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Aggiornato 2026

Quale strumento scegliere per fare A/B test sulle tue email

Un A/B test ha senso solo se la lista è abbastanza grande da dare risposte credibili, quindi è il primo dato da guardare quando scegli. Per le liste italiane medio-piccole Brevo offre i test dal piano Standard; Mailchimp e MailerLite li dichiarano tra le funzioni, mentre ActiveCampaign interessa a chi vuole provare anche percorsi di automazione. Prima del prezzo guarda che cosa puoi variare (oggetto, mittente, contenuto), come viene scelto il vincitore e quanto campione serve. Qui trovi i piani con i test, i limiti di una lista da poche centinaia di indirizzi e gli errori da evitare.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è la scelta più sensata per una lista italiana medio-piccola che vuole fare test veri senza un contratto da grande azienda: l’A/B test è tra le funzioni dichiarate e, secondo il listino su brevo.com/pricing, entra con il piano Standard da 18 $ al mese. Il limite è statistico, non tecnico: con poche migliaia di contatti molte differenze sono rumore, e nessuno strumento ti dispensa dal decidere campione e durata del test.

Scelta migliore

brevo.com

02

Mailchimp

Mailchimp dichiara test A/B e multivariati, quindi puoi confrontare più versioni dello stesso invio, utile se hai qualche migliaio di contatti e vuoi provare oggetto e contenuto insieme. Il rovescio è il costo: nel listino su mailchimp.com/pricing il prezzo sale per fasce di contatti, e un test con molte varianti su una lista modesta produce solo rumore, per cui rischi di pagare per leggere numeri inutili.

Ideale per più varianti insieme

mailchimp.com

03

ActiveCampaign

Con ActiveCampaign il test interessante non è l’oggetto di una newsletter ma il percorso: chiedi in prova se puoi dividere un’automazione in due rami e confrontare chi arriva alla prenotazione o all’acquisto. Serve una lista che entri nel percorso con costanza, altrimenti il test dura mesi. Il piano Starter, secondo il listino, ha un limite di 5 azioni per automazione: leggilo prima di progettare.

Ideale per testare interi percorsi

activecampaign.com

04

MailerLite

MailerLite elenca l’A/B tra le funzioni, e il piano Comfort parte da 12 $ al mese a 500 iscritti, secondo mailerlite.com/pricing. Per una newsletter di associazione o di negozio con poche centinaia di indirizzi basta provare due oggetti e imparare qualcosa. Con liste così piccole il vincitore è un indizio, non una prova: verifica da quale piano parte il test e se puoi scegliere tu il criterio di vittoria.

Ideale per newsletter piccole

mailerlite.com

05

Klaviyo

In un negozio online il test che pesa non è sull’oggetto ma sull’offerta: spedizione gratuita sopra una certa spesa contro sconto percentuale, ad esempio. Klaviyo è pensato per l’e-commerce, quindi chiedi in prova se il vincitore si può scegliere in base agli ordini e non ai clic. Con pochi ordini al mese l’esito arriva tardi: pianifica test lunghi e uno alla volta.

Ideale per testare offerte in un e-shop

klaviyo.com

06

GetResponse

GetResponse mette insieme email, landing page e webinar, perciò ha senso se vuoi capire quale combinazione di messaggio e pagina d’iscrizione porta più iscritti a un corso o a un evento. Secondo getresponse.com/pricing non c’è un piano gratuito, solo una prova: usala per verificare quali test sono inclusi nel livello che ti serve, perché non tutti stanno nel piano base.

Ideale per provare email e pagina

getresponse.com

07

Constant Contact

Constant Contact elenca l’A/B tra le funzioni e può avere senso se sei già cliente e hai un account da anni. Per chi parte da zero in Italia pesa più il resto: prima di sceglierlo controlla se interfaccia e assistenza sono in italiano e se il piano giusto per la tua lista include i test, perché il prezzo dipende dal numero di contatti.

Ideale per chi lo usa già

constantcontact.com

Cosa valutare prima di scegliere

Che cosa puoi mettere a confronto

Gli strumenti non permettono tutti le stesse varianti. Controlla se puoi cambiare l’oggetto, il testo di anteprima, il nome del mittente (la persona oppure il marchio) e il contenuto, o addirittura il giorno di invio. Per una lista italiana il mittente è spesso il test più istruttivo: una email firmata dal titolare si legge in modo diverso da una firmata dall’azienda. Se lo strumento consente solo l’oggetto, resti molto limitato.

Quota di lista destinata al test

Di solito scegli la percentuale di contatti che riceve le due varianti, mentre il vincitore parte verso gli altri. Con liste di poche centinaia di indirizzi quella quota è troppo piccola per concludere qualcosa, e conviene dividere tutta la lista a metà e leggere il risultato come indizio. Verifica che lo strumento permetta di impostare la quota a mano e non ti obblighi a un valore fisso.

Criterio con cui vince una variante

Se il vincitore viene scelto sulle aperture, sei esposto al problema delle aperture automatiche generate dalla privacy di Apple Mail, che gonfiano i numeri. Cerca strumenti che consentano di decidere sui clic o su una conversione, e che ti lascino scegliere se il vincitore parte da solo o se vuoi approvarlo. L’invio automatico del vincitore è comodo, ma ha senso solo quando il criterio è stato scelto con cura.

