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Aggiornato 2026

Newsletter e automazioni per chi vende corsi online

Chi vende corsi online in Italia ha di solito due liste da non confondere: i lettori della newsletter, che non hanno ancora comprato, e gli studenti, che hanno pagato e vanno accompagnati fino alla fine. Kit (già ConvertKit) è la scelta più naturale per un creatore: moduli, pagine di iscrizione, prodotti digitali e un piano gratuito fino a 10.000 iscritti. Le automazioni, però, arrivano con i piani a pagamento. Qui trovi cosa cercare nel collegamento con la piattaforma del corso, nei lanci e nel consenso, e sei alternative con i loro compromessi.

Strumenti consigliati

01

Kit (ConvertKit)

Kit è la scelta più coerente per chi vende corsi online da solo o con un piccolo team: moduli, pagine di iscrizione, prodotti digitali e sequenze nascono intorno al creatore, non al negozio. Secondo kit.com/pricing il gratuito arriva a 10.000 iscritti con invii e pagine illimitati, ma automazioni visuali e sequenze partono dal piano Creator, indicato a 33 $ al mese con pagamento annuale per 1.000 iscritti. Il limite pratico: fatture e ricevute dei corsi restano a carico della piattaforma di pagamento e del commercialista.

Scelta migliore

kit.com

02

MailerLite

Oltre all’email offre pagine, siti e vendita di prodotti digitali, utili per un mini corso o un lead magnet. Sul listino di mailerlite.com/pricing, a 500 iscritti, Comfort parte da 12 $ al mese e Power da 25 $ con email illimitate: per una lista di lettori in crescita conviene confrontare le due soglie. Quando la lista cresce, confronta il costo alla tua soglia con quello di Kit.

Ideale per chi parte con pochi iscritti

mailerlite.com

03

ActiveCampaign

Con un corso base, un avanzato e una consulenza servono percorsi diversi per chi compra, chi guarda e chi rimborsa. Starter costa 15 $ al mese per 1.000 contatti, mentre segmentazione standard e pagine di destinazione compaiono nel Plus a 49 $ (activecampaign.com/pricing). Richiede tempo per costruire i flussi e non ha un piano gratuito.

Ideale per funnel lunghi con più prodotti

activecampaign.com

04

GetResponse

Nel piano Creator, a 69 $ al mese su getresponse.com/pricing, sono inclusi webinar, costruttore di siti e creazione di corsi fino a 500 studenti, quindi con un solo abbonamento puoi fare presentazione dal vivo, pagina e piattaforma. Il limite è il tetto di studenti e l’assenza di un piano gratuito permanente.

Ideale per webinar di lancio

getresponse.com

05

Brevo

Brevo conta le email spedite, quindi per un lancio moltiplica gli iscritti per gli invii: con 5.000 iscritti e tre messaggi servono 15.000 email, più dei 5.000 mensili dello Starter, a 9 $ al mese. Per le sequenze dopo l’acquisto lo Standard, a 18 $, introduce automazioni e test A/B (help.brevo.com). Meno pensato per i creatori che per le piccole imprese.

Ideale per liste grandi con poco budget

brevo.com

06

Mailchimp

Se hai già un account Mailchimp il passaggio è immediato, ma studenti e lettori vanno separati con i tag, per non mandare la sequenza di vendita a chi ha già comprato. Sul listino di mailchimp.com/pricing/marketing la fascia 2.501-5.000 contatti parte da 100 $ al mese, molto più di un creatore con quella lista vorrebbe pagare.

Ideale per chi ha già un blog e una lista

mailchimp.com

07

AWeber

Su aweber.com/pricing Lite costa 15 $ al mese per 500 iscritti ma ammette tre automazioni: benvenuto, onboarding del corso e riattivazione le consumano già. Plus, a 30 $ al mese, toglie il limite sulle automazioni. Prova di 14 giorni, nessun piano gratuito: per un creatore che parte è un costo fisso dal primo mese.

Ideale per sequenze di email classiche

aweber.com

Cosa valutare prima di scegliere

Collegamento con la piattaforma del corso

La piattaforma dove ospiti le lezioni (Teachable, Thinkific, Podia, un plugin per WordPress, una soluzione tua) deve parlare con lo strumento email, altrimenti studenti e lettori finiscono nella stessa lista. Chiedi se esiste un connettore nativo, un collegamento Zapier/Make o solo l’esportazione CSV, e quali eventi passano: iscrizione, avanzamento, completamento, rimborso. Senza questi eventi le automazioni sul percorso dello studente non si possono costruire.

Lancio con apertura e chiusura del carrello

Un lancio ha una fase di riscaldamento, una porta aperta e una chiusura con scadenza vera. Cerca strumenti che consentano sequenze con data di fine, tag per chi ha cliccato sulla pagina di vendita e una sequenza diversa per chi non compra. Programma i lanci quando le persone hanno tempo per decidere, come settembre, gennaio o il Black Friday, evitando Ferragosto e Natale per un prodotto a prezzo pieno.

Due liste distinte: lettori e studenti

Chi ha comprato non deve più ricevere la sequenza di vendita, e chi legge soltanto non deve ricevere il materiale riservato del corso. Verifica che si possano usare tag o segmenti per escludere gli studenti dalle campagne di vendita, e che i rimborsi aggiornino lo stato. Un errore tipico è scrivere a uno studente appena iscritto per proporgli lo stesso corso.

