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Aggiornato 2026

Scrivere a volontari, enti e donatori di un banco alimentare senza toccare i dati dei beneficiari

Un banco alimentare o un emporio solidale parla con quattro pubblici molto diversi: i volontari dei turni di magazzino, gli enti convenzionati che ritirano le derrate, i donatori e le aziende che regalano prodotti, e chi organizza le raccolte nei supermercati. ActiveCampaign è la scelta più adatta a una realtà regionale con una segreteria, perché tiene percorsi distinti per ognuno di questi gruppi. Per un emporio piccolo con pochi mezzi vanno bene anche Brevo o MailerLite, nelle alternative sotto. In ogni caso una regola vale per tutti: i dati dei beneficiari non entrano mai in una lista di marketing.

Strumenti consigliati

01

ActiveCampaign

ActiveCampaign conviene a un banco alimentare regionale che ha una segreteria e deve seguire in parallelo volontari, enti convenzionati, aziende donatrici e privati: ogni gruppo ha il suo percorso e le sue etichette. Secondo il listino su activecampaign.com il livello Starter parte da 15 $ al mese per 1.000 contatti, con un utente e cinque azioni per automazione. Il limite è il costo e la manutenzione: per un emporio piccolo, o per chi parte da zero, Brevo o MailerLite sono più leggeri.

Scelta migliore

activecampaign.com

02

Brevo

Per un emporio solidale con qualche decina di volontari e un elenco di donatori, Brevo consente di cominciare senza canone: secondo help.brevo.com il piano gratuito prevede 300 email al giorno, e l’automazione gratuita si ferma a 2.000 contatti. Scrive anche SMS, utili per ricordare un turno di raccolta. Chiedi se esiste una tariffa per il non profit prima di passare a un piano a pagamento.

Ideale per un emporio con pochi mezzi

brevo.com

03

MailerLite

Se la comunicazione principale è un resoconto periodico a chi sostiene il banco, con foto dei magazzini e cifre sulle derrate distribuite, MailerLite ha un editor semplice e un piano gratuito che, secondo mailerlite.com/pricing, arriva a 250 iscritti e 2.500 email al mese. Non offre un CRM completo: per gli enti convenzionati serve un file CSV o un collegamento Zapier o Make da verificare.

Ideale per una newsletter ai donatori

mailerlite.com

04

Mailchimp

Spesso c’è già qualcuno che sa usare Mailchimp, e per una prima newsletter di raccolta può bastare. Il piano gratuito è indicato su mailchimp.com/pricing con 250 contatti e 500 invii al mese: poco per una giornata nazionale con migliaia di volontari da coordinare. Separa le liste per tipo, in modo che un donatore aziendale non riceva i turni del magazzino, e controlla il costo della fascia successiva.

Ideale se un volontario conosce già Mailchimp

mailchimp.com

05

HubSpot

Se il banco tiene rapporti continui con catene di supermercati, aziende donatrici e fondazioni, con referenti, incontri e convenzioni, HubSpot ordina tutto in un CRM. Per le tariffe guarda hubspot.com/pricing/marketing: i dollari sono quelli della pagina statunitense e dipendono da postazioni e fasce di contatti. Per la sola newsletter ai volontari è sproporzionato; chiedi una tariffa per il non profit.

Ideale per i rapporti con aziende e supermercati

hubspot.com

06

Constant Contact

Constant Contact abbina email e pubblicazione sui social tra le sue funzioni: utile per chi cura da solo l’annuncio di una raccolta nei supermercati su più canali. Sul sito constantcontact.com/pricing non c’è un piano gratuito, solo una prova, e il livello Lite parte da 12 $ al mese con un prezzo che segue i contatti. Il tempo di imparare lo strumento è un costo vero per chi coordina solo nei ritagli.

Ideale per eventi e social in parallelo

constantcontact.com

07

GetResponse

Per formare i referenti degli enti convenzionati su igiene, conservazione e registrazione delle consegne con un webinar, GetResponse indica webinar e landing page tra le funzioni. Chi guarda getresponse.com/pricing trova una prova senza costo, non un piano gratuito permanente, e un prezzo legato al numero di contatti. Se la formazione resta in presenza, l’email si limita a inviti e promemoria.