Durata del test e calendario

La finestra di attesa prima di inviare il vincitore va decisa in base alle abitudini della tua lista: un negozio di quartiere legge la posta la sera, un ufficio durante la mattina. Evita di far cadere il test su un ponte, su Ferragosto o in settimana di saldi, perché il comportamento cambia per ragioni che non c’entrano con le varianti. Verifica se lo strumento consente un’attesa di molte ore e non solo di pochi minuti.

Piano che include davvero i test

Non basta che il fornitore citi gli A/B test nella pagina delle funzioni: spesso sono inclusi solo da un certo livello e cambiano per tipo di test, ad esempio solo sulle campagne e non sulle automazioni. Leggi la tabella dei piani, guarda quale scatto di prezzo ti serve per sbloccare la funzione e prova a creare un test durante il periodo di prova, prima di legarti a un abbonamento annuale.

Archivio dei test e dei segmenti

Un test serve se lo ricordi: scrivi l’ipotesi, le varianti e il risultato in un registro che condivide chi si occupa della comunicazione, anche solo un foglio di calcolo. Controlla se lo strumento conserva lo storico dei test e se puoi ripeterne uno su un segmento diverso, ad esempio clienti nuovi e abituali. I risultati sulla tua lista valgono più di qualsiasi regola generale letta su un blog.

Per approfondire

Domande frequenti

Che cosa conviene testare per primo?

Parti dall’oggetto, perché è ciò che decide se il messaggio viene aperto, e prova una sola differenza per volta: lunghezza, presenza del nome del negozio, una domanda al posto di un’affermazione. Il secondo test utile è il mittente, persona o marchio. Solo dopo passa al contenuto, ad esempio un solo pulsante contro due link, e alla posizione dell’offerta. Cambiare tre cose insieme ti lascia senza sapere quale abbia funzionato.

Con quanti iscritti ha senso fare A/B test?

Non c’è un numero magico valido ovunque: più sono i destinatari per variante, più il risultato è credibile, e le differenze piccole richiedono liste grandi per emergere. Se hai poche centinaia di iscritti, usa i test per scoprire se esistono differenze enormi, non sottili, e ripetili su più invii prima di cambiare abitudini. Su liste molto piccole una variante che vince una volta può perdere la volta dopo senza che sia cambiato nulla.

Cosa faccio se le due varianti hanno lo stesso risultato?

È un dato utile: significa che quella scelta non conta per il tuo pubblico, quindi risparmi energie e puoi tenere la versione più semplice o più coerente con il tono del marchio. Annotalo nel registro dei test e passa a un’ipotesi più ambiziosa, ad esempio un’offerta diversa o un mittente diverso. Non forzare un vincitore leggendo differenze di una frazione di punto: è l’errore più frequente quando la lista è piccola.

Quanto tempo aspetto prima di inviare la variante vincente?

Aspetta abbastanza perché chi legge la mattina e chi legge la sera abbia avuto modo di rispondere: per un negozio rivolto al pubblico questo significa lasciare passare almeno una giornata, per un invio B2B conviene attendere anche il giorno lavorativo dopo. Se la vendita finisce a mezzanotte non hai spazio e devi testare in anticipo su un campione. Controlla che lo strumento ti permetta di impostare l’attesa in ore e non solo in minuti.

Posso fare un A/B test su un’automazione di benvenuto?

Dipende dallo strumento e dal piano: alcuni limitano i test alle campagne singole, altri li estendono ai percorsi automatici. Se il tuo benvenuto è la mail più letta, vale la pena fare il test: la lista entra poco alla volta, quindi servono settimane prima di avere numeri sufficienti. Cambia una variabile per volta e non toccare il resto del percorso durante il test, altrimenti non saprai più a quale modifica attribuire l’effetto.

Posso testare un oggetto con emoji o con parole come “ultime ore”?

Puoi, ma ricordati che il test misura il comportamento, non la correttezza. Un oggetto che vince perché promette un’urgenza falsa rischia di essere una pratica commerciale scorretta: se scrivi che lo sconto finisce stasera, deve essere vero, e per i dubbi sul Codice del consumo conviene sentire un consulente. Anche le emoji vanno provate con cautela, perché alcuni client le mostrano male. Fai sempre un invio di prova prima.

Un A/B test richiede un consenso diverso?

In linea di principio il test non cambia la finalità per cui l’iscritto ha dato il consenso: sono sempre messaggi di marketing che ha accettato di ricevere, con le stesse regole su informativa e disiscrizione. Diverso sarebbe usare i risultati per profilare i singoli in modo non previsto dall’informativa. Se non sei sicuro di cosa hai scritto nel modulo di iscrizione, fai verificare il testo al tuo consulente privacy o al DPO.

Quali test non vale la pena fare?

Evita di testare dettagli che nessun lettore nota, come la tonalità di un pulsante o una virgola nell’oggetto, perché consumano la poca lista che hai. Meglio evitare anche confronti tra due offerte in cui una è chiaramente più generosa: vincerà quella, e avrai solo regalato margine. Valgono invece i test tra messaggi realmente diversi, come una testimonianza contro un elenco di vantaggi o un invito con data contro uno senza.