Campagne Email
Aggiornato 2026

Come far tornare i clienti del salone con l’email

Nel salone di parrucchieri la prenotazione si fa spesso al banco, per telefono o su WhatsApp, e l’agenda online è solo una parte del quadro. L’email serve a coprire ciò che l’agenda non fa: ricordare il ritocco del colore quando la ricrescita si nota, riempire i giorni deboli, annunciare i trattamenti di stagione e vendere buoni regalo prima di Natale e della Festa della Mamma. Per liste da poche centinaia a qualche migliaio di nomi conta più la semplicità d’uso che la potenza dell’automazione. Qui trovi sette strumenti, i costi dai listini ufficiali e le cautele su consenso e dati sulla salute di pelle e capelli.

Strumenti consigliati

01

MailerLite

MailerLite è la scelta più equilibrata per un salone: un editor semplice che la titolare può usare da sola a fine giornata, automazioni per data e un listino che resta basso con poche centinaia di clienti. Secondo il listino di mailerlite.com/pricing, 500 iscritti rientrano nel Comfort a 12 $ al mese: prima di importare conviene ripulire le clienti inattive. Il limite è che non gestisce agenda né pagamenti, e per SMS o WhatsApp dovrai verificare cosa offre o affiancare un altro strumento.

Scelta migliore

mailerlite.com

02

Brevo

Il promemoria dell’appuntamento può arrivare il giorno prima su SMS o WhatsApp e le promozioni restano via email: Brevo gestisce entrambi i canali. I piani a pagamento di Brevo si misurano sulle email spedite e non sui contatti (brevo.com/pricing): vantaggio per un salone con lista numerosa e poche campagne. L’agenda resta nel suo software: verifica il collegamento (connettore nativo, Zapier o Make, oppure solo CSV).

Ideale per promemoria SMS e WhatsApp

brevo.com

03

Mailchimp

Mailchimp ha modelli curati per le immagini dei lavori e un editor che molti titolari conoscono. I tag permettono di separare chi viene per il colore da chi viene solo per il taglio. Valuta quanto cresce il prezzo con i contatti, perché un archivio pieno di vecchie clienti lo fa salire senza portare prenotazioni; meglio ripulirlo prima delle cerimonie di maggio e giugno.

Ideale per chi lo conosce già

mailchimp.com

04

Omnisend

Omnisend nasce per l’ecommerce: serve se il salone vende shampoo, maschere e prodotti professionali sul proprio sito, con carrello abbandonato e messaggi post-acquisto. Dal listino su omnisend.com/pricing il piano gratuito comprende 250 contatti e 500 email al mese. Se offri solo servizi in sede è più complesso del necessario e non sostituisce il software dell’agenda.

Ideale se vendi prodotti online

omnisend.com

05

ActiveCampaign

ActiveCampaign ha senso per un gruppo con più saloni e una clientela da segmentare per sede, servizio e stilista. Secondo activecampaign.com/pricing non c’è un piano gratuito, i prezzi partono da 1.000 contatti e il piano base ha un solo utente: per più responsabili serve un livello superiore. Per un salone con una sola sede è quasi sempre più di quanto serva.

Ideale per catene e più sedi

activecampaign.com

06

Constant Contact

Constant Contact propone, secondo constantcontact.com/pricing, piani Lite e Standard con prova gratuita e nessun piano free: il Lite comprende email e strumenti social, l’automazione parte dallo Standard. Va bene per un invio mensile con modelli pronti e pubblicazione sui social. Verifica prima la lingua dell’interfaccia e dell’assistenza e se il prezzo scala con il numero dei contatti.

Ideale per newsletter con calendario fisso

constantcontact.com

07

Moosend

Moosend concede, secondo moosend.com/pricing, 30 giorni di prova senza carta di credito: abbastanza per provare un flusso di benvenuto e uno di riattivazione con la lista vera. Non risulta un piano gratuito permanente, quindi chiedi un preventivo scritto per la dimensione della tua lista e confrontalo con MailerLite e Brevo prima di decidere.

Ideale per testare flussi senza impegno

moosend.com

Cosa valutare prima di scegliere

Agenda online e passaggio dei dati

Il salone usa un software di agenda o una piattaforma di prenotazione (per esempio Treatwell o un gestionale dedicato), oppure un quaderno e WhatsApp. Prima di cercare lo strumento email chiedi se l’agenda esporta clienti, servizi e data dell’ultima visita in CSV, o se esiste un collegamento Zapier o Make. Senza un’esportazione regolare ti ritrovi a ricopiare a mano i nomi di chi ha fatto il colore ieri.

Ritocco colore e frequenza dei servizi

Un servizio con una scadenza naturale, come colore, taglio o trattamento alla cheratina, si presta ad automazioni a distanza di settimane. Servono un campo che registri l’ultimo servizio e una pausa programmabile: il messaggio parte quando la ricrescita si nota, non il giorno dopo. Verifica che si possano creare più flussi paralleli (colore, piega, trattamenti) senza che la stessa persona riceva tre messaggi insieme.

Stilista di riferimento e clientela personale

In molti saloni ogni stilista ha una clientela fedele che si fida del nome più che dell’insegna. Controlla se puoi segnare lo stilista di riferimento come campo e firmare il messaggio con il suo nome. Se un collaboratore lascia il salone, chiarisci con il tuo consulente chi gestisce i contatti e a quale titolo, perché il consenso raccolto in salone è del salone e non della singola persona.

