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Aggiornato 2026

Creare email senza HTML: gli editor a blocchi a confronto

Se non sai scrivere HTML e vuoi una newsletter in mezz’ora, l’editor a blocchi decide quanto tempo perdi ogni settimana. Mailchimp è tra i più diffusi e conosciuti anche dai consulenti italiani; MailerLite e Brevo puntano su un’interfaccia più sobria. La differenza vera sta nei dettagli: quanto è facile cambiare un blocco senza scompaginare il resto, cosa succede sul telefono, come si inserisce un nome senza sbagliare il saluto e dove finisce la parte visuale e comincia il codice. Qui ti diciamo come provarli e cosa guardare prima di pagare.

Strumenti consigliati

01

Mailchimp

Mailchimp è la scelta più prudente per chi vuole un editor a blocchi diffuso, con molti tutorial e consulenti che lo conoscono: puoi provarlo gratis fino a 250 contatti, secondo mailchimp.com/pricing. Il limite è doppio: il costo sale per fasce di contatti, e l’editor, ricco di opzioni, può sembrare pesante a chi vuole solo spedire una newsletter semplice, per cui MailerLite o Brevo risultano più rapidi in quel caso.

Scelta migliore

mailchimp.com

02

MailerLite

MailerLite ha un editor lineare con pochi menu, adatto a chi prepara la newsletter dopo l’orario di lavoro e non vuole imparare un programma. Il rovescio della semplicità è meno libertà su layout particolari: se ti serve una griglia complessa o un disegno molto personale, prova prima con un caso reale. Il costo cresce con il numero di iscritti, ma il listino su mailerlite.com/pricing resta leggibile.

Ideale per chi vuole fare in fretta

mailerlite.com

03

Brevo

Brevo permette di preparare email con un editor a blocchi e di mandare anche SMS e WhatsApp dallo stesso account, perciò ha senso per un negozio che alterna newsletter e avvisi brevi. Controlla se i blocchi dinamici e le funzioni di automazione che ti servono sono inclusi nel tuo piano, perché non tutto è disponibile al livello d’ingresso.

Ideale se email e SMS vanno insieme

brevo.com

04

GetResponse

GetResponse mette nello stesso ambiente email, landing page e webinar, e ha senso se i messaggi devono rimandare a pagine di iscrizione costruite con un editor simile. Per una newsletter semplice è più di quanto serve. Usa la prova per costruire un invio vero e cronometrare quanto tempo ti serve.

Ideale se l’email porta a una pagina

getresponse.com

05

Klaviyo

Klaviyo è pensato per i negozi online e il suo editor ruota attorno ai blocchi che mostrano prodotti dal catalogo, quindi risparmi lavoro se ogni invio ripresenta articoli diversi. Verifica come si collega il tuo negozio e cosa succede quando un prodotto va fuori catalogo. Per un messaggio di testo o per uno studio professionale questa parte è superflua.

Ideale per blocchi prodotto

klaviyo.com

06

Kit (ConvertKit)

Kit privilegia email semplici, che somigliano a un messaggio scritto da una persona più che a un volantino, e per questo l’editor ha poche opzioni di layout. Va bene a professionisti, formatori e creatori che vendono la propria competenza; non a chi pubblica griglie di prodotti. Per i percorsi automatici controlla a quale livello a pagamento compaiono le sequenze, perché non stanno in ogni piano.

Ideale per email con tono personale

kit.com

07

Campaign Monitor

Campaign Monitor dichiara più utenti su ogni piano e un editor con anteprima nelle caselle, funzioni che interessano a un’agenzia o a una segreteria in cui lavorano più persone sulle stesse bozze. Prima di impegnarti, sfrutta la prova di 30 giorni per costruire un invio vero con chi lo userà ogni settimana, e chiedi un preventivo per il tuo numero di contatti.

Ideale per chi lavora in team

campaignmonitor.com

Cosa valutare prima di scegliere

Una prova di mezz’ora con un invio vero

Il modo migliore per giudicare un editor è usarlo: durante la prova gratuita costruisci la prossima newsletter reale, con logo, tre blocchi di testo, due immagini e un pulsante, e cronometra. Osserva se i blocchi si spostano senza trascinare con sé altri elementi, se un clic sbagliato si annulla e se per cambiare un colore devi cercare nei menu. Un editor che fa perdere dieci minuti a ogni invio costa più di una differenza di prezzo.

Anteprima mobile e desktop a portata di clic

Il tuo pubblico leggerà molto dal telefono, quindi passare in un istante dalla vista del computer a quella dello smartphone è una funzione da pretendere, non un extra. Controlla che si possano nascondere blocchi solo sul cellulare, che le colonne si impilino senza rompersi e che i pulsanti siano abbastanza grandi per il pollice. Fai una prova con un invio vero alla tua casella e guardalo davvero dal telefono.

Stile globale del marchio

Colori, caratteri e stile dei pulsanti vanno impostati una sola volta e devono valere per ogni nuova email. Verifica se l’editor ha una sezione di stile condiviso e se rispetta il logo caricato, senza distorcerlo. Se nel team ci sono più persone che inviano messaggi, il punto diventa decisivo: la newsletter del negozio, il volantino di Natale e l’invito all’evento devono sembrare opera della stessa azienda.

