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Aggiornato 2026

Newsletter per chi lavora sul benessere: cosa si può scrivere e cosa va tenuto fuori

Un health coach accompagna le persone su abitudini, sonno, movimento e alimentazione quotidiana, ma non cura e non diagnostica. Per questo il confine tra benessere e salute è la prima cosa da decidere, prima ancora dello strumento. Brevo è un buon punto di partenza: costa in funzione dei messaggi inviati, offre email e SMS e ha un piano gratuito per provare. Nei campi e nei segmenti metti solo ciò che serve a spedire: i dati sulla salute sono categorie particolari, art. 9 GDPR, e non vanno in uno strumento generalista.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è la scelta più prudente per un health coach che parte da una lista piccola, perché i piani sono legati al volume di email e c’è un piano gratuito. Secondo help.brevo.com la versione gratuita ha 300 invii al giorno e il piano Standard parte da 18 $ al mese, con automazione e test A/B. Il limite è la tentazione di fare troppo: il CRM e i campi personalizzati non devono contenere diagnosi, esami, peso o condizioni di salute dei clienti.

Scelta migliore

brevo.com

02

MailerLite

Se invii una newsletter ogni due settimane con una pratica di respirazione, una ricetta semplice o un invito a un incontro, MailerLite basta: editor pulito, moduli, sequenza di benvenuto. Il piano gratuito, per mailerlite.com/pricing, arriva a 250 iscritti e a 2.500 email al mese. Non ha strumenti pensati per tenere in ordine dati sensibili, quindi decidi tu cosa non raccogliere mai.

Ideale per una newsletter essenziale

mailerlite.com

03

Kit (ConvertKit)

Se vendi un programma di quattro settimane o un ricettario in PDF, Kit permette di vendere prodotti digitali e abbonamenti: il piano gratuito, secondo kit.com/pricing, arriva a 10.000 iscritti e include la vendita. Per le sequenze serve il piano Creator. Verifica come gestisce fatturazione e IVA per clienti italiani, e se la ricevuta contiene dati che non vuoi conservare.

Ideale per programmi e prodotti digitali

kit.com

04

ActiveCampaign

Se gestisci programmi paralleli (sonno, movimento, gestione dello stress) con date di partenza diverse, ActiveCampaign permette automazioni condizionali e un CRM. Più potenza vuol dire più rischio: è facile aggiungere campi su obiettivi e condizioni dei clienti che diventano dati sanitari. Il livello d’ingresso ha un limite di azioni per automazione, secondo activecampaign.com/pricing.

Ideale con più programmi in parallelo

activecampaign.com

05

GetResponse

Per una sfida di trenta giorni con dirette settimanali, GetResponse ha landing page, sequenze e, nel piano Creator, webinar. Il piano Starter del listino su getresponse.com/pricing ha un solo flusso di automazione, e la sfida richiede presto più percorsi. Per le dirette registra solo chi si è iscritto e non pubblicare nomi o foto dei partecipanti senza autorizzazione.

Ideale per sfide e incontri online

getresponse.com

06

Mailchimp

Se in Mailchimp ci sono già gli iscritti di anni di incontri e laboratori, resta pure finché ti basta. Dal listino su mailchimp.com/pricing risulta una versione gratuita con 250 contatti e 500 invii al mese, e prima di passare a pagamento controlla i gruppi e i tag: spesso in vecchie liste compaiono etichette come «diabete» o «intolleranze» da cancellare subito.

Ideale se hai già una lista

mailchimp.com

07

AWeber

AWeber offre autoresponder, pagine di iscrizione e notifiche push. Secondo aweber.com/pricing.htm non ha un piano gratuito stabile, ma una prova di 14 giorni: prima di scegliere, simula un mese di invii con la tua lista. Controlla che le pagine di iscrizione permettano la doppia conferma e che l’assistenza e i modelli siano disponibili in italiano.

