Campagne Email
Aggiornato 2026

Email marketing per scuole, enti di formazione e università: sconti e regole

Per una scuola o un’università l’email serve a iscrizioni, open day, comunicazioni alle famiglie e contatto con gli ex studenti. Sugli sconti le pagine ufficiali che abbiamo letto sono avare: MailerLite scrive che ogni scuola può usare il suo 10% sul pagamento annuale, uno sconto aperto a tutti, e che una scuola registrata come nonprofit arriva al 30%; Brevo ha il 20% per gli enti no profit registrati. Per gli altri bisogna chiedere. Prima dello sconto contano i minori, il consenso dei genitori, l’indirizzo istituzionale e la separazione tra circolari di servizio e promozione.

Strumenti consigliati

01

MailerLite

MailerLite è l’unico strumento tra quelli confrontati con una frase esplicita per le scuole: secondo mailerlite.com/email-marketing-for-schools ogni scuola può usare il 10% sui piani annuali, e se è registrata come nonprofit può avere il 30% con lo sconto no profit. Per l’associazione dei genitori o il giornalino d’istituto, con poche famiglie, il piano gratuito può bastare. Il limite è che una segreteria con migliaia di famiglie lo supera presto, e a quel punto lo sconto pesa solo sul canone annuale.

Scelta migliore

mailerlite.com

02

Brevo

Brevo manda email, SMS, WhatsApp ed email transazionali dallo stesso account, utile per gli avvisi alle famiglie. Secondo brevo.com/company/ngos lo sconto del 20% vale per enti ufficialmente registrati come nonprofit: una scuola paritaria gestita da un ente no profit può chiederlo con i documenti. Per SMS e WhatsApp serve un consenso specifico e un costo per messaggio da verificare sul listino, e vanno riservati agli avvisi che non possono aspettare.

Ideale per avvisi anche via SMS e WhatsApp

brevo.com

03

HubSpot

Per un’università HubSpot tiene insieme contatti e storico in un CRM, ma non abbiamo trovato nelle pagine lette uno sconto per l’istruzione: verifica se esiste un programma per istituti e con quali condizioni. Secondo la pagina americana hubspot.com/pricing/marketing, Marketing Hub Starter costa 7 $ al mese e Professional 800 $, senza livelli intermedi. Chiedi costo totale, utenti e onboarding prima di caricare gli iscritti.

Ideale per segreterie con molti contatti

hubspot.com

04

Mailchimp

Mailchimp è conosciuto da molti e va bene per un comitato genitori o un’associazione di ex alunni con poche persone. Una campagna al mese di solito basta, ma decidi prima chi paga: secondo mailchimp.com/pricing Standard costa 20 $ al mese a 500 contatti, una cifra da mettere a bilancio del comitato o della scuola. Non abbiamo trovato uno sconto per l’istruzione: chiedilo al supporto, con un indirizzo istituzionale.

Ideale per un’associazione di genitori

mailchimp.com

05

ActiveCampaign

ActiveCampaign serve a un ente di formazione o a un’università che vuole seguire un candidato dall’open day all’iscrizione. Non ha un piano gratuito e non abbiamo trovato uno sconto per l’istruzione: chiedi. Secondo activecampaign.com/pricing Starter costa 15 $ al mese a 1.000 contatti con pagamento annuale, per un utente e con cinque azioni per automazione: per più referenti serve un livello superiore.

Ideale per percorsi di orientamento e iscrizione

activecampaign.com

06

GetResponse

GetResponse è pensato anche per chi tiene corsi online: secondo getresponse.com/pricing il piano Creator costa 69 $ al mese e comprende webinar, sito e creatore di corsi, fino a 500 studenti. Non ha un piano gratuito, solo una prova, e non abbiamo trovato uno sconto per l’istruzione. Può interessare a un ente di formazione professionale; per una scuola tradizionale è più di quanto serva.

