Campagne Email
Aggiornato 2026

Gestire gli affiliati via email: dal reclutamento all’estratto commissioni

Un programma di affiliazione vive di persone che ti scelgono ogni mese: blogger, siti di coupon, creator, piccoli editori. L’email serve a reclutarli, accoglierli con materiali e regole chiari, mandare l’estratto delle commissioni e riattivare chi si è fermato. ActiveCampaign è il punto di partenza più completo, perché con campi ed etichette segmenta per livello e stato e fa partire messaggi diversi, ma costa più di una newsletter. Il tracciamento delle vendite resta nella piattaforma di affiliazione: prima di scegliere capisci come i dati arrivano all’email e come gestisci compensi e segnalazione della pubblicità.

Strumenti consigliati

01

ActiveCampaign

ActiveCampaign è la scelta più completa per un brand con decine o centinaia di affiliati da seguire a livelli diversi: i campi registrano livello, fonte e ultima attività, le etichette distinguono chi è in prova, attivo o fermo e le automazioni condizionali mandano il messaggio giusto. Secondo il listino su activecampaign.com/pricing il livello Starter costa 15 $ al mese per 1.000 contatti con pagamento annuale, ma ammette solo 5 azioni per automazione. Per un programma piccolo bastano MailerLite o Brevo; i dati di vendita restano comunque nella piattaforma di affiliazione.

Scelta migliore

activecampaign.com

02

Brevo

Con poche decine di affiliati Brevo copre email di reclutamento, onboarding e newsletter mensile, più SMS se serve. Un buon primo segmento è quello degli affiliati fermi da sessanta giorni, a cui mandare un messaggio di riattivazione. La segmentazione per risultati dipende dai dati che gli passi: verifica se la piattaforma di affiliazione ha un connettore, un passaggio Zapier o Make oppure solo un file CSV.

Ideale per un programma in crescita

brevo.com

03

MailerLite

Se i tuoi affiliati sono blogger e creator, MailerLite offre pagine di iscrizione per il reclutamento, gruppi per livello e automazioni a costo basso. Non è un sistema di affiliazione: le commissioni si calcolano altrove e arrivano a MailerLite come campi importati. Le email personalizzate con i numeri di ciascuno richiedono campi aggiornati: decidi con che frequenza li importerai.

Ideale per affiliati che sono creator

mailerlite.com

04

GetResponse

Se vuoi formare gli affiliati con un webinar su come presentare il prodotto, GetResponse comprende i webinar nel livello Creator, 69 $ al mese per 1.000 persone secondo getresponse.com/pricing. Il livello Marketer, 59 $, offre automazioni illimitate, mentre lo Starter, 19 $, ne ha una sola. Non esiste un piano gratuito: ha senso solo se la formazione dal vivo è una parte stabile del programma.

Ideale per formare gli affiliati con webinar

getresponse.com

05

Klaviyo

Se il brand vende online e molti affiliati sono anche clienti, Klaviyo unisce dati d’ordine e comportamento in un solo profilo. Secondo klaviyo.com/pricing 1.000 profili costano 30 $ al mese, e il piano gratuito si ferma a 250 profili attivi. Non serve a calcolare le commissioni: i pagamenti restano nella piattaforma di affiliazione o nel gestionale. Verifica il connettore con il tuo e-shop.

Ideale per brand online con affiliati clienti

klaviyo.com

06

HubSpot

Se gli affiliati sono agenzie, rivenditori o partner commerciali, ogni relazione è una piccola trattativa con referenti, accordi e scadenze: HubSpot le gestisce in un CRM. Secondo la pagina americana su hubspot.com/pricing/marketing il Marketing Hub parte da 7 $ al mese (Starter) e da 800 $ (Professional): il salto è molto ampio. Per un programma di blogger e creator è più strumento del necessario.

Ideale per programmi con partner aziendali

hubspot.com

07

Mailchimp

Per cominciare con una newsletter mensile a pochi affiliati, Mailchimp ha editor e moduli già noti. Con 500 contatti il livello Standard indicato da mailchimp.com/pricing costa 20 $ al mese: la cifra da tenere presente se il reclutamento va bene. Per estratti personalizzati con importi e livelli servono campi aggiornati: verifica come importarli e con che frequenza.

