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Aggiornato 2026

Email di spedizione: tracking del corriere, consegna fallita e ritiro in punto

L’email di spedizione è un messaggio di servizio: dice al cliente che l’ordine è partito, con quale corriere (BRT, SDA, GLS, Poste Italiane o altri) e dove seguirlo. Per questo conviene tenerla separata dalle campagne promozionali, che seguono regole di consenso diverse. Postmark è il punto di partenza per chi ha uno sviluppatore o un sito che invia tramite API o SMTP, con prezzi a scaglioni di volume; un negozio senza programmatore sta meglio con Brevo, oppure con Klaviyo e Omnisend se vende su Shopify. Prima di scegliere guarda come arrivano i dati di tracking e quanto crescono i volumi a Natale e al Black Friday.

Strumenti consigliati

01

Postmark

Postmark è la scelta più lineare quando le email di spedizione sono un flusso di servizio da tenere separato dalle campagne: il sito o il gestionale le invia tramite API o SMTP e nessuna promozione le rallenta. Secondo il listino su postmarkapp.com/pricing, lo slider dà 15 $ al mese per Basic a 10.000 email e 55 $ a 50.000, mentre il piano gratuito ammette 100 email al mese. Il limite è tecnico: serve qualcuno che colleghi il negozio, prepari i modelli e controlli come arriva il codice del corriere.

Scelta migliore

postmarkapp.com

02

Resend

Resend è uno strumento per sviluppatori: il listino su resend.com/pricing offre un piano gratuito da 3.000 email al mese con massimo 100 al giorno, e una fascia transazionale Pro a 20 $ al mese per 50.000 email. Il tetto giornaliero del gratuito pesa nei giorni di picco, come il Black Friday. Serve un programmatore; verifica chi può modificare i modelli senza toccare il codice.

Ideale per un negozio con sviluppatore

resend.com

03

SendGrid

Per l’API email SendGrid prevede una prova gratuita di 100 email al giorno per 60 giorni, e il piano Essentials parte da 19,95 $ al mese con un selettore tra 50.000 e 100.000 email, secondo la pagina prezzi di SendGrid su twilio.com. Per un negozio piccolo è sovradimensionato e la configurazione richiede competenze: ha senso con volumi alti e un tecnico che segua autenticazione del dominio e reputazione del mittente.

Ideale per volumi alti e un team tecnico

sendgrid.com

04

Brevo

Brevo manda email transazionali e di marketing, SMS e WhatsApp dallo stesso account (brevo.com/pricing). È la strada per chi non ha un tecnico: la versione gratuita si ferma a 300 email al giorno, che a Natale possono non bastare, mentre Starter parte da 9 $ al mese per 5.000 email. Il collegamento con il negozio va verificato: connettore nativo, Zapier o Make, oppure invio solo da codice.

Ideale per il negozio senza programmatore

brevo.com

05

Klaviyo

Klaviyo nasce per l’e-commerce: se il negozio è su Shopify, chiedi se il connettore passa gli eventi di spedizione e consegna per i flussi di tracking. Secondo klaviyo.com/pricing il piano gratuito arriva a 250 profili attivi e 500 email al mese, e 20 $ al mese coprono 500 profili. Il costo segue i profili, e la mail di tracking non deve sommarsi a quella del negozio.

Ideale per un negozio Shopify con flussi

klaviyo.com

06

Omnisend

Omnisend lavora per l’e-commerce e porta email e altri canali nello stesso flusso. Sul tracking il limite gratuito si misura in ordini: con 250 contatti e 500 email al mese (omnisend.com/pricing) conferma e spedizione ne consumano due a ordine, quindi il tetto arriva a 250 ordini. Basta per provare su un negozio piccolo, non a Natale. Verifica il connettore e lo stato dell’ordine.

