale di uno dei due, e attiva la verifica in due passaggi. Tieni coerenti intestazione e fatture con l’attività che ha raccolto gli iscritti, non con chi ha digitato la carta di credito, e conserva da parte i codici di recupero dell’accesso.

Il costo quando arriva il terzo

Una coppia di soci assume o chiama un freelance prima del previsto, e lo strumento che costava poco cambia scala. Chiedi cosa succede alla terza postazione: si aggiunge a pagamento, richiede un piano superiore o è impossibile. Considera anche che il collaboratore esterno che tocca dati personali va nominato responsabile del trattamento, con un accordo scritto: verifica i dettagli con il tuo consulente o il DPO.

Per approfondire

Domande frequenti

Come ci dividiamo i compiti nella settimana di un invio?

Una divisione che regge: lunedì scrive il primo, martedì mattina rilegge il secondo e propone le correzioni, martedì pomeriggio si programma l’invio per mercoledì, e dopo l’invio risponde ai lettori chi ha scritto il testo. Alternate i ruoli ogni mese, così nessuno diventa l’unico che sa fare una cosa. Segnate la scadenza nel calendario condiviso, non solo in chat, dove un messaggio si perde in due giorni.

Chi dei due dovrebbe curare la parte tecnica?

Chi ha più confidenza con il sito: collega i moduli di iscrizione, controlla l’autenticazione del dominio mittente (SPF e DKIM, che il fornitore indica nelle impostazioni) e verifica che le iscrizioni arrivino nello strumento. L’altro cura testi e calendario. La parte tecnica si fa una volta e si ricontrolla ogni trimestre; annota su un foglio dove si trovano i record DNS, perché è il dato che si perde quando si cambia gestore del dominio.

Possiamo usare un solo accesso con la stessa password?

Meglio di no: se i due condividono il login non sapete chi ha toccato un’automazione, e la verifica in due passaggi arriva sul telefono di uno solo. Inoltre le condizioni d’uso di alcuni fornitori limitano la condivisione delle credenziali, e vanno lette. Se il piano prevede una sola postazione, valutate se il risparmio vale il rischio, oppure usate un gestore di password condiviso a cui accedono entrambi.

Ci serve un CRM o basta lo strumento email?

Basta lo strumento email finché le conversazioni aperte con i clienti stanno in un foglio e le ricordate a memoria. Passate a un CRM quando smettete di sapere a che punto è ciascuna: preventivi in attesa, richiami promessi, clienti dimenticati. Non spostate tutto in un giorno: cominciate registrando solo chi ha una trattativa aperta, e valutate un CRM vero solo se il foglio vi costa più di mezz’ora a settimana.

Che cosa controlliamo prima di ogni invio?

Una lista di sei voci, in cima al foglio condiviso: oggetto senza errori, testo di anteprima, nome del mittente, link con il tracciamento giusto, pulsante che porta alla pagina corretta, informativa e disiscrizione nel piè di pagina. Chi rilegge spunta ogni voce e apre la prova sul telefono. Cinque minuti evitano il messaggio di scuse con la data sbagliata, che in due soci sembra sempre colpa dell’altro.

Se ci separiamo, di chi è la lista?

Dipende da chi è titolare del trattamento: di norma la società o l’attività che ha raccolto gli iscritti, non il singolo socio. Se la lista è nata prima della società, la questione si complica. Mettete per iscritto nel patto tra soci a chi restano i contatti, chi tiene le credenziali e come si trasferisce l’account, e fate rivedere il testo da un legale o dal commercialista prima di firmare.

Possiamo far impostare il primo flusso a un freelance?

Sì, è utile quando nessuno dei due ha tempo. Dagli un accesso con ruolo limitato, se il piano lo consente, e fate firmare un accordo di riservatezza e di trattamento dei dati personali, perché toccherà le liste. Fatti consegnare uno schema scritto del flusso e un file con i testi: poi lo modificherete voi. Chiedi un preventivo per un risultato definito, per esempio tre email di benvenuto già collaudate, e non a ore.

Come evitiamo di mandare una prova alla lista vera?

Create un segmento di prova con i vostri due indirizzi e uno su una casella esterna, e usate sempre quello per i collaudi. Date alle prove un oggetto che inizia con «TEST» e nominate in modo diverso bozze e invii definitivi. Prima di confermare, chi invia legge il riepilogo con il numero di destinatari: se è più alto di tre, è la lista vera. Leggete il messaggio di conferma dello strumento, senza cliccare per abitudine.

Ogni quanto ci fermiamo a guardare i risultati?

Mezz’ora a fine mese, in due, con le stesse quattro domande: quante persone si sono iscritte e quante tolte, quali messaggi hanno portato risposte o clic, quali automazioni sono ferme, che cosa cambiamo il mese dopo. Scrivete la decisione in una riga e verificatela alla riunione successiva. Guardare i numeri ogni giorno porta a correggere il rumore: in una lista piccola basta una persona che apre per spostare la percentuale.

Quale indirizzo mettiamo come mittente?

Un indirizzo del vostro dominio che arrivi a entrambi, per esempio un alias condiviso o una casella di gruppo, non la posta personale di uno: se le risposte vanno a una persona sola, l’altra non vede le richieste dei clienti. Imposta lo stesso indirizzo come «rispondi a». Il nome del mittente può unire marchio e persona: «Marta di Studio Rossi» è più chiaro di un’etichetta anonima, e dà un volto a chi risponde.