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Aggiornato 2026

Portare i follower dei clienti in una lista che non dipende da Instagram

Chi gestisce i social di un ristorante, di un negozio o di uno studio vede ogni giorno quanto dipende dall’algoritmo: un cambio e la portata dei post si dimezza. La newsletter è l’unica audience che il cliente possiede davvero. MailerLite è una scelta pratica per questo lavoro: editor semplice, moduli e pagine di iscrizione da linkare nella bio e un piano gratuito che copre i clienti più piccoli. Prima di scegliere decidi come raccogliere gli indirizzi, a chi intestare l’account e come si cambia mano al contratto. Sotto trovi criteri, alternative e risposte.

Strumenti consigliati

01

MailerLite

MailerLite è la scelta più sensata per un social media manager che porta in newsletter clienti piccoli come negozi, ristoranti e studi: l’editor è semplice, i moduli e le pagine di iscrizione si linkano nella bio, e secondo mailerlite.com/pricing il piano gratuito arriva a 250 iscritti e 2.500 email al mese, con due postazioni. Con 1.000 iscritti il piano Comfort di MailerLite costa 19 $ al mese. Il limite è che non c’è un account agenzia dedicato: controlla come gestire più clienti separati.

Scelta migliore

mailerlite.com

02

Brevo

Per un cliente che vuole mandare anche un SMS o un messaggio WhatsApp, per esempio per una prenotazione o una promozione lampo, Brevo gestisce più canali nello stesso account. Il piano gratuito, secondo il suo help center, ha 300 invii al giorno. Verifica con il cliente il consenso per SMS e WhatsApp, che va raccolto separatamente da quello per l’email, e i costi per messaggio.

Ideale per clienti con email e SMS

brevo.com

03

Omnisend

Per un negozio online che i tuoi post portano in sito, Omnisend manda email di benvenuto, carrello abbandonato e raccomandazioni di prodotto, con SMS e notifiche web. Il piano gratuito prevede 250 contatti e 500 email al mese secondo omnisend.com/pricing. Verifica come arrivano i dati del negozio: connettore nativo, Zapier o Make, oppure solo CSV. Per un ristorante o uno studio è più di quanto serva.

Ideale per i clienti con un e-shop

omnisend.com

04

Mailchimp

Molti negozi hanno aperto Mailchimp con un fornitore precedente: gestirlo evita una migrazione. Il listino su mailchimp.com/pricing indica un piano gratuito di 250 contatti e 500 invii al mese, e i prezzi salgono per fasce di contatti. Controlla chi è l’intestatario dell’account e come si passano le credenziali, per non trovarti responsabile di un account che non è tuo.

Ideale se il cliente ha già un account

mailchimp.com

05

Constant Contact

Constant Contact mette email e strumenti per i social nello stesso piano, secondo il suo sito: per un cliente che vuole programmare post e newsletter da un solo pannello può avere senso. È un servizio americano con prezzi in dollari legati ai contatti: chiedi un’offerta in euro e verifica se interfaccia e assistenza sono disponibili in italiano.

Ideale per email e post sui social insieme

constantcontact.com

06

Kit (ConvertKit)

Per un cliente che è un creator, un coach o una formatrice con un pubblico social da trasformare in iscritti, Kit è pensato per chi scrive e vende contenuti. Il piano gratuito arriva a 10.000 iscritti, secondo kit.com/pricing, ma le sequenze automatiche partono dal Creator. Per un negozio o un ristorante non è lo strumento più naturale.

Ideale per creator e professionisti con un pubblico

kit.com

07

ActiveCampaign

Per la parte commerciale dell’agenzia, con richieste di preventivo da seguire e un CRM per le trattative, ActiveCampaign unisce email, contatti e automazioni condizionali. Secondo activecampaign.com/pricing il piano Starter parte da 15 $ al mese con 1.000 contatti e pagamento annuale, con un solo utente. Per la sola newsletter dei clienti è sproporzionato.

Ideale per l’acquisizione di nuovi clienti

activecampaign.com

Cosa valutare prima di scegliere

Link in bio e pagina di iscrizione

Su Instagram, TikTok e Facebook il link è uno solo, quello in bio, e finisce per portare a un menu di destinazioni. Serve una pagina di iscrizione già ottimizzata per il telefono, con un titolo chiaro e un solo campo oltre al consenso, che si apra veloce da un in-app browser. Verifica se lo strumento pubblica pagine autonome senza sito del cliente e se puoi aggiungere i parametri UTM al link per vedere da quale social arriva l’iscritto.

Calendario editoriale unico per social e newsletter

Un social manager lavora con un calendario: cosa esce, dove, quando. La newsletter va dentro lo stesso calendario, con un ruolo diverso: raccoglie e approfondisce ciò che sui social dura poche ore. Cerca la programmazione degli invii con anticipo e la duplicazione di una campagna come base per la successiva. Se il calendario del cliente è in un foglio o in uno strumento di pianificazione social, scegli uno strumento che non ti obblighi a duplicare le date.

Concorsi a premi e raccolta dati

Il concorso su Instagram per un ristorante o un negozio è un classico, e porta quasi sempre una raccolta di indirizzi. Un concorso a premi in Italia ha regole proprie, con un regolamento e, in molti casi, adempimenti verso il Ministero delle Imprese: fai verificare il meccanismo da un consulente prima di lanciarlo. Il consenso alla newsletter non può essere una condizione per partecipare e va chiesto con una casella separata e non pre-spuntata.

Account del cliente, non dell’agenzia

Se apri l’account a tuo nome e il cliente se ne va, hai un problema: la lista è sua e tu non puoi tenerla. Meglio un account intestato al cliente con te come utente, oppure un contratto che dica come si trasferisce. Verifica se lo strumento permette di invitare più utenti, di cambiare il proprietario e di esportare tutto, comprese le date di iscrizione. Chiedi al cliente di firmare una nomina a responsabile del trattamento.