Ideale per incontri di formazione online

getresponse.com

Cosa valutare prima di scegliere

Beneficiari fuori dalla lista di marketing

Chi riceve aiuto alimentare lascia dati che raccontano una condizione di bisogno economico e, spesso, informazioni su salute, famiglia, religione o provenienza. Sono dati delicati che non vanno mai importati in uno strumento di newsletter, nemmeno per avvisare di un ritiro: per quello usa un canale riservato dell’ente con un accesso controllato. Nello strumento tieni solo volontari, enti, donatori e sostenitori, con un campo che dica a che titolo sono presenti.

Giornate di raccolta e volontari per turno

Nella giornata nazionale della colletta, di solito a fine novembre, e nelle raccolte nei supermercati servono centinaia di volontari divisi per punto vendita, turno e capo squadra. Controlla che i moduli di iscrizione raccolgano punto vendita e fascia oraria in campi separati e che ogni capo squadra possa ricevere solo il suo elenco. Per date, regole e referenti verifica sempre le comunicazioni ufficiali dell’organizzazione nazionale o regionale.

Enti convenzionati come gruppo a sé

Parrocchie, mense, comunità e associazioni che ritirano le derrate sono i veri clienti del banco: hanno orari di ritiro, referenti, cella frigorifera o no. Serve uno strumento con una scheda per ente e più referenti, campi per giorno di ritiro e categoria di prodotti, e la possibilità di scrivere a un gruppo preciso, per esempio «enti con ritiro il giovedì». Un avviso sbagliato a un ente non è una svista da newsletter, è un camion a vuoto.

Donatori aziendali e privati separati

Un’azienda che dona eccedenze, un supermercato che ospita la raccolta e un privato che versa venti euro non vogliono lo stesso messaggio. Cerca segmenti per tipo di donatore e per tipo di sostegno, con testi, mittente e frequenza diversi, e la possibilità di mandare un resoconto personalizzato a chi ha contribuito in natura. Per ricevute, deducibilità e registrazione delle cessioni gratuite segui le indicazioni del commercialista dell’ente.

Resoconti senza esporre le persone

Un resoconto con foto e numeri è il miglior ringraziamento, ma un volto riconoscibile di chi ritira un pacco, un nome o un quartiere rendono rintracciabile una persona fragile. Scegli immagini di magazzino, cassette e volontari che hanno acconsentito, usa solo cifre che l’ente può documentare (pasti, tonnellate, ore) e controlla che l’editor dello strumento non pubblichi in anteprima pubblica il contenuto della newsletter con dati di persone.

Dopo la colletta, il ringraziamento a tutti

Terminata la raccolta, la lista ha migliaia di nuovi volontari occasionali che non hanno chiesto di essere ricontattati per sempre. Controlla che si possa creare un messaggio di chiusura con due scelte, «resto in contatto» e «non scrivetemi più», e che chi non risponde esca dalla lista dopo un tempo stabilito. Prepara in anticipo la sequenza di ringraziamento, con le cifre finali quando l’organizzazione le comunica: il giorno dopo la colletta nessuno ha tempo di scriverla da zero.

Per approfondire

Domande frequenti

Posso mettere in lista le persone che ricevono gli aiuti per avvisarle dei ritiri?

No, non in una piattaforma di newsletter. Chi riceve un pacco è in una condizione di bisogno e le informazioni collegate possono riguardare la salute, la famiglia, la religione o l’origine: sono dati particolari o comunque molto delicati. Gli avvisi ai beneficiari passano da un canale riservato dell’ente, con un accesso limitato e un’informativa dedicata. Per l’organizzazione concreta chiedi al DPO o al responsabile della protezione dei dati dell’ente.

Come preparo l’email per i volontari della colletta nei supermercati?

