Campagne Email
Aggiornato 2026

Come vendere più gadget aziendali con le email: dal catalogo di settembre al riordino

Chi vende gadget promozionali alle aziende lavora su un calendario preciso: i regali di Natale si ordinano già a settembre, le fiere e gli eventi chiedono materiali con pochi giorni di preavviso, e ogni ordine passa da un preventivo e da una bozza grafica da approvare. Brevo è la scelta più pratica per iniziare: costa poco, manda email e SMS e non ti lega a un CRM che non userai. Il limite è la gestione delle trattative, che resta nel gestionale. Prima di inviare il catalogo, controlla a chi puoi scrivere.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è la scelta più pratica per un distributore di gadget perché il picco è concentrato: tra settembre e novembre mandi il catalogo regali a migliaia di indirizzi, poi per mesi quasi nulla. Il livello Starter costa 9 $ al mese da 5.000 email e, secondo brevo.com/pricing, non ha limite giornaliero, che conta per gli invii del catalogo. Il limite è il CRM: preventivi e bozze restano nel gestionale. Con una squadra commerciale numerosa guarda ActiveCampaign o HubSpot.

Scelta migliore

brevo.com

02

ActiveCampaign

Quando il commerciale gestisce decine di preventivi in parallelo, ActiveCampaign associa a ogni trattativa una fase e fa partire solleciti diversi: preventivo inviato, bozza da approvare, ordine in produzione. È più pesante da configurare di Brevo e il numero di utenti dipende dal livello scelto, quindi controlla il listino su activecampaign.com/pricing.

Ideale per più trattative aperte insieme

activecampaign.com

03

HubSpot

Se i commerciali usano già HubSpot, lo strumento email sta nello stesso posto e le campagne per tipo di gadget si collegano alle schede azienda. Aspettati il salto di prezzo tra i livelli di Marketing Hub, che sul listino su hubspot.com/pricing parte da una soglia bassa e poi sale molto. Per i soli invii di catalogo non conviene.

Ideale per chi usa già HubSpot come CRM

hubspot.com

04

Mailchimp

Per cataloghi di gadget con molte immagini, Mailchimp offre modelli pronti e un editor che molti hanno già usato. Funziona per due o tre invii all’anno. Quando l’elenco supera qualche migliaio di nomi il listino a scaglioni su mailchimp.com/pricing cambia fascia: pulisci i contatti inattivi prima dell’invio di settembre.

Ideale per cataloghi con molte immagini

mailchimp.com

05

MailerLite

Se il marketing lo fa una persona nei ritagli di tempo, MailerLite ha un editor ordinato, pagine di iscrizione e gruppi per settore dei clienti, come ristorazione, studi professionali e aziende metalmeccaniche. Non ha un CRM per le trattative, quindi preventivi e bozze restano altrove: va bene se i clienti tornano in primavera e a Natale.

Ideale per un distributore con un solo addetto

mailerlite.com

06

Omnisend

Se vendi gadget standard in un negozio online per piccole imprese e associazioni, Omnisend è pensato per i flussi dell’e-commerce: carrello abbandonato, riordino, messaggi dopo l’acquisto. Verifica come si collega alla tua piattaforma. Per ordini su misura con bozza da approvare serve un flusso a parte: l’automazione del carrello non gestisce le revisioni.

Ideale per un e-shop di gadget a catalogo

omnisend.com

07

GetResponse

Per una campagna legata a una fiera o a un convegno, con landing page, modulo di richiesta e promemoria sulle scadenze degli ordini, GetResponse comprende pagine e moduli già dal livello Starter, che secondo getresponse.com/pricing prevede però una sola automazione: per più flussi serve un livello superiore.

Ideale per landing page dedicate agli eventi

getresponse.com

Cosa valutare prima di scegliere

Il picco di Natale, calendario a ritroso

Il regalo aziendale di dicembre si decide a ottobre e si ordina a settembre, perché la personalizzazione richiede tempo. Pianifica a ritroso dalla data di consegna: catalogo a fine agosto o ai primi di settembre, richiamo a metà mese, ultimo ordine garantito a inizio novembre. Controlla che lo strumento permetta di programmare gli invii con settimane di anticipo e che non ci siano limiti giornalieri a spezzare l’invio del catalogo.

Preventivi e bozze grafiche da approvare

Ogni ordine passa da un preventivo e da una bozza di personalizzazione (serigrafia, ricamo, incisione) che il cliente approva. Non ti serve uno strumento email che gestisca la bozza: ti serve che i promemoria possano partire quando il commerciale cambia lo stato, oppure che tu possa avviarli a mano. Se la bozza resta ferma tre giorni, un messaggio breve con la data limite per rispettare la consegna riduce i ritardi.

Segmenti per cliente e occasione

Un’agenzia di eventi cerca borracce per un convegno, uno studio professionale vuole omaggi di fine anno, un’azienda metalmeccanica ordina abbigliamento da lavoro con il logo. Segmenta per tipo di cliente, occasione e fascia di budget, così mostri tre o quattro idee pertinenti e non l’intero catalogo. Controlla quanti campi personalizzati offre il piano e se puoi filtrare per più valori insieme.

Cataloghi dei fornitori: immagini e diritti

Molti distributori usano foto e descrizioni dei fornitori. Controlla le condizioni d’uso delle immagini, perché non tutti i cataloghi ne permettono la riproduzione nelle email, e linka la scheda sul tuo sito per i dettagli. Un catalogo PDF pesante non arriva ai clienti: meglio un messaggio con quattro prodotti e un link. Verifica nell’anteprima che le immagini si carichino bene da telefono e con il tema scuro attivo.