Costo che il cliente può sostenere

Un negozio di quartiere non pagherà un abbonamento mensile che supera il valore di ciò che ricava dalla newsletter. Cerca piani gratuiti o molto economici per liste da poche centinaia di iscritti, e controlla che il passaggio al livello successivo sia graduale: un salto di prezzo da zero a cinquanta euro, con una lista che cresce di qualche decina di iscritti al mese, finisce con l’abbandono dello strumento.

Collegamento con le piattaforme social

Non dare per scontato un collegamento diretto con Meta, TikTok o LinkedIn. Verifica per ciascuna piattaforma se esiste un connettore nativo, un collegamento Zapier o Make oppure solo l’esportazione CSV, per esempio per i contatti raccolti con i moduli di Meta. I dati di chi ha compilato un modulo su un social vanno trattati secondo l’informativa dello specifico modulo: verifica con il tuo consulente se e come puoi trasferirli.

Per approfondire

Domande frequenti

Come convinco un ristoratore a raccogliere email oltre ai follower?

Fagli vedere cosa gli manca: se domani Instagram sospende l’account, non ha un modo per avvisare i clienti dell’apertura serale o del menu della domenica. Poi proponi un gesto semplice: un QR code sul tavolo e sul conto che porta alla pagina di iscrizione, con un motivo concreto, per esempio sapere per primi quando apre la terrazza o le date delle serate speciali. Spiega che servono pochi invii al mese, non una newsletter quotidiana.

Cosa mando a un nuovo iscritto dopo la pagina in bio?

Un messaggio di benvenuto che conferma l’iscrizione e dice cosa riceverà, subito, e uno due giorni dopo con il contenuto promesso: il menu stagionale, la guida ai regali, il calendario delle serate. Dopo una settimana, un terzo messaggio con un invito concreto: prenotare un tavolo, passare in negozio, rispondere con una domanda. Tre messaggi bastano. Poi l’iscritto entra nel ritmo normale della newsletter e non nella sequenza automatica.

Meglio newsletter o liste broadcast su WhatsApp?

Sono strumenti diversi e spesso convivono. Un canale WhatsApp è immediato e informale, adatto ad avvisi brevi, ma chi lo usa dipende dalla piattaforma e le sue regole cambiano. La newsletter si archivia, ha più spazio e un consenso documentabile. Se proponi WhatsApp a un cliente, verifica con lui consenso e informativa per quel canale e non importare numeri telefonici da altri elenchi. Usa l’email per i contenuti lunghi e il canale breve per gli avvisi.

Posso importare i contatti dei follower o di chi ha messo mi piace?

No. Un follower non ha chiesto di ricevere email, e i dati visibili su una piattaforma social non diventano una lista di marketing. Non è lecito neppure raccogliere indirizzi dai commenti o dai messaggi diretti per poi inserirli in una campagna senza che la persona lo abbia chiesto. Il percorso corretto è invitare a iscriversi: un post che porta alla pagina, un messaggio in cui risponde chi chiede informazioni, un QR code in negozio.

Che offerta funziona per far iscrivere i follower?

Qualcosa che il cliente può dare senza costi e che interessa davvero ai suoi follower: la ricetta della casa per un ristorante, una guida alla scelta del vino per un’enoteca, la prevendita dei saldi per un negozio di abbigliamento. Meglio un contenuto utile di uno sconto generico, perché lo sconto attira anche chi non tornerà. Dichiara cosa ricevono e ogni quanto. Dopo il primo invio controlla chi ha aperto e chi no, e togli chi non apre mai.

Posso riusare in newsletter le foto dei clienti taggati?

Non senza permesso. Una foto pubblicata da un cliente del locale o del negozio resta sua, e se contiene persone riconoscibili servono il consenso dell’autore e quello di chi compare. Chiedi in un commento o in un messaggio il permesso di usarla, indica chi l’ha scattata e conserva la risposta. Per le foto che scatti tu, procurati le liberatorie quando ritrai persone in modo riconoscibile. Il piano editoriale deve prevedere sia le immagini concesse sia quelle realizzate dallo studio.

Come dimostro al cliente che la newsletter serve?

Scegli con lui un risultato semplice da contare e fissalo prima di cominciare: prenotazioni arrivate dal link, coupon utilizzati in cassa con un codice dedicato, richieste di informazioni che citano la newsletter. Evita di promettere aumenti di vendite in percentuale e non confrontare newsletter e post sui social come se avessero lo stesso scopo. Dopo tre mesi mostra tre numeri e una frase per ciascuno: iscritti, risposte, risultati contati.

Ha senso pagare annunci per far iscrivere persone alla newsletter?

Può funzionare per attività con un pubblico ampio, come un e-shop o un’enoteca che spedisce in tutta Italia, e meno per un locale con clientela di quartiere. Prima prova gratis: se l’offerta non convince chi già segue la pagina, non convincerà degli sconosciuti. Controlla che i moduli collegati agli annunci mostrino l’informativa e la casella di consenso, e che il costo per iscritto non superi ciò che quell’iscritto potrà valere per il cliente.

Che periodi dell’anno contano per negozi e ristoranti?

Dipende dall’attività. Un ristorante ha Capodanno, San Valentino, Pasqua e Pasquetta, il 25 aprile e il 1 maggio, Ferragosto e il rientro di settembre, con le prenotazioni da aprire con anticipo. Un negozio ha i saldi invernali e estivi, la Festa della Mamma, il Black Friday e il Natale. Un calendario condiviso con il cliente a inizio anno ti permette di sapere quando preparare i testi e di non trovarti a scrivere tutto il venerdì precedente.