Campagne Email
Aggiornato 2026

Come scegliere lo strumento di email per un marketplace fra aziende

Un marketplace B2B deve convincere due tipi di aziende nello stesso momento: i fornitori, che devono caricare listino e catalogo, e gli acquirenti, che cercano chi risponda a una richiesta di offerta. Nessuno dei due pubblici si muove senza l’altro, e le mail servono a portare entrambi dal "mi sono registrato" al primo ordine. ActiveCampaign è la scelta più completa se hai commerciali che seguono gli account; HubSpot e Brevo coprono rispettivamente chi ha già un CRM impostato e chi parte con poco budget. Il resto della pagina spiega cosa verificare prima di decidere.

Strumenti consigliati

01

ActiveCampaign

ActiveCampaign è la scelta più completa per un marketplace che deve seguire due pubblici e accompagnare ogni azienda dalla registrazione al primo ordine: automazioni separate per fornitori e acquirenti e attività per i commerciali che richiamano gli account più promettenti. Secondo il listino su activecampaign.com/pricing Starter e Plus includono un solo utente, e per averne tre serve il livello Pro, a 79 $ al mese a 1.000 contatti. Gli eventi del marketplace li invia uno sviluppatore.

Scelta migliore

activecampaign.com

02

HubSpot

Se un team commerciale segue le aziende una per una, HubSpot mette in un solo record azienda i referenti, le richieste di offerta e le fasi di onboarding del fornitore. È utile soprattutto quando il marketplace ha poche decine di grandi account. I livelli alti del Marketing Hub costano molto più dello Starter: calcola quali funzioni ti servono prima di importare tutto.

Ideale per account gestiti da commerciali

hubspot.com

03

Brevo

Brevo riunisce email di marketing, transazionali, SMS e WhatsApp: puoi avvisare via SMS il fornitore che ha ricevuto una richiesta urgente, senza un secondo contratto. Per la logica per azienda, con più referenti sotto la stessa partita IVA, controlla nel piano come si raggruppano i contatti e se basta un campo personalizzato.

Ideale per partire con poco budget

brevo.com

04

MailerLite

Se il lavoro principale è mandare ogni mese ai fornitori una guida per migliorare le schede prodotto o le risposte alle richieste, MailerLite è semplice e ordinato, con pagine di iscrizione e un editor visuale. Non è un CRM per account: se hai venditori che seguono le singole aziende, ti servirà qualcosa di più strutturato.

Ideale per la newsletter ai fornitori

mailerlite.com

05

GetResponse

Per spiegare in diretta come caricare il listino, rispondere a una richiesta e gestire gli ordini, GetResponse include webinar e pagine di registrazione nel livello più alto del listino su getresponse.com/pricing. Ha senso solo se fai davvero sessioni di formazione ricorrenti per gruppi di fornitori.

Ideale per formare i nuovi fornitori

getresponse.com

06

Mailchimp

Per una newsletter mensile di novità divisa per categoria merceologica, Mailchimp con tag e segmenti basta e avanza. Il punto da controllare è come tratta più referenti della stessa azienda: ogni indirizzo è un contatto distinto e il costo cresce a scaglioni, quindi calcola il prezzo sul numero di persone, non su quello di aziende.

Ideale per annunci di categoria agli acquirenti

mailchimp.com

07

Campaign Monitor

Campaign Monitor offre campagne a goccia, modelli personalizzabili in codice e più utenti su ogni piano, comodo se la comunicazione del marketplace passa da un grafico e da un responsabile contenuti. I prezzi si caricano via JavaScript e non sono leggibili: chiedi un’offerta scritta, indicando il numero di contatti.

Ideale per un marchio con forte identità

campaignmonitor.com

Cosa valutare prima di scegliere

Fornitori e acquirenti in archivi distinti

Un’azienda che compra lamiera e una che la vende non vogliono la stessa mail, e talvolta sono la stessa azienda: un distributore può comparire come fornitore di una categoria e acquirente di un’altra. Pretendi un campo ruolo che accetti entrambe le etichette, più campi per categoria merceologica e regione. Senza questa struttura il fornitore riceve inviti pensati per chi compra, e il marketplace perde credibilità con entrambi.

Più referenti sotto la stessa partita IVA

In un’azienda la richiesta di offerta la fa l’ufficio acquisti, la approva il titolare e le fatture le legge l’amministrazione. Serve poter collegare più contatti a una stessa azienda, di solito con la partita IVA come chiave, e impedire che due persone ricevano mail contraddittorie. Verifica nello strumento se esiste un oggetto azienda; in caso contrario, un campo personalizzato e una regola di esclusione possono bastare per cominciare.

Eventi del marketplace: richiesta, risposta, ordine

Le mail più utili nascono da passaggi interni: richiesta di offerta pubblicata, risposta di un fornitore, ordine confermato, listino scaduto. Questi eventi devono arrivare allo strumento tramite API, webhook o un servizio di automazione, e di solito li prepara uno sviluppatore. Chiedi un preventivo del lavoro e fai un test con un evento reale prima di firmare: un ritardo di ore in una risposta a una richiesta urgente fa perdere l’affare.

Base giuridica per scrivere ad altre aziende

Scrivere a un’azienda non è un’area franca: l’indirizzo nominativo di un referente (nome.cognome@) è un dato personale, mentre uno generico (info@) segue regole diverse. Raccogli il consenso alla registrazione con una casella dedicata al marketing e conserva la prova. Se i fornitori caricano elenchi dei propri clienti, chiarisci chi è titolare di quei dati. La posizione corretta per il tuo caso la definisce il DPO, non il fornitore dello strumento.