Contenuti dinamici e saluto corretto

Controlla come inserisci il nome del destinatario e cosa succede quando manca: un “Ciao ,” nella prima riga è peggio di nessun saluto. Prevedi un testo alternativo per i campi vuoti e un saluto neutro se non hai il genere. Se l’editor consente di mostrare blocchi diversi per gruppi diversi, ad esempio un invito diverso per ogni sede, risparmi invii separati, ma verifica prima che funzioni nel tuo piano.

Dove finisce l’editor e comincia il codice

Quasi sempre arriva il momento in cui serve un ritocco che l’editor non permette. Verifica se esiste un blocco HTML, se puoi aprire il codice dell’intera email e cosa succede quando torni alla vista visuale: alcuni strumenti riscrivono ciò che hai modificato a mano. Se il tuo grafico lavora in codice, chiedigli come intende usarlo prima di scegliere, e preferisci la prova di un modello vero alla lettura delle promesse.

Salvataggio, versioni e lavoro in squadra

Una newsletter si prepara a più riprese, spesso in due persone. Controlla il salvataggio automatico, quanti passi indietro puoi fare, se esiste una cronologia delle versioni e se puoi assegnare ruoli a colleghi, collaboratori o all’agenzia, in modo che chi prepara non sia anche chi invia. Alcuni piani limitano il numero di utenti: se lavorano in tre persone sullo stesso account, il costo reale può essere più alto di quello pubblicato.

Per approfondire

Domande frequenti

Come scelgo l’editor se non ho mai fatto una newsletter?

Non scegliere dalla pagina delle funzioni. Prepara un unico contenuto, con testo, due foto e un pulsante, e riproducilo in due o tre strumenti durante le prove gratuite, annotando i minuti impiegati e i punti in cui ti sei bloccato. Quasi sempre emerge un vincitore netto, e spesso non è quello con più funzioni. Chiedi anche a chi dovrà usarlo ogni settimana: se è una segretaria o un collaboratore, la sua opinione conta più della tua.

Si può modificare l’HTML senza perdere ciò che ho fatto con i blocchi?

Dipende dallo strumento. Alcuni consentono di aggiungere un blocco di codice dentro l’editor, lasciando intatto il resto; altri permettono di aprire tutto l’HTML ma poi non tornano alla vista a blocchi o la riscrivono. Prima di affidarti a un editor per un modello complesso, fai un esperimento: apri il codice, cambia una riga, torna alla vista visuale e confronta il risultato su un invio di prova. Il test costa cinque minuti.

Il codice prodotto dall’editor è pulito?

Gli editor a blocchi generano molto codice annidato, con tabelle e stili in linea, pensato per resistere ai limiti dei client di posta. Per un invio ordinario non è un problema, mentre diventa rilevante se vuoi esportare il file, farlo modificare a un tecnico o capire perché un messaggio si vede male in una casella specifica. Se è il tuo caso, chiedi un esempio di esportazione durante la prova e fallo guardare a chi si occupa del sito.

Come inserisco il nome del cliente senza sbagliare il saluto?

Verifica prima la qualità del dato: se nella lista conviveva nome e cognome nello stesso campo o ci sono nomi in maiuscolo, il saluto verrà male. Usa il segnaposto del nome con un testo di riserva quando il campo è vuoto, ad esempio “Buongiorno”, e rinuncia al “Gentile Sig.ra” se non conosci il genere. In Italia una forma cordiale e neutra è spesso più sicura di un saluto formale generato da un campo che potrebbe essere incompleto.

Posso copiare il testo da Word o la grafica da Canva?

Con prudenza. Il testo incollato da Word porta formattazioni nascoste che possono rovinare il layout: incolla come testo semplice e formatta nell’editor. Una grafica fatta in Canva e inserita come un’unica immagine non è modificabile, non ha link separati e sparisce nelle caselle che bloccano le immagini. Esporta i singoli elementi, scrivi il testo come testo e inserisci un testo alternativo, così il messaggio resta leggibile anche senza immagini.

Perché alcune caselle mostrano “messaggio troncato” a metà email?

Alcune caselle accorciano i messaggi molto lunghi nel codice, e il lettore vede solo l’inizio con un invito a mostrare il resto, magari tagliando via link e piè di pagina con la disiscrizione. Gli editor ricchi di blocchi producono più codice di quanto sembri. Se la newsletter è lunga, riduci i blocchi annidati, comprimi le immagini e prova a inviarti il messaggio finale su più caselle prima di mandarlo a tutti.

Chi del team dovrebbe poter modificare e inviare?

Separa i ruoli: una persona prepara la bozza, un’altra la controlla e la programma. Molti strumenti permettono di assegnare ruoli o più utenti solo da certi piani, perciò verifica nel dettaglio il numero di postazioni. Stabilisci anche chi può modificare i modelli base, per evitare che una correzione estemporanea cambi il piè di pagina o il logo di tutti gli invii futuri. Conserva una checklist di controllo prima dell’invio: link, oggetto, anteprima, piè di pagina.

Posso preparare e inviare una newsletter dal telefono?

In molti casi puoi controllare i risultati e approvare una bozza dal telefono, ma costruire un messaggio da zero resta scomodo. Se per te è importante, verifica se il fornitore ha un’app o se l’editor funziona nel browser mobile, e prova a modificare un testo e a programmare un invio. Per una bottega o uno studio che prepara la newsletter in orari strani, anche solo poter approvare una bozza da fuori può cambiare le abitudini.