Campagne Email
Aggiornato 2026

Come far riordinare shampoo e maschere con la newsletter

Un brand di cosmetici per capelli vive di riacquisto: chi ha trovato lo shampoo giusto lo finisce e deve ricomprarlo prima di tornare al prodotto di sempre. Per questo Drip è il punto di partenza più coerente per chi ha già un negozio online: usa gli acquisti del cliente per creare segmenti e promemoria legati al flacone. Non ha un piano gratuito, quindi ha senso solo con un ecommerce avviato. Prima di scegliere verifica il collegamento con Shopify o WooCommerce, la lingua del supporto e dove vengono conservati i dati. Più avanti trovi criteri, alternative e domande frequenti.

Strumenti consigliati

01

Drip

Drip è la scelta più coerente per un brand haircare con negozio online, perché legge gli ordini e avvia il promemoria di riacquisto quando il flacone sta per finire, con segmenti che si aggiornano da soli. Secondo il listino pubblicato su drip.com/pricing si parte da 39 $ al mese fino a 2.500 persone, con prova di 14 giorni e nessun piano gratuito. Il limite è doppio: l’interfaccia è in inglese e il costo sale con la lista, quindi per un catalogo piccolo MailerLite o Brevo restano più leggeri.

Scelta migliore

drip.com

02

Omnisend

Omnisend nasce per l’ecommerce e mette insieme email, SMS e notifiche web push, comode per ricordare un trattamento in esaurimento. La pagina prezzi riporta una versione gratuita ferma a 250 contatti e 500 email mensili, ma nei flussi automatici vengono fatturati anche i non iscritti che ricevono il messaggio. Verifica come salva le risposte del quiz nei campi del contatto.

Ideale con SMS e web push

omnisend.com

03

Klaviyo

Klaviyo legge ordini e prodotti per costruire segmenti e flussi senza esportare file, ed è un riferimento serio per un marchio con molte referenze divise per tipo di capello. Per il prezzo guarda direttamente il listino su klaviyo.com, perché dipende dai profili attivi e qui non lo riporto. Chiedi com’è il supporto in italiano e dove vengono tenuti i dati.

Ideale per brand che crescono su Shopify

klaviyo.com

04

Brevo

Brevo manda email, SMS e WhatsApp dallo stesso account e basta per un catalogo di poche linee. Il costo segue il volume di invii più che la lista: lo Starter parte da 9 $ al mese per 5.000 email, secondo brevo.com/pricing, adatto a chi scrive spesso a pochi clienti, un promemoria per flacone. Per segmenti sullo storico ordini controlla cosa passa dal connettore e cosa va caricato con un CSV.

Ideale con catalogo ridotto e budget corto

brevo.com

05

MailerLite

MailerLite si impara in un pomeriggio e il suo editor rende bene fotografie di prodotto e routine passo passo. I livelli a pagamento seguono gli iscritti attivi, quindi chi ha pochi clienti ma molto fedeli resta nelle fasce basse, e le pagine d’iscrizione si fanno senza sviluppatore. Non ha la profondità ecommerce di Drip o Klaviyo: per il riacquisto preciso verifica che il connettore riporti prodotto e data dell’ultimo ordine.

Ideale per routine spiegate con le foto

mailerlite.com

06

Mailchimp

Chi ha già un’audience su Mailchimp può restare e aggiungere un benvenuto con il questionario sul capello. Il costo però segue i contatti: con 500 contatti la pagina prezzi mostra 20 $ al mese per il livello Standard, e prima di salire conviene eliminare indirizzi inattivi. Per il riacquisto sul flacone controlla quali dati d’ordine arrivano dalla piattaforma.

Ideale con lista già su Mailchimp

mailchimp.com

07

ActiveCampaign

Se oltre ai clienti finali servi parrucchieri, centri estetici e profumerie, ActiveCampaign ha un CRM che tiene separati i rivenditori, con trattative e promemoria per gli ordini all’ingrosso. Nel livello d’ingresso ogni automazione ha un tetto di cinque azioni, secondo il listino. È molto più di quanto serva a un marchio che vende solo al consumatore.

Ideale per saloni e profumerie

activecampaign.com

Cosa valutare prima di scegliere

Quiz sul capello come campi del contatto

Il questionario iniziale su tipo di capello, cuoio capelluto e obiettivo serve solo se le risposte diventano campi o tag che puoi usare nei segmenti, non un PDF dimenticato. Controlla che un modulo del sito possa compilarli. Non chiedere condizioni come dermatiti o diradamento: potrebbero rientrare nei dati sulla salute (art. 9 GDPR) e vanno trattate con il tuo DPO, non in un campo qualsiasi.

Promemoria legato al formato acquistato

Il momento giusto per scrivere dipende dal formato comprato e dall’uso consigliato in etichetta, non da un intervallo uguale per tutti. Lo strumento deve leggere data d’ordine e prodotto, programmare l’attesa e fermare il messaggio se il cliente ha già riordinato. Prova il flusso con ordini finti prima di accenderlo: un promemoria sbagliato dopo un riacquisto sembra un errore del negozio.

Routine, kit e abbonamenti

Se vendi kit routine o un abbonamento, serve un campo che dica se il cliente è attivo, in pausa o disdetto, così da non proporgli lo sconto di benvenuto già usato. Verifica se lo stato arriva dalla piattaforma d’abbonamento o se va importato a mano. Per le pause lunghe conviene un flusso a parte, con un messaggio che propone di spostare la consegna.