Ideale per email e altri canali in un flusso

omnisend.com

07

Drip

Drip è un’altra opzione per negozi con flussi a eventi, utile se alla conferma di consegna vuoi far seguire una richiesta di recensione e un promemoria di riordino. Secondo drip.com/pricing si parte da 39 $ al mese fino a 2.500 persone; c’è una prova di 14 giorni senza carta, ma nessun piano gratuito. Il tracking dipende da come il negozio passa lo stato dell’ordine; l’interfaccia è in inglese.

Ideale per post-acquisto e riordino

drip.com

Cosa valutare prima di scegliere

Parte alla spedizione, non a fine giornata

L’email deve uscire quando l’ordine lascia il magazzino o cambia stato. Chiedi al fornitore del negozio o del gestionale quali eventi può emettere e a chi può inviarli: all’API del fornitore email, a un plugin, a un collegamento Zapier o Make oppure solo a un file. Un ritardo di qualche ora genera le telefonate «dov’è il mio ordine?» che il messaggio doveva evitare.

Dati di tracking: corriere, codice e link

Ogni messaggio deve contenere numero d’ordine, articoli, nome del corriere (BRT, SDA, GLS, Poste Italiane o altro), codice di tracciamento e un link che apre la pagina giusta. Il dato nasce spesso nel gestionale di magazzino o nel programma del corriere, non nel negozio: verifica che il codice arrivi al negozio e da lì allo strumento email, perché senza codice resta un messaggio generico.

Consegna fallita, giacenza e ritiro in punto

Sono i momenti in cui il cliente chiama: il corriere non trova nessuno, il pacco va in giacenza oppure è pronto in un punto di ritiro con un termine per passare a prenderlo. Chiedi se lo strumento può inviare messaggi diversi per questi stati e con quale ritardo, e fai scrivere nel testo che cosa fare e fino a quando. Un avviso di consegna fallita che arriva il giorno dopo serve a poco.

Messaggi di servizio e promozioni separati

L’email di spedizione ha un contenuto di servizio. Se ci aggiungi uno sconto o una proposta commerciale, il messaggio rischia di essere considerato anche promozionale, con regole di consenso diverse: verifica con il tuo consulente privacy o DPO fino a dove puoi spingerti. Una scelta prudente è tenere nel messaggio solo informazioni sull’ordine e mandare le promozioni in un flusso separato, a chi ha dato il consenso.

Modelli leggibili da telefono e riconoscibili

Chi apre l’email di tracking vuole il pulsante giusto in alto, non un banner. Controlla che i modelli permettano logo, colori, testo in italiano e variabili dell’ordine, e chiedi chi può modificarli: lo sviluppatore, un collaboratore o tu dall’editor. Prova il rendering sullo smartphone, perché molti clienti aprono il tracking da mobile mentre aspettano il corriere, e verifica che il pulsante si veda anche senza immagini.

Natale e Black Friday: costo e reputazione

A fine novembre e a dicembre gli ordini si moltiplicano e i messaggi con loro: controlla come si calcola il costo (per email con scaglioni, per contatti, per giorno) e se il piano ha limiti giornalieri, che i piani gratuiti spesso hanno. Chiedi come funziona la reputazione del mittente: se tieni separati i flussi di spedizione da quelli promozionali, una campagna andata male non danneggia la consegna dei messaggi di tracking.

Per approfondire

Domande frequenti

Quali email di ordine e spedizione sono davvero necessarie?

La conferma d’ordine subito dopo l’acquisto e la notifica di spedizione con il link di tracking. Aggiungi il messaggio di consegna avvenuta, quello di consegna fallita o pacco in giacenza e, se vendi con ritiro in punto, quello che avvisa quando il pacco è pronto. Con questi quattro o cinque messaggi copri la maggior parte delle domande che arrivano all’assistenza. Il resto, come i promemoria di riordino, si aggiunge dopo che il flusso base funziona.

Meglio il link del corriere o una pagina di tracciamento sul mio sito?