Ideale per una sequenza di benvenuto classica

aweber.com

Cosa valutare prima di scegliere

Segmenti che non rivelano la salute

Un segmento «diabete» o «colon irritabile» è una lista di persone con una malattia, cioè un dato di categoria particolare (art. 9 GDPR). Dividi invece per ciò che le persone scelgono di ricevere: ricette, incontri dal vivo, esercizi di movimento. Controlla che i campi siano facoltativi e che esista la cancellazione definitiva del contatto. Se un cliente ti confida una condizione, resta nella vostra conversazione.

Il confine con medico e dietista

Il health coach non prescrive diete, integratori o terapie, e non sostituisce un medico o un professionista sanitario. Scegli uno strumento che ti permetta di inserire in ogni email una riga fissa nel piè di pagina su questo limite, e di rivedere i testi prima di ogni ripartenza. Per le regole sulla comunicazione in ambito sanitario rivolgiti, se sei iscritto a un Ordine, al tuo Ordine di appartenenza.

Percorsi a tempo con data di partenza

Un programma di quattro settimane inizia per ogni iscritto il giorno in cui si registra, non il primo del mese. Verifica che la sequenza parta dalla data di iscrizione, che si possano fissare intervalli (un messaggio il lunedì, uno il giovedì) e che chi interrompe il programma esca dalla sequenza senza ricevere il resto del calendario. Chiedi se la pausa estiva si imposta per tutti con un comando solo.

Materiali, schede e promesse sul corpo

Ricettari, schede di movimento e guide al sonno si consegnano con un link o un allegato. Controlla di poter limitare il download e di sostituire il file senza cambiare l’indirizzo. Nei testi evita promesse come «dimagrisci dieci chili» o «riequilibra gli ormoni»: sono affermazioni che possono ricadere nella pubblicità ingannevole o nelle comunicazioni sanitarie. Descrivi il lavoro che fai insieme ai clienti.

Accordo di trattamento e luogo dei dati

Chiedi al fornitore l’accordo di trattamento (DPA), dove si trovano i server e chi sono i sub-responsabili, perché anche un semplice indirizzo associato a un percorso sul benessere dice qualcosa sulla persona. Verifica se l’assistenza risponde in italiano e se l’esportazione completa dei dati è possibile quando cambi strumento. Se hai dubbi sul tipo di dati che stai raccogliendo, chiedi al tuo DPO.

App di tracciamento: meglio non collegarle

Contapassi, diari alimentari e app di sonno producono dati sulla salute. Collegarli all’ESP significa portare quei dati in un sistema di marketing generalista: di solito non è una buona idea. Chiedi cosa succede a livello di consenso e di sicurezza prima di attivare qualsiasi collegamento, e se hai un dubbio non farlo. Meglio un invito semplice a usare l’app e a parlarne in sessione, di persona.

Per approfondire

Domande frequenti

Qual è la differenza tra health coach e professionista sanitario, nelle email?

Il health coach lavora su motivazione e abitudini; il medico, il biologo nutrizionista, il dietista e lo psicologo hanno competenze e responsabilità previste dalla legge. Scrivilo nella pagina d’iscrizione e nel piè di pagina, con parole semplici. Non usare titoli che non hai, non dare indicazioni su farmaci o diete personalizzate e, se una persona descrive un sintomo, invitala a parlarne con il medico. Una riga chiara protegge te e chi ti legge.

Quando conviene lanciare un percorso sul benessere nel corso dell’anno?

Le partenze naturali sono settembre, quando si riprende la routine dopo l’estate, e gennaio, con i buoni propositi. Anche la primavera funziona per movimento e alimentazione stagionale. Evita luglio e agosto, tranne che per proposte leggere, e le settimane natalizie, quando nessuno vuole sentir parlare di impegni. Annuncia il programma con tre settimane di anticipo e chiudi le iscrizioni a una data precisa, così chi parte è davvero motivato.

Posso chiedere obiettivi e problemi nel modulo di iscrizione?