Ideale per webinar e corsi a distanza

getresponse.com

07

Beehiiv

Per il giornale degli studenti o la rivista dell’università beehiiv offre un gratuito che, secondo beehiiv.com/pricing, arriva a 2.500 iscritti con invii illimitati, una pubblicazione e un posto per il team. Non abbiamo trovato uno sconto per l’istruzione. Se i redattori sono minorenni, chiedi alla scuola chi è titolare dell’account e dei dati, e decidi quali dati degli studenti possono entrare nella lista.

Ideale per il giornale d’istituto

beehiiv.com

Cosa valutare prima di scegliere

Chi sono i destinatari: famiglie, studenti, ex alunni

Una scuola scrive a tre pubblici diversi, con regole diverse. Per i minori serve il consenso dei genitori: per i ragazzi più piccoli il Codice Privacy fissa un’età per il consenso digitale, da verificare con il DPO della scuola. Non profilare i minori per fini commerciali. Usa elenchi separati per famiglie e per ex studenti, con consensi distinti e senza dati su salute o difficoltà di apprendimento.

Indirizzo istituzionale e dominio della scuola

Gli invii devono partire dal dominio dell’istituto e non dall’indirizzo personale di un docente. Autentica il dominio con SPF, DKIM e DMARC, rivolgendoti a chi cura il sito o la posta, e intesta l’account all’istituto. Per i dati di una scuola il titolare del trattamento è l’ente: chiedi al DPO scolastico un accordo di trattamento con il fornitore e verifica dove sono i server prima di caricare gli elenchi.

Circolari di servizio e promozione

Circolari, avvisi di sciopero e comunicazioni amministrative sono messaggi di servizio e spesso passano dal registro elettronico: l’email non deve duplicarli in modo confuso. Usa lo strumento email per ciò che il registro non fa: open day, iscrizioni, eventi, newsletter. Separa i due flussi, perché un messaggio promozionale richiede un consenso, e verifica con il DPO quali messaggi sono davvero di servizio. La disiscrizione dalla newsletter non deve togliere le comunicazioni dovute.

Calendario: iscrizioni, open day e rientro

Il calendario scolastico guida gli invii: open day in autunno e inverno, iscrizioni online nel periodo indicato dal Ministero, test d’ingresso per i corsi a numero chiuso, rientro a settembre, bandi degli ITS Academy e dei corsi professionali. Pianifica i picchi con i tetti di invio del fornitore: se il limite è giornaliero, un elenco di 2.000 famiglie si spalma su più giorni e un avviso d’open day partito in ritardo rischia di arrivare dopo la data. Controlla le date ufficiali dell’anno in corso prima di fissare gli invii.

Sconto scritto e sconto da chiedere

MailerLite scrive che ogni scuola può usare il 10% sul pagamento annuale, uno sconto aperto a tutti, e il 30% se è registrata come nonprofit. Brevo scrive il 20% per i nonprofit registrati. Per gli altri strumenti non abbiamo trovato condizioni sull’istruzione: trattale come da verificare. Chiedi percentuale, piani coperti, durata e rinnovo, per iscritto, e confronta il risultato con il piano gratuito che oggi ti basterebbe.

Ex studenti, liste storiche e consenso

Gli ex studenti sono una risorsa, ma un elenco di dieci anni fa non vale come consenso. Se non hai una base documentata, chiedi al DPO se e come puoi contattarli per riconfermare l’interesse, e cancella chi non risponde. Conserva date e fonte dei consensi, indica nell’informativa per quanto tempo tieni i contatti e fai valutare se un’eventuale base diversa dal consenso copra davvero comunicazioni istituzionali.

Per approfondire

Domande frequenti

Una scuola privata ha diritto a uno sconto?

Dipende dal fornitore. MailerLite scrive che ogni scuola può usare il suo 10% sul pagamento annuale, aperto a chiunque, e il 30% se la scuola è registrata come nonprofit; Brevo concede il 20% a organizzazioni nonprofit ufficialmente registrate. Per gli altri strumenti non abbiamo trovato uno sconto per l’istruzione sul sito del fornitore: chiedilo. Una scuola paritaria gestita da un ente no profit può avere un vantaggio rispetto a una gestita da una società: controlla lo status giuridico.