Riordini annuali e budget aziendali

Molte aziende riordinano lo stesso gadget ogni anno, per la fiera del settore o per i regali di fine anno. Salva sul contatto l’articolo e il mese dell’ultimo ordine e scrivi due mesi prima con un messaggio personale: «l’anno scorso avete scelto...». Il promemoria automatico serve solo se i dati sono esatti. Ricorda che i budget di molte aziende si chiudono a fine anno: gennaio è un buon mese per ripartire.

Consenso e contatti B2B

I clienti sono aziende, ma gli indirizzi sono di persone: l’ufficio acquisti, la segreteria, il titolare. Per le comunicazioni commerciali serve una base giuridica verificata con il DPO, e ogni messaggio deve offrire una via semplice per opporsi. Non comprare elenchi di indirizzi aziendali per spedire il catalogo: l’origine dei dati non è garantita, e molti fornitori di email vietano le liste senza consenso nelle loro condizioni d’uso.

Per approfondire

Domande frequenti

Quante email servono per una campagna di gadget natalizi?

Quattro bastano: il catalogo con le idee per tipo di cliente, un messaggio con tre o quattro articoli per settore, un avviso sull’ultimo giorno utile per ordinare con personalizzazione e, se resta capacità, un’ultima chiamata per gli articoli a magazzino. Distanziali di una o due settimane e fai uscire chi ha già chiesto un preventivo, che deve ricevere solo messaggi sul suo ordine. A gennaio un ringraziamento con la data in cui programmare il prossimo anno.

Come costruisco la lista clienti partendo da zero?

Parti da chi ti ha già ordinato negli ultimi anni, dalle richieste arrivate dal sito e dai contatti raccolti in fiera, e annota per ciascuno da dove arriva. Aggiungi sul sito un modulo «richiedi il catalogo» con una casella facoltativa per la newsletter. Evita gli elenchi comprati: non sai chi ha acconsentito e l’origine dei dati può esporti a contestazioni. Una lista di duecento clienti veri vale più di duemila indirizzi di origine incerta.

Come presento il catalogo senza mostrare tutto?

Scegli per ogni messaggio un tema, per esempio omaggi sotto un certo budget, gadget per fiere o kit di benvenuto per nuovi assunti, e mostra tre o cinque articoli con foto, minimo d’ordine e tempi di consegna. Un prezzo indicativo va scritto solo se è quello reale, perché con la personalizzazione cambia. Il pulsante deve portare a una richiesta di preventivo con il codice articolo già compilato, così il cliente non deve ripartire dalla ricerca.

Che cosa scrivo a chi non apre i cataloghi da due anni?

Separa i contatti che non hanno ordinato né cliccato da molto tempo e mandagli un ultimo messaggio chiaro: vuoi continuare a ricevere il catalogo? Chi non risponde esce dall’elenco, e non solo per ridurre la fattura: invii a indirizzi spenti peggiorano la reputazione del mittente. Prima di rimuoverli prova una telefonata ai clienti importanti, perché una casella ignorata non significa che l’azienda abbia smesso di comprare.

Come comunico tempi di produzione e di consegna realistici?

Scrivi una data limite per ordinare e una data prevista di consegna, non una stima generica. Quando un fornitore ti comunica ritardi sulla merce, avvisa subito i clienti con ordini aperti e proponi alternative a magazzino. Segnala sempre le chiusure aziendali di agosto e di fine anno, quando corrieri e fornitori rallentano. Un’email con una data onesta, anche scomoda, genera meno sollecitazioni telefoniche di un messaggio rassicurante che poi viene smentito dai fatti.

Come mi distinguo dai grandi siti di gadget online?

Con ciò che un sito non fa: suggerire tre idee adatte al budget e al destinatario, controllare che il logo sia leggibile sul materiale scelto, seguire la bozza fino all’approvazione e spedire in tempo. Racconta nelle email questi passaggi con esempi reali, usando solo lavori che il cliente ti ha autorizzato a mostrare. Non confrontarti sul prezzo con chi ha volumi più grandi: sulla cura del progetto e sul servizio puoi essere più convincente.

Come propongo un articolo in più a chi ha già confermato l’ordine?

Un solo messaggio, entro un paio di giorni dalla conferma e prima che la bozza sia approvata, perché dopo non si può più modificare il lavoro. Proponi un complemento coerente: se hanno ordinato borracce, un astuccio o una shopper in tinta. Presentalo come un’aggiunta all’ordine, con l’effetto sul prezzo e sul tempo di consegna. Se il cliente non risponde, non insistere: il messaggio successivo deve riguardare la consegna, non un’altra vendita.

Come parlo dei gadget ecologici senza promettere troppo?

Indica il materiale e la fonte dell’informazione: scheda del fornitore, dichiarazione o certificazione che puoi mostrare. Evita formule generiche come «a impatto zero» o «totalmente green», che un cliente attento può contestare. Se un articolo è in plastica riciclata o in materiale naturale, dillo con precisione e con le sue caratteristiche pratiche, come durata e lavabilità. Per i claim ambientali, in particolare, fai controllare i testi al fornitore e a un consulente prima di usarli nei messaggi.

Quali numeri guardare per capire cosa funziona?

Per ogni campagna conta le richieste di preventivo arrivate dal link, e quante sono diventate ordini a distanza di settimane, perché l’intervallo è lungo. Guarda quali articoli e quali settori ricevono più clic, e riserva il prossimo invito agli stessi. Per i clienti che non hanno risposto per sei mesi, valuta una telefonata. Le aperture da sole dicono poco, perché alcuni programmi di posta le registrano in automatico: verifica come il fornitore le tratta.