Cosa valutare prima di scegliere
Riservatezza come requisito di base
Un candidato occupato che scopre il proprio nome in un elenco di destinatari visibili può perdere il posto, e la società la reputazione. Scegli strumenti che inviano sempre un messaggio per destinatario, senza mai mettere gli indirizzi in chiaro insieme, e tieni i nomi dei clienti con incarichi riservati fuori dalle liste. Controlla chi può esportare i contatti all’interno dello strumento e quali permessi hanno stagisti e collaboratori esterni.
Sequenze personali dalla casella del consulente
Il contatto con un candidato o un direttore del personale funziona quando sembra scritto da una persona. Verifica se lo strumento invia dalla casella del consulente (collegata a Gmail o Outlook) invece che da un dominio di invio massivo, se si ferma automaticamente alla prima risposta e se limita gli invii giornalieri. Sono queste funzioni, più dell’editor, a distinguere un CRM di selezione da una piattaforma di newsletter.
Informativa ai profili raccolti da fonti pubbliche
Quando contatti per la prima volta una persona i cui dati hai trovato su un profilo professionale online, il GDPR prevede che tu la informi su chi sei, perché tratti i suoi dati e come esercitare i suoi diritti. Prepara un breve testo da inserire nel primo messaggio, con un link all’informativa completa, e verifica con il DPO tempi e modalità. Lo strumento deve registrare quando e come l’informativa è stata fornita.
Talent pool per funzione, seniority e ultimo contatto
Un archivio di profili vale solo se sai quando hai sentito ciascuno per l’ultima volta e quanto è aggiornato. Imposta campi per funzione, settore, seniority, provincia, disponibilità a spostarsi e data dell’ultimo contatto, e costruisci un segmento per chi non ricevi risposta da oltre un anno. Verifica che lo strumento calcoli segmenti dinamici e non richieda di ricostruire gli elenchi a mano a ogni nuova ricerca aperta.
Incarichi su mandato e a successo
Nelle ricerche su incarico il cliente si aspetta aggiornamenti periodici con candidati proposti e stato della ricerca; nelle ricerche a successo la relazione è più commerciale. Serve un campo che distingua i due tipi di incarico, modelli di aggiornamento diversi e un registro delle comunicazioni inviate. Controlla anche che i report al cliente non passino da una newsletter: contengono informazioni riservate e vanno inviati con messaggi individuali.
Costo per postazione e per contatto
Una boutique ha pochi consulenti ma molti profili: il prezzo può dipendere dalle postazioni, dai contatti o da entrambi. Con HubSpot Sales Hub paghi per utente; negli strumenti di marketing paghi in base al numero di contatti, anche inattivi. Valuta quanti profili importare davvero: un archivio di diecimila nominativi mai ricontattati costa e peggiora la consegna delle mail. Importa a scaglioni, partendo da chi hai sentito di recente.
Domande frequenti
Come scrivo la prima mail a un candidato che non mi conosce?
Spiega in due righe chi sei, perché lo contatti e come hai trovato il suo nome, senza rivelare il cliente se la ricerca è riservata. Fai una domanda sola e rendi facile rifiutare: se non è interessato, una risposta di una parola basta. Aggiungi il link all’informativa e l’indicazione di come cancellare i dati. Evita allegati e immagini nel primo messaggio: un testo semplice, scritto da una persona, supera meglio i filtri e ispira più fiducia.
Posso inserire nello strumento i candidati trovati su LinkedIn?
Dipende dalle condizioni d’uso della piattaforma da cui prendi i nominativi e da come li raccogli: controlla cosa permettono su esportazione e uso dei dati, perché molte piattaforme vietano l’estrazione automatizzata. Dal punto di vista della privacy servono l’informativa e una base giuridica per ogni uso. Fai valutare il flusso al DPO prima di caricare un elenco, e non trasformare un contatto di selezione in destinatario di newsletter commerciali senza consenso.
Come cambio tono tra ricerca su incarico e ricerca a successo?
Nella ricerca su incarico il cliente è un partner: report periodici, linguaggio sobrio, long list e short list con calendario. Nella ricerca a successo conviene un messaggio più commerciale ma comunque personale, con profili proposti senza nome fino al via libera del candidato. Salva due serie di modelli e un campo che li associa all’incarico. Evita di copiare lo stesso testo tra i due: i clienti riconoscono quando un messaggio nasce da un modulo.
Come proteggo l’identità di un candidato che propongo a un cliente?
Presenta il profilo in forma anonima finché il candidato non dà il suo assenso: ruolo, settore, esperienze rilevanti, senza nome né azienda. Il CV completo viaggia con un messaggio individuale e, se possibile, tramite un link con scadenza invece di un allegato che si inoltra. Non considerare la copia nascosta una garanzia: preferisci strumenti che inviano una mail per ogni destinatario. Registra il consenso del candidato a condividere i dati con quel cliente.
Che newsletter ha senso per una boutique di selezione?
Una al mese, su un solo settore, con tre o quattro punti: nomine e uscite nei vertici delle aziende, retribuzioni solo se hai una fonte che puoi citare, una riflessione del consulente su una tendenza che vede nelle ricerche. Firma con il nome della persona, non con quello della società. Chiudi con un invito a rispondere. Evita classifiche generiche e traduzioni da fonti estere: il valore è la conoscenza diretta del mercato locale.
Come tengo vivo il talent pool senza stancare nessuno?
Due contatti all’anno bastano per la maggior parte dei profili: un aggiornamento utile e una richiesta di conferma dei dati. Chi risponde passa al gruppo caldo, chi non risponde per due anni va tolto dalla lista o archiviato. Usa un campo ultimo contatto e non scrivere a chi ha ricevuto di recente una mail personale. La richiesta di aggiornamento dei dati è anche l’occasione per ricordare come cancellarsi.
Come gestisco le richieste di accesso e di cancellazione dei dati?
Predisponi una procedura: chi riceve la richiesta, dove si cerca la persona (CRM, strumento di email, caselle dei consulenti), chi cancella e chi risponde. Il GDPR prevede tempi stretti per la risposta, in genere un mese: verifica con il DPO le eccezioni. Controlla che lo strumento permetta di eliminare un contatto, non solo di disiscriverlo, e che i dati non restino nei backup più del necessario. Tieni traccia della richiesta e dell’esito.
Come misuro i risultati dell’email in una società di selezione?
Conta le risposte ai messaggi 1:1, i candidati che aggiornano i dati, le richieste di incontro da parte di aziende e gli incarichi nati da una newsletter. Segna in un campo la fonte di ogni nuovo cliente. Le aperture dicono poco, perché alcuni client di posta le simulano; le risposte sono il dato più affidabile. Non cercare medie di settore: confronta ogni trimestre con il precedente, funzione per funzione.
Posso automatizzare i messaggi verso amministratori delegati e direttori HR?
Puoi automatizzare l’invio, non il tono. Amministratori delegati e direttori del personale ricevono molte proposte e le assistenti spesso filtrano la posta: un messaggio di tre righe, con un riferimento specifico alla loro azienda e una proposta chiara, funziona meglio di un modello con il nome inserito. Limita i contatti per giornata e fermati dopo due tentativi. Prima di scrivere in modo sistematico, verifica con il DPO la base giuridica per il contatto commerciale.