Campagne Email
Aggiornato 2026

Email accessibili: contrasto, testo alternativo e link che si capiscono

Un’email accessibile si legge anche con uno screen reader, con la sola tastiera, con un ingrandimento forte o con le immagini disattivate. I controlli principali sono il contrasto tra testo e sfondo, il testo alternativo delle immagini, la lingua dichiarata, i titoli veri e i link che descrivono la destinazione. Nessun editor garantisce da solo un risultato accessibile: va verificato nel codice che produce. Brevo, con un piano gratuito per provare, è un punto di partenza per piccole organizzazioni; Campaign Monitor e Mailchimp offrono modelli scritti a mano per intervenire sul codice. Per gli obblighi di legge, che dipendono da chi sei, rivolgiti a un consulente.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è un punto di partenza ragionevole per una piccola organizzazione che vuole newsletter e messaggi di servizio nello stesso account, come elencato su brevo.com/pricing. Tra le funzioni elencate non compare un controllo di accessibilità: prima di fidarti dell’editor verifica di poter impostare il testo alternativo di ogni immagine, la lingua del messaggio e la versione in testo semplice, poi ascolta una prova con uno screen reader. Un controllo automatico esiste in servizi esterni come Email on Acid.

Scelta migliore

brevo.com

02

Campaign Monitor

Campaign Monitor indica modelli codificati a mano e anteprima nelle caselle: servono per inserire la lingua del messaggio, correggere i titoli e l’ordine di lettura. Dalla pagina campaignmonitor.com/pricing risulta una prova di 30 giorni con 500 contatti, mentre il listino a pagamento non si legge in modo affidabile: chiedi un preventivo. Lo strumento non dichiara controlli di accessibilità; chi modifica il codice deve conoscere le regole.

Ideale per intervenire sul codice

campaignmonitor.com

03

MailerLite

MailerLite punta sulla semplicità: meno elementi sul messaggio significano meno rischi di accessibilità, ma anche meno controllo sul codice. Per un’associazione con poche decine di iscritti può essere una scelta sobria. Prima di sceglierlo prova che l’editor chieda il testo alternativo per ogni immagine, che i pulsanti abbiano un contrasto adeguato e che la lingua del messaggio sia impostabile.

Ideale per layout essenziali e pochi elementi

mailerlite.com

04

Mailchimp

Mailchimp offre, secondo la sua scheda, modelli codificati a mano accanto all’editor a blocchi: puoi intervenire sul codice se un blocco non produce ciò che serve. Prova il modello con un invio a pochi indirizzi tuoi prima di scrivere a tutta la lista. Controlla se esiste una verifica prima dell’invio che segnali le immagini senza testo alternativo: non darla per presente solo perché usi un editor noto.

Ideale per provare con modelli personalizzabili

mailchimp.com

05

Kit (ConvertKit)

Un messaggio che somiglia a una lettera, con pochi elementi grafici, ha meno cose che possono andare storte per uno screen reader. Kit si rivolge agli autori e, secondo kit.com/pricing, il piano gratuito arriva a 10.000 iscritti con trasmissioni, moduli e landing. Verifica come l’editor gestisce link, immagini e testo alternativo, e se puoi curare la versione in testo semplice.

Ideale per messaggi di solo testo

kit.com

06

ActiveCampaign

Un difetto di accessibilità in un modello usato dalle automazioni si ripete in ogni messaggio che parte da lì: con ActiveCampaign conviene correggere il modello una volta, prima di costruire i flussi. Non c’è un piano gratuito, come risulta da activecampaign.com/pricing, e il livello iniziale ha un solo utente. Non dare per scontato un controllo del contrasto nell’editor: verifica con uno strumento esterno i colori di testo e pulsanti.

Ideale per molti messaggi automatici

activecampaign.com

07

GetResponse

GetResponse mette in uno stesso strumento email, landing page, webinar e corsi: per un ente formativo conviene chiedere come rendere accessibili anche sottotitoli e trascrizioni, non solo il messaggio. Secondo getresponse.com/pricing non esiste un piano gratuito, solo una prova. Per l’email valgono gli stessi controlli di tutti gli altri: testo alternativo, contrasto, lingua e link descrittivi.

Ideale se unisci email, corsi e webinar

getresponse.com

Cosa valutare prima di scegliere

Testo alternativo per ogni immagine

Ogni immagine informativa ha bisogno di un testo alternativo che dica ciò che serve a chi non la vede: il prodotto, l’offerta scritta nel banner, la funzione del pulsante grafico. Le immagini solo decorative vanno lasciate con testo vuoto, così lo screen reader le salta. Cerca un editor che mostri un campo per ogni immagine e che non la salvi senza testo, o almeno la segnali. Per il logo basta il nome dell’azienda.

Lingua dichiarata e titoli veri

Uno screen reader sceglie la pronuncia dalla lingua dichiarata nel codice: un messaggio in italiano senza indicazione può essere letto con la voce sbagliata. Chiedi allo strumento se puoi impostare la lingua, anche per versione, quando spedisci in più lingue. Controlla poi che i titoli siano elementi di titolo veri e non solo testo in grassetto: ci si orienta saltando da un titolo all’altro. Apri il codice generato e verificalo, almeno per il modello base.

Contrasto di testo e pulsanti verificato

Le linee guida WCAG, livello AA, indicano un rapporto di contrasto minimo di 4,5 a 1 per il testo normale e di 3 a 1 per il testo grande. Falliscono spesso il grigio chiaro su bianco e i pulsanti pastello con testo bianco. Controlla la palette del marchio con un verificatore di contrasto prima di caricarla nell’editor, e verifica che l’editor ti lasci inserire i codici colore esatti. Non affidare mai un’informazione al solo colore, per esempio «le voci in rosso».