Un messaggio per punto vendita: indirizzo, orario del turno, nome del capo squadra, dove presentarsi, cosa indossare e chi chiamare se si arriva in ritardo. Spedisci una prima mail con il modulo di adesione un mese prima, una conferma a dieci giorni e un promemoria la sera prima. Per chi ha dato più turni uno schema chiaro dei punti vendita, evitando elenchi lunghi. Date e regole le indica l’organizzazione promotrice: citala e rimanda al suo sito.

Come ringrazio un’azienda che ha donato prodotti o eccedenze?

Con una lettera personale del presidente, non una newsletter di massa: che cosa ha donato, quando, e quante realtà ne hanno beneficiato, con cifre che il banco può documentare. Indica un referente fisso e un contatto diretto, e allega la documentazione di consegna dove prevista dalla normativa, da verificare con il commercialista dell’ente. Un resoconto a fine anno con il loro contributo dà all’azienda qualcosa da mostrare ai propri dipendenti.

Che cosa invio nel periodo di Natale e Pasqua?

È il momento in cui le richieste e le offerte si moltiplicano: i volontari per i pacchi natalizi, i donatori che vogliono dare una mano, le aziende che pensano a un dono. Invia a ciascun gruppo un messaggio diverso, con date e luoghi precisi di consegna delle donazioni e un orario chiaro per il magazzino. Evita toni da emergenza continua e racconti che mettano in mostra chi riceve: il ringraziamento di gennaio con i risultati conta quanto l’appello.

Come comunico con gli enti convenzionati sui ritiri e sulle consegne?

Con un gruppo per giorno di ritiro e un messaggio fisso: che cosa è disponibile, entro che ora, chi ritira, quali documenti portare. Per cambiamenti di orario o disponibilità di prodotti freschi usa un avviso separato e un oggetto uguale ogni volta, in modo che sia riconoscibile. Chiedi a ogni ente un referente e un sostituto. Il rispetto delle regole sulla conservazione degli alimenti non lo risolve l’email: segui le indicazioni dell’ASL e dell’organizzazione di riferimento.

Posso scrivere ai clienti di un supermercato che ospita la raccolta?

No, non con i dati del supermercato: l’elenco dei suoi clienti è suo e non te lo passa. Puoi invece chiedere al punto vendita di annunciare la colletta con cartelli, volantini con QR code e il proprio canale, e chi vuole restare in contatto si iscrive da solo al tuo modulo. Il ringraziamento al punto vendita e al suo direttore lo mandi tu, con i risultati, usando i recapiti che l’azienda ti ha dato per questo scopo.

Come reclutare volontari per il magazzino durante l’anno?

Con una richiesta concreta e regolare: «Cerchiamo tre persone il martedì mattina per lo smistamento». Indica la durata, il carico fisico (si sollevano casse), l’abbigliamento e la formazione sulla sicurezza prevista. Un incontro informativo mensile con iscrizione in un clic evita decisioni a freddo. Un breve messaggio dopo il primo turno e un invito al secondo mantengono più volontari di un grande appello annuale. Per chi è minorenne servono autorizzazioni dei genitori.

Che cosa chiedere ai donatori quando mancano alcuni prodotti?

Una richiesta specifica funziona meglio di un appello generico: «servono olio, tonno e latte a lunga conservazione, entro il 15, da portare in via…, il martedì e il giovedì». Indica che cosa non puoi ricevere, per esempio prodotti aperti o scaduti, e come fare per una donazione monetaria al posto di quella in natura. Non citare statistiche sulla fame che non puoi attribuire a una fonte ufficiale, e non usare immagini di persone in difficoltà per ottenere un’emozione.

Che dati servono per un emporio solidale con la tessera dei clienti?

L’emporio ha una gestione a punti o a tessera per chi accede ai prodotti, e quei dati stanno in un gestionale riservato, con accessi limitati e conservazione definita. Non esportarli verso la newsletter, nemmeno per ricordare l’apertura. La newsletter è per volontari, donatori e sostenitori. Un cartello all’ingresso con orari e giorni di apertura e un numero di telefono evita di dover comunicare per email ciò che riguarda i beneficiari.