Campagne Email
Aggiornato 2026

Template email in HTML e MJML: dove caricarli e come inviarli

Chi scrive i template email a mano ha due strade. La prima è tenere l’HTML nel proprio repository e inviarlo con un’API: Resend è il punto di partenza più semplice, Mailgun un’alternativa che dichiara anche una regione di hosting europea, ma serve uno sviluppatore che scriva e mantenga le chiamate. La seconda è caricare l’HTML in uno strumento di email marketing, come Mailchimp, Campaign Monitor o Brevo, e lasciare l’invio a chi cura la comunicazione. Qui li confrontiamo, con le prove da fare in Outlook e Gmail.

Strumenti consigliati

01

Resend

Resend è la scelta più lineare se il modello vive nel tuo repository: lo generi con gli strumenti che già usi e lo invii via API, quindi serve uno sviluppatore che scriva e mantenga le chiamate. Secondo resend.com/pricing il piano gratuito concede 3.000 email al mese con tetto di 100 al giorno, abbastanza per sviluppare e per messaggi di servizio. Il limite: chi cura il marketing non trova un editor per lavorare in autonomia (verifica cosa offre il prodotto), e per newsletter gestite da una segreteria Mailchimp o Brevo risultano più comodi.

Scelta migliore

resend.com

02

Mailgun

Mailgun offre API e relay SMTP e, secondo la sua scheda, regioni di hosting negli Stati Uniti e nell’Unione europea: un dettaglio utile se il DPO chiede dove transitano i messaggi. Anche qui uno sviluppatore integra le chiamate e mantiene i modelli. Il piano gratuito è limitato a 100 email al giorno, quindi adatto a prove e volumi piccoli.

Ideale se conta la regione di invio

mailgun.com

03

Mailchimp

Mailchimp dichiara tra le funzioni i template personalizzati in codice: puoi caricare l’HTML preparato da te o dall’agenzia e affidare l’invio a chi cura la comunicazione. Prova l’importazione con un file vero, con CSS in linea e tabelle, perché nel passaggio l’editor può riscrivere parti del codice. Il prezzo sale per fasce di contatti, secondo mailchimp.com/pricing.

Ideale per HTML scritto da un grafico

mailchimp.com

04

Campaign Monitor

Campaign Monitor dichiara template in codice personalizzato, anteprima nelle caselle e più utenti su ogni piano, caratteristiche utili a un’agenzia o a una software house che gestisce modelli per diversi clienti. Il listino pubblico non mostra cifre leggibili: chiedi un preventivo scritto e sfrutta la prova di 30 giorni per verificare l’importazione.

Ideale per un’agenzia con più clienti

campaignmonitor.com

05

Brevo

Brevo invia sia campagne sia email transazionali, quindi un solo account può gestire newsletter e messaggi di servizio. Verifica nel piano se puoi caricare HTML personalizzato e se i modelli transazionali accettano variabili; la parte API richiede comunque uno sviluppatore. Un compromesso ragionevole per una PMI che si appoggia a un tecnico a chiamata.

Ideale per marketing e messaggi di servizio

brevo.com

06

ActiveCampaign

ActiveCampaign ha senso se il modello in codice deve partire da un’automazione, come un preventivo o un follow-up, gestita da chi non è lo sviluppatore. Controlla se l’HTML resta intatto quando lo inserisci nel percorso e quali variabili di personalizzazione sono disponibili. Secondo activecampaign.com/pricing non esiste un piano gratuito.

Ideale per modelli dentro le automazioni

activecampaign.com

07

MailerLite

Se la newsletter è semplice e il codice serve per un componente, come una tabella prezzi o un banner, un blocco HTML dentro l’editor di MailerLite può bastare. Verifica se accetta anche un file HTML completo. Non è pensato per modelli con logica condizionale e cicli: per quelli serve un sistema di variabili, da controllare nel piano.

Ideale per un solo blocco di codice

mailerlite.com

Cosa valutare prima di scegliere

Importazione dell’HTML senza sorprese

Il test decisivo è caricare un file vero: tabelle annidate, CSS in linea, un commento condizionale per Outlook, immagini con percorsi assoluti. Controlla che lo strumento non rimuova attributi, non riscriva i link e non sposti il codice del piè di pagina. Alcuni strumenti correggono il codice in silenzio, e te ne accorgi solo da un invio di prova. Salva sempre l’originale nel repository e confrontalo con quello che il fornitore ha conservato.

Variabili, condizioni e cicli

Un modello utile non è un file statico: inserisce il nome, mostra un blocco solo a un certo segmento, ripete le righe di un ordine. Leggi nella documentazione quale linguaggio di template usa lo strumento (esistono più sintassi, e non sono intercambiabili) e se sono previsti valori di riserva per i campi vuoti. Se il tuo caso richiede cicli, come un elenco di articoli o di corsi, verifica che quel livello di logica sia disponibile nel tuo piano.

Parti riutilizzabili e layout comune

Quando i modelli diventano dieci, copiare e incollare il piè di pagina porta a sei versioni leggermente diverse, e un cambio di ragione sociale o di indirizzo va ripetuto ovunque. Cerca un sistema di layout base e porzioni condivise, oppure compila i modelli prima del caricamento con un generatore come MJML, mantenendo intestazione e piè di pagina in un solo file. Così il tuo repository resta la fonte unica, e lo strumento di invio solo la destinazione.