Versione in testo semplice curata

Alcune persone, o i loro programmi, leggono la versione in testo semplice del messaggio. Verifica che lo strumento la generi in automatico e che tu possa modificarla: una conversione trascurata lascia indirizzi lunghissimi, righe senza a capo o riferimenti a immagini che non esistono. Controllala ogni volta per i messaggi importanti, con le sezioni separate da una riga vuota e i link scritti per esteso accanto a una descrizione chiara.

Ordine di lettura e tabelle di layout

Lo screen reader legge nell’ordine del codice, non in quello visivo. Con due colonne affiancate l’ordine può risultare diverso da quello che vedi: controlla leggendo il messaggio da cima a fondo con la sola tastiera o con una voce sintetica. Molti messaggi usano tabelle per l’impaginazione: se il codice le dichiara come tali, la voce può annunciare righe e celle senza senso. Chiedi al fornitore come tratta questo caso e prova con un lettore gratuito.

Link e pulsanti con nomi comprensibili

Chi usa uno screen reader spesso scorre l’elenco dei link senza il testo intorno. «Clicca qui» o «Scopri di più» ripetuti tre volte non dicono nulla; «Scarica il programma del corso» sì. Controlla che l’editor ti lasci scrivere il testo del link liberamente e che i pulsanti grafici abbiano un testo alternativo. Evita di usare lo stesso testo per destinazioni diverse e di mettere indirizzi completi come etichetta nel corpo del messaggio.

Per approfondire

Domande frequenti

Devo rendere accessibili le email per legge?

Non c’è una risposta unica, e non possiamo darla noi. La direttiva europea sull’accessibilità, recepita in Italia, riguarda alcuni prodotti e servizi, tra cui quelli di commercio elettronico; per gli enti pubblici vale la Legge Stanca. Una newsletter di marketing in sé raramente ha requisiti propri, ma il sito, il negozio online o i servizi a cui rimanda possono averne. Chiedi a un consulente o a un legale se la tua organizzazione rientra e che cosa conviene documentare.

Come provo il messaggio con uno screen reader?

Su iPhone e Mac c’è VoiceOver, su Android TalkBack, su Windows NVDA, che è gratuito. Attiva il lettore, apri la bozza ricevuta come prova e scorri il messaggio con i gesti o con la tastiera. Ascolta se l’ordine ha senso, se le immagini hanno un nome utile, se i link si distinguono uno dall’altro e se la voce usa la lingua giusta. Bastano venti minuti la prima volta; se conosci una persona che lo usa ogni giorno, chiedile un parere.

Che cos’è WCAG e vale per le email?

Le WCAG sono le linee guida internazionali per l’accessibilità dei contenuti web, pubblicate dal consorzio W3C, con tre livelli: A, AA e AAA. Sono scritte per siti e applicazioni, non per le email, ma i principi si applicano bene: contrasto, alternative testuali, struttura, link chiari. Il livello AA è il riferimento più usato. Considerale una lista di controllo per il tuo modello, senza dichiarare che le email sono conformi: la conformità richiede una verifica competente.

Come uso i colori del marchio se hanno poco contrasto?

Tieni il colore originale per elementi grandi, come bande, sfondi e titoli molto grandi, e scegli una variante più scura per il testo e per i pulsanti piccoli. Chiedi al grafico una tavolozza «per il digitale» già verificata con uno strumento di contrasto, e salvala nel modello. Un giallo o un azzurro chiaro con testo bianco è il caso tipico: inverti i colori, testo scuro su fondo chiaro, oppure scurisci il fondo. Non cambiare l’identità, correggi solo gli abbinamenti.

Come scrivo il testo alternativo di un banner con un’offerta?

Riporta le parole che l’immagine contiene e che servono a capire l’offerta, per esempio «Saldi di fine stagione in negozio fino a sabato», non «banner saldi». Se il banner ha un pulsante grafico, il testo alternativo deve dire anche dove porta. Non iniziare con «immagine di»: lo screen reader già lo annuncia. Meglio ancora, riscrivi l’offerta come testo vero sotto o sopra il banner, così la stessa informazione la vedono anche i lettori che hanno le immagini bloccate.

Posso mandare un’email fatta solo di un’immagine?

È la scelta peggiore per l’accessibilità: chi usa uno screen reader trova al massimo un testo alternativo, chi ha le immagini bloccate non vede nulla e il testo non si può ingrandire o copiare. Spesso va peggio anche con i filtri. Se il grafico consegna un’unica immagine con tutto il testo dentro, chiedi di riprodurre il contenuto come testo vero e di usare le immagini solo per fotografie e decorazioni. Il risultato è più leggero e più facile da correggere.

Le emoji e i simboli decorativi sono un problema?

Possono esserlo. Uno screen reader legge il nome di ogni emoji, quindi una riga di dieci simboli diventa una litania, e le sequenze di trattini o frecce vengono pronunciate. Usane pochi, mai al posto di una parola e mai in fila, e non metterli all’inizio dell’oggetto, dove il lettore sente subito il rumore. Lo stesso vale per il testo in lettere speciali o con spazi tra i caratteri: lo strumento di lettura lo spezza. Una prova di ascolto dura un minuto.

Chi se ne occupa in azienda e come lo documento?

Assegna la responsabilità a una persona, di solito chi cura il modello, e scrivi una lista di controllo di una pagina: testo alternativo, contrasto, lingua, link, versione in testo semplice, prova con uno screen reader. Allegala al modello e aggiornala quando cambia la grafica. Se un fornitore o un’agenzia prepara le email, inserisci la lista tra le consegne richieste. Per una dichiarazione formale di conformità non basta: serve una verifica competente fatta da un consulente.