Dati su pelle, capelli e allergie

La scheda cliente può contenere test allergologici, reazioni ai coloranti o la gravidanza: sono dati sulla salute (categorie particolari, art. 9 GDPR). Non inserirli nei campi, nei segmenti o nell’oggetto dei messaggi di una piattaforma generalista. Usa campi neutri come «ultimo servizio» e «stilista» e tieni le note sensibili solo nel gestionale del salone. In caso di dubbio chiedi al tuo consulente o DPO.

Consenso raccolto al bancone

Il consenso più semplice si prende al bancone o alla prima prenotazione, con una casella non preselezionata e un’informativa breve. Per le clienti esistenti l’art. 130 del Codice Privacy ammette il soft spam solo per servizi analoghi, con possibilità di opporsi a ogni messaggio. Controlla che lo strumento inserisca il link di disiscrizione in ogni invio e conservi data e fonte del consenso.

Calendario di stagione e buoni regalo

Il salone ha un calendario chiaro: San Valentino, Festa della Donna, Festa della Mamma, cerimonie di maggio e giugno, rientro di settembre, Natale con i buoni regalo. Serve uno strumento che programmi con anticipo e permetta di duplicare un modello l’anno dopo. Se vendi buoni regalo ricorda che la piattaforma email non emette il buono: deve rimandare a una pagina o a un modulo del salone.

Per approfondire

Domande frequenti

Quanto spesso scrivere alle clienti di un salone?

Un messaggio al mese all’intera lista è un limite prudente; i messaggi legati a un servizio, come il promemoria o il ritocco del colore, si possono aggiungere perché sono attesi. Se il salone ha una stagione forte, come maggio per le cerimonie, concentra lì due o tre invii e lascia respirare la lista in agosto. Controlla le disiscrizioni dopo ogni invio: sono il modo più diretto per capire se hai esagerato.

Che cosa scrivere nella newsletter di un salone?

Racconta una cosa sola per invio: un trattamento di stagione, l’arrivo di una nuova stilista, una serata con un’azienda di prodotti. Aggiungi foto reali del lavoro svolto in salone e un pulsante per prenotare. Evita la newsletter-catalogo con dieci offerte insieme: la cliente non sceglie e rimanda. Una frase firmata dalla titolare vale più di un’immagine generica presa da una banca dati.

Come uso l’email per ridurre i buchi in agenda?

Individua i giorni deboli della tua agenda e invia un invito mirato a chi non viene da due o tre mesi, con un trattamento o una piega a prezzo di prova. Dichiara il numero dei posti e la data limite. Evita i ribassi continui: se i buchi sono sempre gli stessi, spesso conviene spostare l’orario di apertura o creare pacchetti dedicati a quei giorni, invece di ripetere sconti che abituano le clienti ad aspettarli.

Posso pubblicare le foto dei lavori nelle email?

Solo con il consenso specifico della cliente, separato da quello al marketing, e senza volti riconoscibili se non è stato concesso espressamente. Una liberatoria breve, firmata o registrata nel gestionale, serve come traccia, e la cliente deve poter ritirare il permesso. Senza consenso usa foto di capelli senza il viso o immagini del salone e dei prodotti. Chiedi un parere al tuo consulente sull’informativa per le immagini.

Come gestisco i buoni regalo di Natale con l’email?

Prepara una pagina o un modulo dove il buono viene ordinato e pagato e inserisci nella newsletter solo il link. Parti a metà novembre con un invito alle clienti storiche e ripeti il messaggio una settimana prima della data limite per garantire la consegna prima di Natale. Verifica con il tuo commercialista come trattare il buono dal punto di vista fiscale (monouso o multiuso) prima di lanciare la campagna.

Cosa fare con le clienti che non tornano da un anno?

Manda un messaggio di riattivazione personale, firmato dal salone, che chieda se il servizio è stato soddisfacente e proponga un appuntamento di prova. Se non c’è risposta dopo due invii a distanza di qualche settimana, sospendi la serie: continuare a scrivere a indirizzi inattivi peggiora la consegna e aumenta il costo per contatto. Prima di eliminare i dati controlla i tempi di conservazione indicati nell’informativa.

WhatsApp o email per i promemoria dell’appuntamento?

Per il promemoria WhatsApp o SMS si leggono prima; l’email è meglio per le novità di stagione e per i messaggi con molte immagini. Usa WhatsApp solo con consenso registrato e tramite un canale business (verifica le regole del servizio), senza trasformare il numero personale della titolare in una lista broadcast. Chiedi al fornitore dell’agenda se invia già i promemoria: potrebbe non servirti duplicarli.

Come misuro se la newsletter ha portato prenotazioni?

Chiedi a chi risponde al telefono di domandare come la cliente ha saputo della proposta e di annotarlo nell’agenda. Per le prenotazioni online usa un link con parametro UTM sul pulsante. Dopo un mese confronta le prenotazioni arrivate dalla campagna con il numero di destinatari. Le aperture sono un indicatore debole, perché alcuni client di posta le registrano in automatico anche quando nessuno ha letto il messaggio.