Ideale per una prima newsletter agli affiliati

mailchimp.com

Cosa valutare prima di scegliere

Reclutamento e primo messaggio di benvenuto

Chi si candida a diventare affiliato deve ricevere subito un messaggio che spiega come funziona: commissione, regole di attribuzione, soglia di pagamento, materiali, a chi scrivere. Cerca un modulo di candidatura collegabile all’email e un’automazione che separi candidati, approvati e rifiutati. Non trattare come affiliato chi si è solo iscritto alla newsletter: sono relazioni diverse, con consensi diversi.

Dati di vendita e commissioni

I numeri di vendite e commissioni vivono nella piattaforma di affiliazione, non nello strumento email. Verifica come passarli: connettore nativo, collegamento Zapier o Make oppure esportazione CSV da caricare ogni mese. Con un file mensile puoi comunque mandare un estratto personalizzato con campi come commissioni maturate e stato del pagamento. Se ti servono dati in tempo reale, controlla prima che la piattaforma di affiliazione li renda disponibili.

Materiali e link sempre aggiornati

Banner, testi, link tracciati e immagini di prodotto cambiano con le campagne. Invece di allegare file, manda il link a una pagina riservata che aggiorni tu e avvisa gli affiliati con un breve messaggio quando c’è una novità. Verifica che l’editor mantenga intatti i link con parametri: un link corrotto fa perdere commissioni all’affiliato e fiducia a te. Prova ogni link prima dell’invio.

Livelli e stato dell’affiliato

Un programma serio ha almeno quattro stati: candidato, in prova, attivo, fermo. Serve uno strumento che li registri in campi o etichette e li aggiorni quando cambia il dato. Ai fermi manda un messaggio di riattivazione con un’idea concreta, agli attivi la newsletter con novità e premi, ai migliori un contatto diretto. Evita le classifiche pubbliche con nomi: gli affiliati possono non voler essere confrontati.

Compensi, fatture e aspetti fiscali

L’email può annunciare l’estratto conto delle commissioni, ma non sostituisce i documenti fiscali. Gli affiliati possono essere persone con partita IVA, prestazioni occasionali o società, e il trattamento cambia: fattura, ritenuta, soglie. Definisci il processo con il tuo commercialista e riportalo nelle condizioni del programma. Prevedi un messaggio che chieda i dati necessari e uno che confermi il pagamento, senza importi nell’oggetto.

Pubblicità riconoscibile e regole per gli affiliati

Chi promuove i tuoi prodotti deve rendere riconoscibile il contenuto pubblicitario: l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha regole e indicazioni sulla trasparenza della comunicazione commerciale. Scrivi agli affiliati che cosa è permesso, come dichiarare il rapporto commerciale e quali pratiche sono vietate, per esempio email non richieste a liste acquistate. Verifica con un consulente le regole che valgono nel tuo caso e conserva traccia degli avvisi inviati.

Per approfondire

Domande frequenti

Ogni quanto scrivo agli affiliati?

Un messaggio mensile fisso, con risultati, novità e un’idea da provare, è un buon ritmo. Aggiungi avvisi isolati solo quando c’è qualcosa di concreto: un nuovo materiale, una promozione a tempo, un cambio di commissioni. Il benvenuto parte subito e l’onboarding in tre o quattro messaggi nella prima settimana. A chi dopo tre mesi non ha ancora fatto una vendita manda un solo messaggio di riattivazione, poi passa a una frequenza ridotta.

Che cosa metto nella sequenza di benvenuto degli affiliati?

Quattro messaggi: il primo con regole, commissione e funzionamento del tracciamento; il secondo con la guida ai materiali; il terzo con esempi di come promuovere bene e di che cosa evitare; il quarto con l’invito a rispondere per chiarimenti e il nome di un referente in carne e ossa. Nel primo metti il link all’area riservata e le modalità di pagamento. Evita testi lunghi: chi si iscrive vuole sapere come iniziare entro un giorno.

