Cosa valutare prima di scegliere
Confronto con le email di Squarespace
Prima di cambiare, leggi nel tuo piano Squarespace quali strumenti per le campagne sono inclusi, quanti invii consentono e che cosa costa passare a un livello superiore. Se oggi mandi una newsletter al mese a poche centinaia di persone, uno strumento esterno potrebbe non valere la spesa. Si cambia quando servono automazioni, segmenti per interesse, test o statistiche che l’altra via non offre. Confronta limiti e prezzo, non solo le funzioni elencate.
Come escono i moduli dal sito
Guarda come il tuo sito Squarespace raccoglie le iscrizioni, con moduli o con blocchi, e dove finiscono i dati. Verifica se per il tuo strumento esiste un connettore nativo, un collegamento Zapier o Make, un modulo da incorporare oppure solo l’esportazione CSV. Con quest’ultima qualcuno deve caricare i nuovi iscritti a mano, e il consenso rischia di perdersi per strada. Prova il percorso intero con un indirizzo tuo, dal modulo al messaggio di benvenuto.
Un editor per chi non è tecnico
Chi sceglie Squarespace vuole ottenere risultati senza sviluppatori, e lo strumento email dovrebbe seguire la stessa logica: editor a blocchi, modelli già puliti, automazioni costruibili senza codice. Fai una prova di venti minuti: crea un messaggio di benvenuto con logo, un’immagine e un pulsante, e annota dove ti blocchi. Se serve un tutorial per l’operazione più semplice, quello strumento non fa per te.
Il negozio e i dati dell’ordine
Se vendi con il negozio di Squarespace, chiedi se lo strumento riceve ordini e carrelli e come: connettore nativo, Zapier o Make, CSV. Senza i dati dell’ordine non esistono flussi di carrello lasciato né di post-acquisto. Per le comunicazioni dopo l’acquisto, come la spedizione, di solito bastano le email di servizio del negozio: controlla nelle impostazioni che cosa invia già, per non duplicare. Le promozioni richiedono un consenso separato.
Aspetto coerente con il sito
Su un sito Squarespace curato, una newsletter con colori e caratteri diversi sembra trascurata. Cerca strumenti che permettano di salvare palette, logo e un modello di base, e controlla quali caratteri accettano: nelle email i caratteri web non sono garantiti, quindi serve un carattere di riserva. Manda un messaggio di prova a Gmail, Outlook, Apple Mail e Libero prima di fidarti dell’anteprima dell’editor.
Assistenza in italiano e documentazione
Un piccolo titolare ha bisogno di risposte rapide quando un messaggio non parte. Guarda se lo strumento offre assistenza in italiano o almeno una documentazione chiara, in quali orari, con quale canale e se per il telefono serve un piano più alto. Leggi anche l’informativa e l’accordo di trattamento, e chiedi dove si trovano i server. Un fornitore che non risponde a queste domande prima dell’acquisto difficilmente lo farà dopo.
Domande frequenti
Mi bastano le email di Squarespace o conviene cambiare?
Conviene cambiare quando ti accorgi di fare a mano ciò che dovrebbe essere automatico: mandare il benvenuto a chi si iscrive, separare clienti e lettori, ripetere un messaggio a chi non ha aperto. Se invece mandi una newsletter ogni tanto, le email del tuo piano possono bastare. Leggi nel piano quali limiti ha, poi prova per un mese uno strumento esterno con un piano gratuito e cento contatti, senza spostare tutto. Confronta il tempo risparmiato, non solo il costo.
Come importo nel nuovo strumento i contatti già raccolti dal sito?
Controlla nel tuo piano Squarespace come esportare l’elenco degli iscritti e quali colonne contiene. Se mancano data e fonte del consenso, annota ciò che sai, per esempio «modulo del sito, 2025», e conserva l’informazione, perché dovrai poterla mostrare. Importa a lotti, carica separatamente chi si è disiscritto come elenco di esclusione e manda un primo messaggio che presenta il nuovo mittente, se il nome visualizzato cambia. Non importare indirizzi di cui non conosci la provenienza.
