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Aggiornato 2026

Lancio di un corso online: lista d’attesa, carrello aperto e giorni di picco

Il lancio di un corso online ha un ritmo preciso: settimane di lista d’attesa, pochi giorni di carrello aperto, poi la chiusura. In quella finestra invii più email che nel resto dell’anno, e un limite mensile troppo basso ti blocca proprio a metà. MailerLite è il punto di partenza più sensato per un creatore o una piccola scuola: prezzo contenuto, automazioni semplici e, nel livello Power, email illimitate. Prima di scegliere calcola quante email manderai nella settimana di apertura e decidi come gestire fattura, recesso e consenso degli iscritti.

Strumenti consigliati

01

MailerLite

MailerLite è la scelta più equilibrata per il lancio di un corso curato da un creatore o da una piccola scuola: editor semplice, pagine di iscrizione per la lista d’attesa e automazioni per le sequenze di apertura e chiusura. Secondo il listino su mailerlite.com/pricing il livello Comfort costa 12 $ al mese a 500 iscritti ma ha un tetto di email mensili, mentre Power, 25 $ a 500 iscritti, non ne ha: nella settimana di carrello aperto la differenza pesa. Il pagamento resta sulla piattaforma di vendita, con cui devi collegare i dati.

Scelta migliore

mailerlite.com

02

Kit (ConvertKit)

Kit è pensato per chi pubblica e vende contenuti digitali: moduli, pagine di iscrizione e vendita di prodotti digitali stanno nello stesso account. Secondo kit.com/pricing la lista d’attesa può vivere nel piano gratuito, fino a 10.000 iscritti, ma sequenze e automazioni visuali richiedono il livello Creator, 33 $ al mese per 1.000 iscritti con pagamento annuale. Controlla come arrivano i dati dei pagamenti.

Ideale per chi vende un solo corso

kit.com

03

ActiveCampaign

Se il lancio ha più strade, come corso base, pacchetto con sessione individuale e pagamento a rate, ActiveCampaign cambia il messaggio in base a ciò che l’iscritto ha cliccato o comprato. Secondo il listino su activecampaign.com/pricing il livello Starter parte da 15 $ al mese per 1.000 contatti, con 5 azioni per automazione e pagamento annuale: un lancio articolato chiede un livello superiore. Non c’è un piano gratuito.

Ideale per lanci con più offerte

activecampaign.com

04

GetResponse

Se il lancio ruota attorno a un webinar gratuito seguito dall’offerta, GetResponse include webinar e creazione di corsi nel livello Creator, 69 $ al mese per 1.000 persone secondo getresponse.com/pricing; il livello Marketer, 59 $, aggiunge automazioni illimitate e carrello abbandonato. Non esiste un piano gratuito: valuta se pagare tutto l’anno per due lanci.

Ideale per lanci con webinar di vendita

getresponse.com

05

Brevo

Nelle ultime ore del carrello un SMS o un messaggio WhatsApp raggiunge chi non guarda la posta. Brevo manda email, SMS e WhatsApp. Il gratuito si ferma a 300 email al giorno, che una lista di qualche migliaio di iscritti supera con un solo invio; Starter, 9 $ al mese su brevo.com/pricing, toglie il limite. Per SMS e WhatsApp serve un consenso specifico, e ogni invio si paga.

Ideale per sollecitare con SMS e WhatsApp

brevo.com

06

Moosend

Moosend è uno strumento di email marketing con automazioni e prova gratuita di 30 giorni. Secondo moosend.com/pricing il livello Pro parte da 7 $ al mese per 500 contatti con pagamento annuale e include email illimitate: in una settimana di lancio un tetto mensile non ti ferma. L’interfaccia è in inglese, quindi usa la prova per testare editor e automazioni prima di impegnarti.

Ideale per picchi con email illimitate

moosend.com

07

Mailchimp

Se la tua lista è già su Mailchimp, valuta se restare. Secondo mailchimp.com/pricing il livello Standard parte da 20 $ al mese per 500 contatti e da 2.501 a 5.000 contatti il listino indica 100 $. Il costo cresce per fasce di contatti: una lista d’attesa che si gonfia durante il lancio può farti cambiare fascia in una settimana.