Saloni e rivenditori in liste separate

Parrucchieri, centri estetici e profumerie che rivendono i tuoi prodotti hanno listino, sconti e bisogni diversi dal consumatore finale. Servono due gruppi con mittente, contenuti e frequenza propri, e una regola che impedisca al cliente privato di ricevere il codice riservato ai professionisti. Chiedi se lo strumento permette segmenti basati su un campo come «tipo di cliente» senza duplicare il contatto.

Testi sui cosmetici senza promesse mediche

Nei testi di un cosmetico evita di promettere risultati terapeutici o di parlare di «cura» del cuoio capelluto: le regole sulle dichiarazioni dei prodotti sono severe e conviene farle rivedere dal responsabile qualità o dall’associazione di categoria, per esempio Cosmetica Italia. Scegli uno strumento con una fase di approvazione interna e con modelli salvati, così le frasi controllate non vengono riscritte a ogni invio.

Quanto costa ogni persona in lista

Drip calcola il prezzo sulle persone attive e sul volume mensile di email, Omnisend conta anche i non iscritti che ricevono i flussi automatici, MailerLite e Mailchimp contano gli iscritti. Chiedi come vengono trattati i disiscritti, i rimbalzi e chi ha comprato una volta sola: in un brand di cosmetici la lista è piena di clienti che non torneranno e che comunque pesano sul prezzo mese dopo mese.

Per approfondire

Domande frequenti

Come faccio un quiz sul tipo di capello senza un’app dedicata?

Basta un modulo con quattro o cinque domande a scelta chiusa: tipo di capello, stato del cuoio capelluto, obiettivo, frequenza di lavaggio. Ogni risposta compila un campo o un tag, e l’email con il risultato propone due o tre prodotti, non l’intero catalogo. Accanto alle domande metti una casella separata per le novità, perché il quiz da solo non autorizza la newsletter, e scrivi con chiarezza che non è una diagnosi.

Che email mando nelle due settimane dopo il primo ordine?

Il primo messaggio accompagna la spedizione e spiega come usare il prodotto: quantità, tempo di posa, ogni quanti lavaggi. Dopo qualche giorno una seconda email propone la routine completa senza vendere nulla. A tre settimane circa chiedi una recensione e un parere; chi risponde con un problema esce dai flussi promozionali. In questo modo il riacquisto nasce da un uso corretto del prodotto e non soltanto da uno sconto.

Come cambia il calendario di invii con le stagioni?

In autunno c’è chi cerca qualcosa contro la caduta dei capelli, in estate sole, mare e cloro chiedono maschere e protezioni, a settembre il rientro riporta l’attenzione sulla routine. Natale e la Festa della Mamma sono momenti da kit regalo, il Black Friday da formati grandi in offerta. Prepara i lanci con qualche settimana di anticipo e non presentare alcun prodotto come rimedio medico: la caduta dei capelli è un tema da maneggiare con cautela.

Che cosa faccio se un cliente segnala un’irritazione dopo l’uso?

Togli subito quel contatto dai flussi promozionali con un’etichetta, rispondi in modo personale e chiedi lotto e dettagli del problema. Non consigliare cure e non minimizzare: se serve, suggerisci di sentire un medico. Per la gestione formale delle segnalazioni sui cosmetici parla con il responsabile qualità o con l’associazione di categoria. Conserva la conversazione fuori dai campi dello strumento email, che non è il posto per dati sulla salute.

Come uso le bustine campione per raccogliere nuovi iscritti?

Metti nel pacco un biglietto con un QR code che porta a una pagina dedicata, non alla home: il cliente indica il suo capello, riceve la routine consigliata e solo allora sceglie se iscriversi alla newsletter. Dopo dieci giorni parte un messaggio che chiede com’è andato il campione e propone il formato intero. Salva la fonte «bustina» in un campo, così vedi se il costo dei campioni si ripaga con ordini veri.

Posso usare foto e recensioni dei clienti nelle email?

Sì, ma chiedi un permesso esplicito per ogni foto e non ritoccarla in modo da cambiare il risultato mostrato. Le recensioni pubblicate devono essere vere e non scelte solo se positive: quelle false o comprate sono considerate scorrette: se hai dubbi, consulta il sito dell’AGCM. Un riquadro con tre commenti reali accanto al prodotto consigliato vale più di un lungo elenco di ingredienti.

Ogni quanto devo scrivere a chi ha già comprato?

Dipende dal ciclo del prodotto. Subito dopo l’acquisto bastano i messaggi di servizio e un promemoria vicino alla fine del flacone; per il resto una newsletter ogni due settimane è sufficiente, e una al mese va bene se i contenuti sono utili. Offri un centro preferenze in cui scegliere tra novità, consigli e offerte: chi decide cosa ricevere resta più volentieri, e tu capisci che cosa interessa davvero a ciascun gruppo.

Come annuncio un nuovo prodotto senza stancare la lista?

Apri una lista d’attesa con una pagina semplice e dai l’accesso anticipato a chi ha già riordinato almeno una volta. Il giorno del lancio scrivi a tutti, ma con un messaggio diverso per chi conosce la linea e per chi no. Dopo una settimana manda un solo promemoria a chi ha cliccato senza comprare. Se la formula è nuova, spiega che cosa cambia rispetto al flacone precedente e dove trovare l’elenco degli ingredienti.

Quali numeri guardo per capire se la newsletter funziona?

Le aperture da sole dicono poco, perché alcune app di posta caricano le immagini in anticipo e le gonfiano. Guarda quanti clienti riordinano entro una finestra che scegli tu, il ricavo per ogni invio, le disiscrizioni dopo ogni campagna e quante email rimbalzano. Aggiungi parametri UTM ai link e confronta i totali dello strumento con quelli di Shopify o WooCommerce: se non coincidono, il collegamento sta perdendo ordini.