Come imposto il carrello lasciato per un negozio Squarespace?
Prima verifica se il negozio passa i dati del carrello allo strumento: con un connettore nativo, con Zapier o Make oppure per niente. Senza quei dati il flusso non parte. Poi scrivi due messaggi: il primo circa un’ora dopo l’abbandono, per aiutare a completare l’ordine, il secondo il giorno seguente, con una risposta ai dubbi più comuni, come le spese di spedizione. Chiedi al tuo consulente se il messaggio è promozionale e richiede consenso: dipende da come hai raccolto l’indirizzo.
Come faccio crescere la lista partendo dal sito?
Metti il modulo dove la persona ha già letto qualcosa di utile: in fondo a un articolo, nella pagina dei servizi, nella pagina di ringraziamento dopo un ordine. Offri un motivo chiaro per iscriversi, come una guida da scaricare o un avviso quando riapri le prenotazioni, e dichiara la frequenza degli invii. Se usi un pop-up, ricorda che spesso carica script che il banner dei cookie deve gestire. Non preselezionare mai la casella di consenso.
Posso scrivere in modo diverso a clienti del negozio e lettori del blog?
Sì, ed è meglio. Etichetta le persone alla fonte: moduli distinti per il blog e per l’acquisto, ognuno con la sua etichetta. Una stessa persona può averle entrambe, ma i messaggi devono rispettare ciò per cui ha dato il consenso. L’art. 130 del Codice Privacy consente in certi casi di scrivere a chi ha già comprato per prodotti analoghi, con possibilità di opporsi; a chi ha solo letto il blog serve il consenso. Fai confermare il perimetro dal tuo consulente.
Klaviyo conviene per un piccolo negozio Squarespace?
Dipende da quanto vendi online. Secondo klaviyo.com/pricing il piano gratuito arriva a 250 profili attivi e 500 email al mese, poi si passa a 20 $ al mese a 500 profili e a 100 $ a 5.000: il costo segue la lista, non le vendite. Con pochi ordini al mese puoi iniziare con il piano gratuito di Omnisend o con MailerLite e passare a Klaviyo se i flussi di carrello e riacquisto diventano importanti. Fai il conto con i tuoi ordini, non con quelli di un esempio.
Come scrivo l’email di benvenuto dopo l’iscrizione dal sito?
Mandala subito, con un oggetto che nomina il sito o il tuo nome. Ringrazia in due righe, di’ che cosa riceverà la persona e quanto spesso, e offri una sola cosa utile: la guida promessa, una pagina del sito, un orario per prenotare. Fai rispondere a una casella vera, non a un indirizzo che nessuno legge. In fondo metti il link di disiscrizione e i dati dell’attività. Se qualcuno risponde, rispondi a tua volta: è il modo più diretto per conoscere chi ti legge.
Serve la doppia conferma sul modulo di iscrizione?
Non è detto che sia obbligatoria in ogni caso, ma in Italia è la prassi più difendibile: la persona riceve un messaggio, clicca per confermare e tu conservi la prova di quel clic. Evita iscrizioni fatte da altri con un indirizzo che non è il loro e riduce gli indirizzi sbagliati, che danneggiano la reputazione di invio. Verifica se lo strumento la offre e se il testo di conferma è in italiano. In caso di dubbio chiedi indicazioni al tuo DPO o consulente.
Che cosa cambia se il sito è bilingue, italiano e inglese?
Ogni lingua ha bisogno del proprio modulo, oppure di un campo «lingua» scelto dalla persona, così sai in quale lingua scrivere. Informativa e testo del consenso vanno offerti nella lingua del modulo. Nello strumento crea un segmento per lingua e due versioni di ogni messaggio, anche corte. Controlla che il messaggio di conferma e il link di disiscrizione arrivino nella stessa lingua della pagina, e prova come lo strumento tratta le lettere accentate nell’oggetto.