Il link diretto al corriere è il più semplice e funziona da subito; una pagina sul tuo sito dà un’esperienza più coerente ma richiede un servizio che raccolga gli stati dei vari corrieri. Se spedisci con più corrieri, un link per ciascuno evita errori. Metti il link in un pulsante grande e scrivi il codice anche in chiaro, perché molti lo copiano nell’app del corriere. Prima di usarlo, controlla che il link si apra bene da telefono.

Come avviso chi riceve da fuori Italia, con tempi e dogana?

Indica corriere, codice e una stima dei tempi che dipende dal paese. Fuori dall’Unione Europea il destinatario può dover pagare dazi o oneri doganali secondo le regole del paese di arrivo: verifica con il tuo spedizioniere come comunicarlo. Imposta la lingua da un campo del contatto e non tradurre i nomi dei corrieri. Un avviso onesto sui tempi lunghi evita molti messaggi all’assistenza e spiega perché il tracking si aggiorna a scatti.

Le email di spedizione vanno inviate anche a chi si è disiscritto dalla newsletter?

Se sono messaggi di servizio legati a un ordine, sì: la disiscrizione dalle promozioni riguarda il marketing, non le informazioni sul pacco. Per questo conviene farle passare da un percorso distinto, con indirizzo mittente e modelli propri, e non dalla lista della newsletter. Rivedi con il consulente privacy l’informativa, che deve distinguere le comunicazioni sull’ordine da quelle commerciali, e controlla che lo strumento non blocchi i messaggi di servizio per un contatto disiscritto.

Posso mettere consigli di acquisto o uno sconto nell’email di spedizione?

Con cautela. Il messaggio è di servizio, e inserire promozioni potrebbe cambiarne la natura rispetto al consenso che hai ottenuto: chiedi al DPO dove tracciare il limite. Se lo fai, tieni le informazioni sull’ordine in alto e una sola riga su prodotti correlati in fondo, senza sconti aggressivi. Per le promozioni vere usa il flusso marketing, con consenso registrato e cancellazione in un clic, e invialo dopo la consegna, non mentre il pacco è in viaggio.

Come gestisco gli ordini spediti in più pacchi?

Un messaggio per ogni spedizione, con il numero d’ordine e l’elenco degli articoli di quel pacco. Scrivi chiaramente «il resto dell’ordine arriverà separatamente» e, se puoi, una data indicativa. Il gestionale deve produrre uno stato per ogni collo: se il negozio genera un solo evento per ordine, il cliente riceve un unico tracking e pensa che manchino degli articoli. Prova il caso con un ordine di prova prima del Black Friday.

Come verifico che le email di spedizione arrivino davvero?

Autentica il dominio con SPF, DKIM e DMARC seguendo le istruzioni del fornitore e invia da un indirizzo riconoscibile. Fai ordini di prova con indirizzi Gmail, Outlook, Libero e Virgilio, e controlla posta in arrivo, spam e orario. Poi guarda nei report rimbalzi e segnalazioni: se molte email tornano indietro, spesso l’indirizzo era scritto male nel modulo d’ordine, e conviene aggiungere un campo di conferma.

Che cosa scrivo se il pacco va in giacenza?

Dì in modo diretto che il corriere non è riuscito a consegnare, dove si trova il pacco, fino a quando resta disponibile e come riprogrammare la consegna o ritirarlo. Se il cliente deve contattare il corriere, metti il suo recapito; se deve contattare te, l’indirizzo dell’assistenza. Evita i toni di rimprovero: un indirizzo sbagliato può dipendere da un campo compilato male nel negozio, e dare la colpa al cliente non risolve il problema.

Come calcolo il costo quando gli ordini aumentano?

Parti dagli ordini del mese più intenso dell’anno e moltiplica per i messaggi di ogni ordine: conferma, spedizione, consegna ed eventuali eccezioni. Con Postmark, Resend e SendGrid il prezzo segue il volume di email, a scaglioni; con strumenti come Klaviyo o Brevo segue anche i contatti o le fasce. Controlla se esistono limiti giornalieri e che cosa succede oltre il tetto: nei giorni di picco un limite può fermare i messaggi proprio quando servono.