Gestione via API e versioni

Se i modelli stanno in Git, devi poterli pubblicare senza passare ogni volta da un’interfaccia web. Verifica se lo strumento espone chiamate per creare, aggiornare e leggere i modelli, se conserva versioni precedenti per tornare indietro e se esiste un ambiente di prova separato da quello di produzione. Uno sviluppatore che ha già un processo di rilascio deve poterci agganciare i modelli, altrimenti il vantaggio del codice si perde.

Anteprima e prove sui client reali

Il codice scritto a mano si rompe dove meno te lo aspetti: alcune versioni di Outlook per Windows usano il motore di Word, Gmail ritaglia certe regole di stile, Apple Mail è tollerante. Cerca un’anteprima che renderizzi il modello con dati di prova e, se serve, servizi di test come Litmus o Email on Acid. In ogni caso invia a caselle vere: Gmail, Outlook, Apple Mail, Libero e Virgilio. L’anteprima visuale non sostituisce un invio di controllo.

Confine tra codice e contenuti

Il modello ideale lascia allo sviluppatore struttura e stile, e a chi cura la comunicazione testi, immagini e date, senza che debba aprire il codice. Verifica se puoi definire aree modificabili e se chi non è tecnico riesce a creare una campagna a partire dal modello. Controlla anche che il tag di disiscrizione richiesto dal fornitore sia presente nel codice: in molti sistemi il messaggio non parte, o parte incompleto, se manca.

Per approfondire

Domande frequenti

Che differenza c’è tra HTML a mano, MJML e componenti React?

L’HTML scritto a mano ti dà controllo totale ma richiede tabelle annidate e molta pazienza per far funzionare ogni client. MJML è un linguaggio a componenti che compila in HTML compatibile con la posta, riducendo il lavoro ripetitivo. Esistono anche librerie che permettono di comporre le email con componenti React. Tutte producono alla fine HTML: la domanda per scegliere è quale fa sentire a proprio agio chi manterrà i modelli, non quale sia più moderna.

Come organizzo i template in un repository Git?

Tieni i sorgenti dei modelli in una cartella dedicata, con le parti comuni separate, e un passaggio di compilazione che genera i file HTML finali. Ogni modifica passa da una richiesta di revisione, e una etichetta di versione indica quale modello è in produzione. Prevedi un ambiente di prova con un account separato e un indirizzo di destinazione fisso, così non spedisci mai prove ai clienti. Così il passaggio dal design al lancio resta tracciato.

Che dati di prova devo usare per scoprire gli errori?

Quelli tipici italiani che rovinano i layout: cognomi con apostrofo e lunghi come Dell’Orto o D’Angelo, ragioni sociali interminabili, accenti e il simbolo dell’euro, importi con la virgola decimale e il punto delle migliaia (1.234,56), date nel formato giorno e mese. Prova anche un nome vuoto, una città molto lunga e una riga d’ordine con titolo di tre righe. I modelli provati solo con “Mario Rossi” si rompono al primo cliente vero.

Devo preparare anche una versione solo testo?

Sì, conviene. Ogni messaggio HTML dovrebbe avere un’alternativa in testo semplice: serve a chi legge su dispositivi o con preferenze che non mostrano l’HTML e, in generale, a presentare il messaggio in modo ordinato. Molti strumenti la generano da soli dal codice, ma il risultato è spesso disordinato, con link ripetuti e righe spezzate. Scrivila a mano per i modelli importanti, con lo stesso link di disiscrizione e i dati dell’azienda.

Posso usare caratteri personalizzati nei modelli?

Si possono dichiarare, ma il supporto nelle caselle è parziale: dove il carattere non è disponibile, viene sostituito da uno di riserva e l’impaginazione cambia. Scegli sempre una sequenza di caratteri di riserva con proporzioni vicine, e verifica che il testo non vada a capo in modo diverso. Per i titoli importanti, evita di affidarli a un’immagine solo per mantenere il carattere: le caselle che bloccano le immagini mostrerebbero un riquadro vuoto.

Conviene inviare marketing e messaggi di servizio dallo stesso dominio?

Molti tecnici preferiscono separarli con sottodomini diversi, così se una campagna promozionale genera reclami la reputazione dei messaggi di servizio, come conferme e reimpostazioni di password, ne risente meno. Ogni sottodominio richiede la propria autenticazione. È una scelta tecnica e organizzativa: decidila con chi gestisce il DNS e il sito, e documentala. Per i dettagli sulle autenticazioni rimandiamo alla pagina dedicata a SPF, DKIM e DMARC.

Dove metto i dati dell’azienda e il link di disiscrizione?

Nel piè di pagina fisso del layout comune, così non si perdono quando cambi modello. Inserisci ragione sociale, sede e un link all’informativa privacy; per la disiscrizione usa il tag o il collegamento previsto dal tuo fornitore, non un indirizzo scritto a mano, perché lo strumento deve registrare la richiesta. Quali altri dati debbano comparire dipende dal tipo di comunicazione e dalla tua attività: fai confermare il testo al consulente.

Come collaudo un modello prima di metterlo in produzione?

Procedi in tre passaggi. Primo, anteprima automatica con dati di prova, per controllare struttura e variabili. Secondo, invio a una lista interna di caselle reali, su desktop e telefono, con Gmail, Outlook e Apple Mail. Terzo, verifica dei link, del piè di pagina e della versione in solo testo. Quando il modello è approvato, bloccalo con una versione etichettata e annota la data: ogni modifica successiva ripercorre gli stessi passaggi, anche se si tratta di una riga.