Completamento e riattivazione dello studente

Un corso su cui lo studente si ferma a metà non genera passaparola. Imposta una sequenza che reagisce all’avanzamento: un messaggio dopo sette giorni senza accessi, uno al completamento di un modulo, uno finale con richiesta di feedback. La piattaforma deve inviare eventi allo strumento email; altrimenti ti restano solo messaggi a calendario. Non promettere risultati e non inventare numeri di successo.

Consenso, lead magnet e prodotti digitali

Il lead magnet (guida, mini corso, modello) dà diritto a scrivere solo se hai chiesto il consenso alla newsletter con una casella a parte. L’acquisto di un corso crea un rapporto cliente: ai clienti si può scrivere per prodotti analoghi con opt-out (art. 130 del Codice Privacy), ma non per qualunque cosa. Registra data e fonte. Per gli acquirenti consumatori ricorda il diritto di recesso: la formulazione corretta va concordata con il tuo consulente.

Costo per iscritto e piani annuali

I creatori guadagnano a scatti e il costo dell’email cresce con la lista, non con le vendite. Confronta il prezzo alle soglie di 1.000, 5.000 e 10.000 iscritti, non solo il prezzo di partenza, e controlla se le automazioni sono incluse nel piano base o solo in quelli superiori. Pagare annualmente riduce il canone ma lo rende fisso anche nei mesi senza lanci.

Per approfondire

Domande frequenti

Come strutturo la sequenza di benvenuto di un nuovo studente?

Tre messaggi nella prima settimana. Subito: accesso, ricevuta e primo passo da compiere. Dopo due giorni: risposta alle domande che nascono di solito all’avvio (dove sono i materiali, come si chiede aiuto, come funziona l’attestato). Dopo cinque giorni: un controllo dell’avanzamento. Se lo studente non ha ancora acceduto, il terzo messaggio cambia tono e offre aiuto invece di ricordargli che ha già pagato.

Quando conviene un corso evergreen e quando un lancio?

Il lancio funziona quando hai una lista abbastanza calda e puoi dedicare due o tre settimane a contenuti e dirette; l’evergreen quando il corso è stabile e vuoi una sequenza automatica per chi si iscrive alla newsletter. Spesso si parte con un lancio, si osserva cosa risponde il pubblico e solo dopo si trasforma in sequenza permanente. Le scadenze finte nell’evergreen possono essere contestate come pratica scorretta: se dichiari una scadenza, deve essere vera.

Come uso un webinar per vendere un corso?

Fissa una data, raccogli le iscrizioni con una pagina dedicata e invia il link con un promemoria il giorno prima e uno un’ora prima. Chi partecipa riceve il replay e l’offerta; chi non si presenta riceve il replay con una scadenza chiara. Indica nella pagina cosa verrà trattato e per chi è utile, senza promesse di guadagno. Scegli uno strumento che includa i webinar oppure collegalo a un servizio esterno.

Cosa scrivo a chi chiede il rimborso?

Rispondi con una email personale, non con una sequenza. Spiega come si esercita il recesso o il rimborso secondo le condizioni di vendita, quanto tempo richiede e a chi scrivere. Aggiorna subito lo stato nella lista per escludere lo studente dalle email del corso. Un messaggio breve per capire cosa non ha funzionato aiuta a migliorare il prodotto e riduce le recensioni negative.

Posso usare Telegram o WhatsApp insieme alla newsletter?

Sì, come canali complementari: l’email porta contenuti e offerte, mentre un gruppo Telegram o una community è il luogo delle discussioni. Non spostare tutta la comunicazione su un canale che non controlli e non aggiungere persone ai gruppi senza chiedere. Riporta nella newsletter un invito aperto con un link. Considera che l’archivio di una chat non è un registro dei consensi.

Come annuncio un nuovo corso senza diventare insistente?

Presenta il nuovo corso prima a chi ha già comprato un prodotto affine, con un messaggio personale, e solo dopo alla lista generale. Dai ai non interessati un link per dire "questo argomento non mi riguarda": con i tag lo strumento può smettere di mostrarlo. Non mandare più di due messaggi promozionali nello stesso mese a chi non apre da tempo.

Come gestisco fattura e conferma d’acquisto nelle email?

La conferma d’acquisto inviata dalla piattaforma di pagamento non sostituisce automaticamente la fattura: come emetterla e consegnarla dipende dal tuo regime fiscale e dal cliente (consumatore o titolare di partita IVA), quindi chiedilo al commercialista. Non inserire dati fiscali dei clienti nei campi della newsletter. Nell’email di benvenuto puoi linkare la pagina dove il cliente comunica i dati di fatturazione.

Come evito che le email del corso finiscano in spam?

Autentica il dominio con SPF e DKIM, scrivi da un indirizzo con il tuo nome o quello del corso e non da uno gratuito, e invita gli studenti a rispondere al messaggio di benvenuto: di solito le risposte segnalano una conversazione reale. Non mescolare nella stessa campagna materiale riservato e promozione. Controlla che i link di accesso al corso usino lo stesso dominio dell’email.