Quali documenti servono per chiedere lo sconto a nome dell’istituto?

Scrivi dall’indirizzo istituzionale e allega visura o atto costitutivo dell’ente gestore, codice fiscale, un documento che attesti la qualifica della scuola, per esempio il riconoscimento di parità per le paritarie, e se sei un ente no profit l’iscrizione al registro. Indica numero di utenti e di contatti previsti. Intesta l’account all’istituto e non al docente: se la persona cambia scuola, sconto e accesso non devono andare persi.

Un docente può aprire un account personale per la classe?

Meglio di no. I dati dei genitori e degli alunni sono dell’istituto, che è il titolare del trattamento: un account personale su un servizio scelto da un docente sfugge al controllo della scuola, all’accordo di trattamento e al registro dei trattamenti. Se un docente vuole usare lo strumento, deve farlo con l’autorizzazione del dirigente e del DPO, con l’account intestato all’istituto e un referente di riserva. Chi lascia la scuola non porta via la lista.

Posso scrivere ai genitori degli iscritti con una newsletter?

Per le comunicazioni di servizio sì, secondo le regole dell’istituto. Per una newsletter promozionale, come open day o corsi extra, serve un consenso adeguato, separato e documentato, come per qualsiasi marketing. Non profilare le famiglie né segmentarle per reddito o per esigenze degli alunni. Offri la disiscrizione in un clic e non legarla alle circolari obbligatorie. Per i casi dubbi chiedi al DPO della scuola o al consulente.

Come uso SMS e WhatsApp per avvisare le famiglie?

Brevo li offre dallo stesso account delle email, ma ogni canale richiede un consenso specifico e ha un costo per messaggio da verificare sul listino. Usali per avvisi brevi e urgenti, come un’uscita anticipata, e non per promozioni. Chiedi alla scuola se questi avvisi possono già passare dal registro elettronico: evita doppi canali per lo stesso messaggio, che confondono le famiglie e moltiplicano i dati da gestire.

Il piano gratuito basta per un’università?

Raramente. Ogni piano gratuito ha un tetto sugli iscritti o sugli invii, e con migliaia di candidati lo raggiungi alla prima campagna di ateneo. Per un ufficio orientamento con migliaia di candidati serve un livello a pagamento, o uno strumento con più utenti e permessi. Per un’associazione studentesca o un laboratorio i piani gratuiti bastano e costano zero.

Come tutelo i dati di studenti con bisogni educativi speciali?

Le informazioni su salute, disabilità o disturbi dell’apprendimento sono categorie particolari di dati: non vanno mai nei campi, nelle etichette o nei segmenti di uno strumento di marketing, nemmeno con una sigla. Se devi scrivere a un gruppo di famiglie, usa un canale scolastico adatto e chiedi al DPO. Nello strumento email tieni solo nome, indirizzo, classe e consenso, e controlla chi ha accesso all’account.

Che cosa succede se lo sconto scade o cambia il referente?

Il fornitore applica il prezzo di listino e il rinnovo può essere automatico: leggi la scadenza e segna in calendario la data almeno un mese prima. Se lo sconto dipende da un referente che lascia l’istituto, chiedi che l’account sia intestato all’ente, con un secondo referente. I dati restano tuoi: esporta contatti, consensi e testi prima di una disdetta. Se il prezzo pieno non è sostenibile, passa a un piano gratuito o cambia strumento con calma.

Un giornale d’istituto o una radio universitaria può usare un piano gratuito?

Sì, finché resta nei limiti: beehiiv arriva a 2.500 iscritti con invii illimitati e una pubblicazione, abbastanza per un giornale che cresce piano. Servono un docente o un ente responsabile e un account intestato all’istituto. Se i redattori o i lettori sono minorenni, chiedi alla scuola come raccogliere consenso e informativa. Prevedi il passaggio di consegne a ogni anno scolastico, perché la redazione cambia quando i diplomandi se ne vanno.