Chiedi soltanto nome ed email. Se vuoi sapere cosa interessa, offri una scelta tra argomenti di contenuto, come «ricette», «movimento» e «sonno», e non tra problemi o condizioni di salute. Una domanda come «quanto pesi?» o «hai una patologia?» raccoglie dati sanitari che non servono a spedire una newsletter. Se il programma li richiede davvero, raccoglili in un documento a parte, con consenso esplicito, e conservali fuori dallo strumento di invio.

Che contenuti costruiscono fiducia senza sconfinare nella medicina?

Le abitudini concrete: come preparare una colazione veloce, come organizzare una passeggiata dopo cena, come impostare un orario regolare per dormire. Spiega perché proponi qualcosa, ma non attribuirgli effetti su malattie o parametri clinici. Cita fonti ufficiali quando parli di raccomandazioni generali e non inventare studi. Un consiglio dato con prudenza, e accompagnato dall’invito a confrontarsi con il proprio medico per situazioni particolari, trasmette serietà.

Come seguo i clienti tra una sessione e l’altra senza raccogliere dati sanitari?

Con messaggi che chiedono un’abitudine e non un valore: «hai fatto la passeggiata concordata?» e non «quanto pesi oggi?». Lascia che il cliente risponda con una email diretta al tuo indirizzo, senza moduli collegati all’elenco della newsletter. Se un numero o un referto arriva comunque, non incollarlo nel CRM e non inoltrarlo a collaboratori. Una sola cartella protetta e con accessi limitati è più facile da difendere di tre strumenti con copie sparse.

Posso offrire un «check-up gratuito» del benessere?

Il nome stesso richiama una visita, e a seconda di cosa fai potrebbe creare confusione con le attività sanitarie. Chiama l’incontro «colloquio di conoscenza» e spiega che serve a capire se il percorso è adatto, senza valutazioni cliniche. Se usi questionari, evita domande su patologie, farmaci o misure corporee. Chiedi al tuo consulente se la forma scelta ti espone a contestazioni, e se sei iscritto a un Ordine, verifica con lui le regole sulla pubblicità.

Come parlo di corpo e di cibo senza ferire chi mi legge?

Evita le foto prima e dopo, i giudizi sul peso e le parole che mettono il cibo in due categorie, buono e cattivo. Alcuni iscritti possono avere un disturbo alimentare senza dirlo: un messaggio sulle «colpe» di una cena può fare male. Parla di energia, regolarità e piacere, e inserisci una riga che indichi di rivolgersi al medico o a un servizio specializzato in caso di difficoltà con il cibo. Una newsletter gentile non è meno efficace.

Un gruppo WhatsApp o Telegram per i clienti è una buona idea?

Può esserlo, ma in un gruppo ognuno vede il numero degli altri e quel che scrivono: chi condivide un problema di salute lo rende noto a tutti. Chiedi un consenso esplicito prima di aggiungere qualcuno, scrivi in anticipo le regole (niente dati clinici, niente foto del corpo) e valuta uno spazio con moderazione. Per gli annunci serve un canale dove i membri non vedono i numeri altrui, e il passaggio dall’email al gruppo va sempre scelto dall’iscritto.

Quali numeri guardo senza tracciare la salute dei clienti?

Guarda iscritti, clic e disiscrizioni, quante persone si iscrivono a un percorso e quante lo completano. Non tracciare valori clinici nello strumento email: pesi, esami e misure sono dati sanitari. Un questionario di fine programma, in forma anonima e su una pagina separata, con domande come «hai trovato utili gli incontri?», ti dice cosa migliorare senza raccogliere nulla di delicato. Conserva i risultati in forma aggregata, senza nomi.

Posso parlare della mia esperienza personale con una malattia?

Se è la tua storia puoi raccontarla, purché non diventi una promessa per chi legge: «io sono migliorato così» non equivale a «anche tu migliorerai». Evita di collegare la tua esperienza a un prodotto o a un integratore che vendi. Non nominare medici, strutture o altre persone senza il loro permesso. Aggiungi una frase che ricordi che ognuno ha una storia diversa e che per questioni di salute si parla con chi ha le competenze per farlo.