Documenti dell’onboarding fuori dalla posta

Per attivare un fornitore servono spesso visura camerale, partita IVA, PEC, codice destinatario per la fatturazione elettronica e documenti dei legali rappresentanti. Le mail dell’onboarding devono guidare a un’area riservata per caricarli, non chiedere allegati: nella casella di marketing non devono finire dati di identità né copie di documenti. Controlla che lo strumento permetta link personalizzati e che l’area riservata gestisca il caricamento.

Contenuto per categoria merceologica

Il ristoratore che compra olio e il cantiere che compra ferro non cercano le stesse novità. Lo strumento deve riempire le mail con blocchi legati alla categoria preferita, o almeno permettere newsletter separate per categoria. Valuta anche il calendario di ogni filiera: la vendemmia, il Natale per l’agroalimentare, la riapertura dei cantieri in primavera. Con più categorie conviene partire da tre newsletter ben curate piuttosto che da dodici abbozzate.

Per approfondire

Domande frequenti

Cosa scrivere a un acquirente dopo la registrazione?

La prima mail deve far compiere un’azione sola: pubblicare la prima richiesta di offerta o cercare un fornitore in una categoria. Evita la panoramica di tutte le funzioni. Il giorno dopo può arrivare un esempio di richiesta ben scritta (quantità, consegna, termini di pagamento), il terzo un promemoria per chi non ha completato il profilo. Se entro dieci giorni non c’è alcuna richiesta, passa il contatto a un commerciale per una telefonata mirata invece di continuare con la serie automatica.

Come porto un nuovo fornitore a caricare il listino?

Dividi il percorso in tappe verificabili: profilo compilato, prime dieci schede, listino completo, prima risposta a una richiesta. Ogni mail parla della tappa successiva e offre un aiuto concreto, come un modello di file da compilare o una videochiamata di assistenza. Evita l’elenco di tutto ciò che manca. Se la sua filiera ha una stagione di punta, scegli date e toni che tengano conto del suo carico di lavoro e non cadere nei giorni peggiori.

Come avviso un fornitore di una richiesta di offerta?

È un avviso di servizio e deve arrivare subito: indica categoria, quantità e scadenza per rispondere, con un pulsante che porta alla scheda. Considera un SMS o una notifica per le richieste urgenti, se il fornitore ha dato il consenso a quel canale. Non aggiungere banner promozionali. Registra il tempo medio di risposta per fornitore: a chi risponde con rapidità può andare un messaggio di riconoscimento, a chi non risponde mai una telefonata.

Come favorisco il riordino fra le stesse aziende?

Parti dalla cadenza reale: se un’azienda ordina una categoria ogni due mesi, un promemoria di riassortimento qualche giorno prima del solito rende più facile ripetere l’acquisto. Il messaggio riporta l’ultimo fornitore e un link per rilanciare la richiesta. Se il marketplace non registra i riordini, comincia con una domanda a fine ordine. Evita di spingere nello stesso messaggio le offerte di altri fornitori: il primo potrebbe sentirsi scavalcato e lasciare la piattaforma.

Posso scrivere agli indirizzi aziendali senza consenso?

Dipende dall’indirizzo e dall’uso. Per i contatti nominativi la regola prudente è chiedere il consenso al marketing; l’art. 130 del Codice Privacy ammette in certi casi di scrivere ai clienti per prodotti analoghi, ma non copre una lista acquistata o dati presi da un elenco pubblico. Gli indirizzi generici di un’azienda seguono un quadro diverso. Con il DPO definisci cosa puoi inviare agli utenti registrati e cosa soltanto dopo un consenso.

Come gestisco fatture e solleciti di pagamento via email?

La fattura elettronica passa dallo SDI e non da una mail di marketing; il marketplace, se gestisce i pagamenti, può inviare una notifica che il documento è disponibile. I solleciti sono comunicazioni di servizio: tono neutro, importo e data di scadenza, e un passo successivo con un contatto umano. Per le intimazioni formali serve un canale come la PEC, da concordare con il consulente legale. Tieni queste mail lontane dalle campagne.

Posso mostrare ai fornitori i prezzi dei concorrenti?

Con molta cautela. I listini sono dati commerciali riservati e mostrarli ad altri fornitori può creare problemi di fiducia e, in certi casi, di concorrenza. Usa dati aggregati e anonimi, per esempio la fascia di prezzo di una categoria, e solo se le condizioni del marketplace lo prevedono. Prima di inviare un confronto, fai verificare il testo da un consulente legale e chiarisci nei termini di servizio quali informazioni condividi con chi.

Quali avvisi servono ai commerciali interni del marketplace?

I commerciali hanno bisogno di segnali, non di newsletter: un’azienda nuova ha pubblicato tre richieste, un fornitore importante non risponde da dieci giorni, un acquirente ha aperto più volte il listino. Questi eventi devono diventare attività nel CRM o notifiche interne, con il contatto già aperto. Decidi poche regole chiare, perché ogni avviso in più riduce l’attenzione. Verifica se lo strumento crea attività da solo o se serve un collegamento verso il gestionale.

Ogni quanto scrivere agli acquirenti che non hanno ancora ordinato?

Nelle prime due settimane vanno bene pochi messaggi ravvicinati, purché ciascuno proponga una cosa utile, come cercare un fornitore o pubblicare una richiesta. Dopo il primo mese passa a un riepilogo mensile della categoria che hanno guardato. Se non cliccano per tre mesi, riduci a una mail trimestrale e infine sospendi: una lista di acquirenti che non leggono costa e peggiora la consegna. Lascia scegliere frequenza e categorie in un centro preferenze.