Campagne Email
Aggiornato 2026

Come usare l’email in banca senza confondere comunicazioni di servizio, marketing e phishing

Una banca scrive ai clienti per due motivi che la legge e i clienti tengono separati: avvisi sul servizio e offerte commerciali. Lo strumento di email marketing si occupa solo delle seconde, e sempre con il consenso giusto; avvisi di sicurezza, estratti e variazioni contrattuali restano sui canali del sistema informativo. Conta chi può vedere quali dati, come si evita che una promozione somigli a un tentativo di phishing e chi approva ogni testo prima dell’invio. Qui trovi sei opzioni per istituti piccoli e medi e i controlli da chiedere al fornitore.

Strumenti consigliati

01

HubSpot

Per una banca o una BCC con più filiali e gestori di relazione, HubSpot è la scelta più adatta alla parte marketing: contatti e aziende nello stesso CRM, più utenti con ruoli distinti, liste che si aggiornano da sole. Secondo hubspot.com/pricing Marketing Hub passa da Starter, 7 $ al mese con automazione fino a 10 azioni, a Professional, 800 $: il salto è netto. Il limite: saldi e movimenti non devono finire nel CRM di marketing, e spetta alla compliance decidere cosa si sincronizza.

Scelta migliore

hubspot.com

02

ActiveCampaign

Per inviare l’invito a un conto deposito solo a chi ha il conto corrente da oltre un anno e nessun risparmio vincolato, le condizioni sui campi personalizzati di ActiveCampaign vanno bene, a patto che il campo «prodotti posseduti» esista già nel file che carichi. Non c’è un piano gratuito e si paga per contatto: concorda con la direzione quali dati di profilazione possono entrare.

Ideale per offerte legate al prodotto posseduto

activecampaign.com

03

Brevo

Email, SMS e WhatsApp dallo stesso account e anche email transazionali, secondo brevo.com/pricing: comodo per una banca locale che tiene insieme newsletter ai soci e inviti agli eventi. Chiedi per iscritto dove sono i server, il DPA e quali canali richiedono un consenso specifico; gli SMS con codici di sicurezza non vanno mai nello stesso flusso del marketing.

Ideale per una BCC con più canali

brevo.com

04

Campaign Monitor

Campaign Monitor è pensato per newsletter ben impaginate e modelli riutilizzabili, utile quando il testo passa dal marketing alla compliance. Non cito cifre perché il listino non è leggibile in modo affidabile: chiedi un preventivo scritto e controlla nel piano il numero di utenti e se esiste un passaggio di approvazione prima dell’invio.

Ideale per newsletter istituzionali curate

campaignmonitor.com

05

Mailchimp

Se a scrivere la newsletter è una persona sola, Mailchimp con modelli e report standard basta per aggiornare clienti e soci su eventi e iniziative. Il listino sale a fasce di contatti, secondo mailchimp.com/pricing, quindi confronta il costo con la lista reale. Per approvazioni multiple e segmenti per prodotto, valuta con attenzione i piani superiori.

Ideale con un solo referente marketing

mailchimp.com

06

GetResponse

Banche e istituti organizzano serate di educazione finanziaria e incontri con i soci: GetResponse comprende webinar nel piano Creator, secondo getresponse.com/pricing, con iscrizione, promemoria e replay. Nei contenuti sul risparmio evita promesse di rendimento e allega le avvertenze richieste dalla compliance prima della pubblicazione.

Ideale per incontri sul risparmio

getresponse.com

07

MailerLite

Editor semplice e costo contenuto per chi manda una newsletter al mese a poche migliaia di clienti. Il limite è che ruoli e approvazioni sono più essenziali di quelli di un CRM: in un istituto con più filiali e uffici coinvolti, il giro di bozze resta spesso fuori dallo strumento. Chiedi quanti utenti sono compresi nel piano.

Ideale per un piccolo istituto locale

mailerlite.com

Cosa valutare prima di scegliere

Servizio e marketing su canali separati

Avvisi di sicurezza, variazioni contrattuali, scadenze delle carte ed estratti non sono marketing e non devono uscire dallo strumento di newsletter: partono dal sistema informativo della banca, con dominio e mittente dedicati. Il programma di email marketing riceve solo chi ha dato il consenso commerciale. Se un cliente si cancella dalle offerte, deve continuare a ricevere le comunicazioni di servizio: chiedi come lo strumento gestisce due tipi di cancellazione.

Fiducia, phishing e link

Le banche sono tra i bersagli preferiti dei messaggi fraudolenti. Una promozione non deve mai chiedere di accedere con le credenziali né contenere un link diretto all’area riservata: meglio una pagina pubblica del sito. Imposta SPF, DKIM e DMARC sul dominio della banca e usa un sottodominio dedicato al marketing. Ricorda in ogni messaggio che la banca non chiede mai password o codici per email, e fai rivedere il testo alla sicurezza informatica.

Testi approvati e diciture obbligatorie

Le comunicazioni promozionali sui prodotti bancari seguono regole di trasparenza: in genere vanno indicate la natura pubblicitaria e il rinvio ai fogli informativi. Verifica con la compliance le diciture e chi approva ogni testo. Nello strumento servono modelli con parti fisse che il marketing non possa modificare per distrazione, e uno storico degli invii che permetta di ricostruire che cosa è stato mandato, a chi e quando.

Pochi dati ceduti, solo quelli necessari

Nome, filiale, tipo di cliente e stato del consenso spesso bastano. Saldi, movimenti, esiti di fido e dati sul patrimonio non vanno nei campi di un programma di invio. Se serve segmentare per prodotto, usa un’etichetta generica preparata dal sistema interno, per esempio «ha un mutuo» sì o no, e non il dettaglio. Chiedi l’accordo di trattamento (DPA), la sede dei server e la possibilità di cancellare davvero i dati a fine rapporto.