Ideale per chi ha già una lista

mailchimp.com

Cosa valutare prima di scegliere

Lista d’attesa con un buon motivo per iscriversi

La lista d’attesa è il bene più prezioso del lancio e si costruisce settimane prima. Cerca moduli e pagine di iscrizione che promettano qualcosa di concreto, per esempio un video o una scheda gratuita, e che registrino fonte, data e consenso. Aggiungi un campo per la domanda che ti serve, come il livello di partenza o la versione che interessa. Una email di conferma dice subito quando apre il corso e come uscire dalla lista.

Calendario di apertura e chiusura a date fisse

In un lancio le email non partono dall’iscrizione di ciascuno ma da date comuni: annuncio, apertura, metà settimana, ultime quarantotto ore, chiusura a mezzanotte. Verifica che lo strumento permetta invii programmati per data e ora, con il fuso orario giusto, e che si possa duplicare l’intera serie per la prossima edizione. Se prorogherai di un giorno, i testi devono cambiare senza ricostruire tutto.

Picchi di invio e tetti mensili

Nella settimana di carrello aperto mandi in pochi giorni più email che in un mese normale. Moltiplica gli iscritti per le email previste e confrontalo con il tetto del piano: alcuni listini limitano gli invii al giorno, altri al mese in proporzione agli iscritti, altri non pongono limiti. Se la lista era ferma da mesi, scrivi prima a chi ha interagito di recente e aumenta il volume gradualmente, per non rovinare la reputazione del mittente.

Chi ha comprato deve uscire dalla vendita

Il danno peggiore di un lancio è l’email «ultime ore» a chi ha già pagato. Serve un modo automatico per togliere gli acquirenti dalla sequenza di vendita appena il pagamento è registrato. Verifica come i dati passano dalla piattaforma di vendita allo strumento email: connettore nativo, collegamento Zapier o Make oppure solo esportazione CSV da caricare a mano. Nel terzo caso fissa orari di aggiornamento e dillo a chi controlla gli invii.

Informazioni al consumatore e recesso

Se vendi a privati un corso online, prima dell’acquisto servono informazioni chiare su prezzo, contenuto e modalità di accesso, e per i contenuti digitali il diritto di recesso segue regole particolari. Non decidere da solo che cosa scrivere: fai rivedere pagina di vendita, condizioni e testo delle email a un consulente. Evita promesse di risultati garantiti e controlla che la fattura, anche elettronica, parta dal sistema di vendita.

Dopo il lancio: chi non ha comprato

Alla chiusura la lista si divide: chi ha comprato, chi ha cliccato più volte senza comprare, chi non ha mai reagito. Cerca uno strumento in cui questi gruppi restino come etichette o segmenti anche dopo il lancio, per ricontattarli alla prossima edizione con un messaggio diverso. Pulisci chi non ha mai interagito: se paghi per contatto, ogni nome inutile pesa sul conto del mese successivo.

Per approfondire

Domande frequenti

Quante email mando durante il lancio di un corso?

Dipende dalla lunghezza della finestra, ma per un carrello aperto sette giorni uno schema ragionevole prevede due o tre email di avvicinamento alla lista d’attesa, una di apertura, due o tre durante la settimana e tre nell’ultima giornata: mattina, primo pomeriggio e un’ora prima della chiusura. Sono dieci-dodici invii per chi è in lista d’attesa, molti meno per chi non ha mai mostrato interesse. Calcolali prima, perché sono la base per scegliere il piano.

Che cosa scrivo nella sequenza di un lancio?

Parti da ciò che l’iscritto vuole sapere: cosa impara, per chi è e per chi no, quanto tempo richiede, quanto costa e cosa succede se non fa per lui. Alterna una email sul programma, una sul metodo, una con le risposte alle domande che hai ricevuto davvero e una con l’esperienza di chi ha già seguito il corso, solo se ha dato il consenso a citarla e la storia è vera. Chiudi con il riepilogo di prezzo, bonus e scadenza.