Come riattivo gli affiliati fermi?

Prima capisci perché: manca materiale, il prodotto non converte, la promozione è stagionale. Scrivi un messaggio che chiede di che cosa hanno bisogno, con un solo link per rispondere in fretta, e proponi una novità concreta: un prodotto nuovo, un periodo promozionale, un bonus a tempo. Dopo due messaggi senza risposta sposta chi non ha mai venduto in una lista a frequenza ridotta. Non scrivere in tono di rimprovero: un affiliato non è un dipendente.

Come recluto affiliati di qualità via email?

Parti da chi già parla di te: clienti fedeli, blogger che ti citano, creator del tuo settore. Scrivi a ciascuno in modo individuale e spiega perché ti rivolgi proprio a lui. Non comprare elenchi: scrivere a indirizzi presi da liste acquistate è rischioso per la normativa sulla privacy e rovina la reputazione del mittente. Un invito personale, con una pagina che spiega il programma, produce meno risposte ma più affidabili di una campagna di massa.

Gli affiliati possono mandare email con il mio marchio?

Solo se lo permetti per iscritto e alle liste per cui hanno un consenso. Nelle regole del programma scrivi che le email commerciali richiedono il consenso del destinatario e che le liste acquistate sono vietate. Come titolare del marchio puoi essere chiamato in causa per comunicazioni scorrette di chi promuove i tuoi prodotti: valuta con un consulente come ripartire le responsabilità e come documentare l’approvazione dei testi prima dell’uso.

Come comunico commissioni e pagamenti senza errori?

Manda un estratto mensile con periodo, importo maturato, importo pagabile, soglia minima e data prevista del pagamento, con le stesse parole del regolamento. Metti gli importi nel corpo del messaggio e non nell’oggetto, e aggiungi un link a una pagina con il dettaglio. Se ci sono rettifiche per resi, spiegale con chiarezza. Prima del primo invio ricontrolla i dati con la piattaforma di affiliazione: un errore sui soldi costa più di un mese di ritardo.

Gli affiliati devono firmare un consenso privacy?

Gli affiliati sono persone o aziende di cui tratti dati: nome, email, coordinate di pagamento e dati fiscali. Serve un’informativa chiara e, se mandi comunicazioni di marketing, un consenso o un’altra base valida; per i messaggi che servono a eseguire il rapporto, come l’estratto commissioni, la base è di solito il contratto. Come classificare ogni messaggio chiedilo al tuo DPO: la distinzione tra servizio e promozione non è sempre ovvia.

Come misuro il successo del programma?

Guarda gli affiliati attivi, cioè con almeno una vendita nell’ultimo trimestre, le vendite per affiliato, il costo delle commissioni rispetto al ricavo e il tempo che passa dall’iscrizione alla prima vendita. Controlla se i resi riducono le commissioni e quanti affiliati ricevono ogni mese l’estratto. Per la comunicazione basta osservare risposte e richieste di assistenza dopo ogni messaggio: se aumentano, il testo non era chiaro.

Meglio più livelli o un solo livello di commissione?

Un livello unico è più semplice da spiegare e da automatizzare, ed è giusto all’inizio. Più livelli, per esempio base, argento e oro in base alle vendite, motivano chi promuove con costanza, ma richiedono regole chiare e un campo sempre aggiornato nello strumento email. Se introduci i livelli, annuncia le soglie con largo anticipo e non cambiarle a metà anno: chi ha investito tempo sul programma ricorda bene le promesse ricevute.

Come tratto gli affiliati che violano le regole?

Scrivi in modo calmo e preciso: che cosa hai trovato, quale regola è stata violata, entro quando deve rimediare. Conserva copia del messaggio. Alla seconda violazione sospendi le commissioni, se il regolamento lo prevede, e se serve chiudi il rapporto con una comunicazione formale, per la quale conviene sentire un consulente legale. Tieni nello strumento un’etichetta «sospeso», per non includere l’affiliato nei messaggi promozionali del programma.