Permessi per ufficio e per filiale

Marketing, comunicazione, compliance e filiali non devono vedere le stesse cose. Verifica come si assegnano ruoli e permessi: chi carica le liste, chi invia, chi legge solo i report. Meglio un piano con più utenti e ruoli, anche se costa di più, che condividere una password tra tre persone. Chiedi se l’accesso si può proteggere con autenticazione a più fattori e se si può ricostruire chi ha esportato un elenco.

Costi, durata e uscita dal contratto

Una banca ha contratti pluriennali e controlli sui fornitori esterni: chiedi per iscritto prezzi per fasce di contatti, durata, recesso, esportazione dei dati e cancellazione a fine contratto. Per fornitori extra-UE o con sub-fornitori, ufficio acquisti e DPO devono valutare il trasferimento dei dati; verifica anche le regole dell’ente di vigilanza sull’esternalizzazione dei servizi. Il listino per contatti è solo il punto di partenza.

Per approfondire

Domande frequenti

Una banca può mandare newsletter ai clienti senza un consenso specifico?

Dipende dal contenuto. L’art. 130 del Codice Privacy consente in certi casi di scrivere ai clienti per prodotti o servizi analoghi a quelli già acquistati, con possibilità di opporsi, ma la profilazione e le offerte personalizzate richiedono di norma un consenso esplicito e un’informativa chiara. Non decidere da solo: fai definire al DPO e alla compliance quali campagne rientrano nel consenso commerciale e conserva data, testo e canale di ogni consenso.

Come fa il cliente a distinguere la nostra email da un tentativo di phishing?

Usa sempre lo stesso mittente e un dominio riconoscibile, evita allegati e link all’area riservata, non chiedere mai dati o codici e inserisci in ogni messaggio una frase fissa che spiega come comunica la banca. Pubblica sul sito una pagina con esempi di messaggi autentici e di frodi note. Se lo strumento permette di autenticare il dominio con SPF, DKIM e DMARC, fallo prima dell’invio e verifica le impostazioni con chi gestisce la sicurezza.

Quando conviene programmare le newsletter di una banca locale?

Il calendario segue la vita del territorio: assemblea dei soci per una BCC, inaugurazioni di filiale, eventi con le associazioni locali e la Giornata mondiale del risparmio, il 31 ottobre. Settembre è il mese del rientro e dei nuovi progetti di famiglie e imprese, mentre agosto è meglio lasciarlo libero. Evita gli invii promozionali nei giorni in cui circolano campagne di phishing sulla banca o quando ci sono disservizi in corso.

Che cosa succede quando un cliente chiede di cancellarsi o di accedere ai suoi dati?

La cancellazione dalle newsletter deve essere immediata e verificabile; le richieste di accesso, rettifica e cancellazione dei dati seguono il GDPR e di norma hanno una risposta entro un mese. Definisci con il DPO un processo scritto: chi riceve la richiesta in filiale, chi la inoltra allo strumento di email marketing, chi controlla l’esecuzione. Un cliente cancellato dal marketing resta cliente: continua a ricevere gli avvisi di servizio dovuti.

Si possono personalizzare le offerte in base a saldo e movimenti?

È la parte più delicata. Usare movimenti e saldo per costruire profili e offerte è una profilazione che richiede base giuridica, informativa dedicata e valutazioni con il DPO, e i dati di dettaglio non dovrebbero comunque uscire dal sistema bancario. Per iniziare, personalizza con elementi più innocui: nome, filiale di riferimento, tipo di cliente, eventi locali. Una segmentazione grezza e ben fondata è preferibile a una raffinata che nessuno sa giustificare.

Soci e clienti vanno in due liste diverse?

Per una BCC sì: il socio ha diritti e doveri propri, come la partecipazione all’assemblea, e riceve comunicazioni che il semplice cliente non riceve. Tieni un campo che distingua le due condizioni e non mischiare i messaggi. La convocazione formale dell’assemblea segue le regole dello statuto e dei canali previsti, non è una newsletter: l’email può solo ricordarla. Verifica con la segreteria societaria quale canale ha valore ufficiale.

Come si raggiungono i clienti poco abituati al digitale?

Una parte dei clienti, soprattutto anziani, legge poco la posta elettronica: non puntare tutto sull’email. Affianca un avviso in filiale, un messaggio nell’app o nell’home banking quando esiste, e la lettera nei casi in cui il canale cartaceo è richiesto. Quando scrivi, usa frasi brevi, caratteri leggibili e un solo invito all’azione, ad esempio prenotare un appuntamento in filiale invece di cliccare su un modulo.

Quanti messaggi commerciali al mese sono sostenibili?

Per una banca locale un messaggio al mese, più qualche invito a eventi, è già un ritmo importante: il cliente riceve già avvisi di servizio, e un eccesso di promozioni rischia di far confondere i due piani e di aumentare le segnalazioni di spam. Pianifica un calendario annuale con poche campagne chiare, evita di ripetere offerte di prodotto a chi lo ha già e guarda le disiscrizioni dopo ogni invio come segnale di rallentamento.

Come si misura il risultato senza guardare i conti dei clienti?

Usa parametri UTM sui link e pagine di destinazione dedicate, poi conta richieste di appuntamento, moduli compilati e partecipanti agli eventi dopo ogni invio. Le aperture sono poco affidabili perché alcuni client di posta, come Apple Mail, le generano in automatico: verifica come le tratta il tuo fornitore. Il collegamento con i prodotti sottoscritti si fa nel sistema interno della banca, non caricando i dati di contratto nello strumento email.