Come divido la lista tra interessati e contatti freddi?

Costruisci almeno tre gruppi: chi è in lista d’attesa, chi ha cliccato su email recenti senza iscriversi alla lista e chi non interagisce da mesi. Etichetta anche la fonte: webinar, blog, social, fiera. Alla lista d’attesa vanno tutte le email, al secondo gruppo un messaggio meno frequente, al terzo uno solo, all’apertura. Chi ha dato il consenso per uno scopo diverso non va trattato come interessato a questo corso: controlla che cosa dice la tua informativa.

Posso usare scadenze e posti limitati?

Una scadenza vera è legittima e aiuta a decidere: il carrello chiude davvero alla data scritta, il bonus finisce davvero. Un conto alla rovescia che si azzera a ogni visita, o un «ultimi posti» che non esistono, può configurare una pratica commerciale scorretta, materia di cui si occupa l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Se dichiari posti limitati, rispetta il numero; se riapri dopo la chiusura, spiega perché. Per i dubbi chiedi a un consulente.

Quando conviene aprire il carrello nel calendario italiano?

Evita la metà di agosto, la settimana di Natale e i ponti lunghi, perché in quei giorni la posta tende a essere letta meno e le decisioni di spesa slittano. Per un pubblico professionale, settembre e gennaio sono mesi di ripartenza; per hobby e benessere funzionano anche la domenica sera. Non aprire nella settimana del Black Friday, quando le caselle sono piene di sconti. Scegli date di apertura e chiusura con mesi di anticipo e comunicale alla lista d’attesa.

Che cosa mando a chi compra durante il lancio?

Chi paga esce subito dalla sequenza di vendita ed entra in una di benvenuto: conferma dell’iscrizione, come accedere al corso, a chi scrivere in caso di problemi, quando si parte. Sono messaggi di servizio, non promozioni, e servono anche a chi non apre mai le email di vendita. Controlla che la ricevuta o la fattura arrivi dal sistema di vendita. Il collegamento tra pagamento ed email deve funzionare prima del lancio, non il giorno dell’apertura.

Conviene reinviare le email a chi non le ha aperte?

Con cautela. Alcuni programmi di posta registrano le aperture in automatico, quindi il dato su chi non ha aperto è poco affidabile: meglio basarsi sul clic. Reinvia soltanto i messaggi che contano, apertura e ultima chiamata, con un oggetto diverso. Per il resto cambia angolo invece di ripetere: una domanda frequente, un caso concreto, il racconto di una lezione. Chi riceve la stessa email tre volte si disiscrive, e un’uscita dalla lista d’attesa non si recupera.

Come misuro se il lancio è andato bene?

Guarda i numeri che portano a un incasso: iscritti in lista d’attesa, clic sul link di acquisto per ogni email, acquisti e incasso per ciascuna fonte. Per attribuire le vendite a un’email usa link con parametri di tracciamento e confrontali con i dati della piattaforma di vendita, che sono quelli che contano. A fine lancio scrivi quanto hai speso in strumenti e pubblicità e quanto hai incassato: serve a decidere la prossima edizione. Le percentuali di apertura contano meno.

Quali errori rovinano il lancio di un corso?

I più frequenti sono pratici: un link di acquisto sbagliato in una delle email, il prezzo scritto in modo diverso nella pagina di vendita e nella newsletter, chi ha già comprato che continua a ricevere «ultime ore» perché l’uscita dalla sequenza non funziona, e il limite di invio raggiunto a metà giornata di chiusura. Prova tutto con un acquisto di prova, da un indirizzo di test, qualche giorno prima, e rileggi le email sul telefono.

Quanto posso automatizzare di un lancio?

Automatizza ciò che ha una data fissa: le email di avvicinamento, apertura e chiusura e il benvenuto agli acquirenti. Lascia manuale ciò che richiede ascolto: rispondere alle domande che arrivano, scrivere una email in più se emerge un dubbio ricorrente, prorogare una scadenza solo se hai una ragione vera. Tieni un documento con calendario di invio, testi e oggetti, e rileggi tutto la sera prima dell’apertura insieme a chi vende il corso con te.